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IL GIRAMONDO – Elezioni parlamento scozzese: Indipendentisti primi ma in calo nei sondaggi

LA STORIA POLITICA

Prima che il Trattato di Unione 1707 unisse il Regno di Scozia e il Regno d’Inghilterra in un nuovo stato chiamato ” Gran Bretagna “, la Scozia aveva un parlamento indipendente noto come Parlamento di Scozia . Le proposte iniziali scozzesi nel negoziato sull’Unione suggerivano che in Scozia venisse mantenuto un parlamento decentrato, ma ciò non fu accettato dai negoziatori inglesi.

Per i successivi trecento anni, la Scozia fu governata direttamente dal Parlamento della Gran Bretagna e dal successivo Parlamento del Regno Unito , entrambi con sede a Westminster, e la mancanza di un Parlamento scozzese rimase un elemento importante nell’identità nazionale scozzese . Le richieste per un Parlamento “devoluto” furono avanzate fin dagli inizi del secolo scorso. Un forte aumento del nazionalismo in Scozia durante la fine degli anni ’60 alimentò le richieste di una qualche forma di governo interno o di completa indipendenza, in particolare dopo la scoperta del petrolio nel Mare del Nord. Questo portò il governo laburista di Harold Wilson ad impegnarsi per dare alla Scozia una legislatura autonoma.  Secondo i termini dello Scotland Act 1978 , un’assemblea eletta sarebbe stata istituita a Edimburgo se il pubblico lo avesse approvato con un referendum.  Il referendum si tenne nel 1979  e una stretta maggioranza del 51,6% votò  a favore di un’Assemblea scozzese, ma il referendum fallì lo stesso per mancanza di quorum.

Durante gli anni ’80 e ’90, la richiesta di un parlamento scozzese è cresciuta, in parte perché il governo del Regno Unito era controllato dal partito conservatore , mentre la Scozia votava principalmente per il partito laburista.  Nel 1989 fu formata la Convenzione costituzionale scozzese del 1989 che nel 1995 produsse un piano di decentramento per realizzare il parlamento scozzese.  La devolution divenne parte della programma del partito laburista che tornò al potere con Tony Blair nel 1997.  Nel settembre 1997, un nuovo  referendum sulla devolution fu approvato dagli elettori scozzesi. Il 6 maggio 1999 si tennero le prime elezioni per il nuovo parlamento, che  videro la vittoria relativa del partito laburista, che ottenne 56 seggi su 129, seguito dall’SNP con 35. Il laburista Donald Dewar divenne il primo “First Minister” della scozia grazie ai voti del Labour e del Partito Liberal Democratico.  Dopo la morte improvvisa di Dewar nel 2000, fu eletto nuovo First Minister il suo compagno di partito Henry McLeish.  McLeish dovette dimettersi l’anno successivo a causa di una inchiesta per frode fiscale e fu sostituito da un altro politico laburista, Jack Mc Connell.  Nelle elezioni del 2003 il Labour scese a 50 seggi su 129, seguito dall’SNP con 27, il che permise a Mc Connell di essere rieletto First Minister sempre grazie ad un accordo tra laburisti e liberaldemocratici.  

Le elezioni del 2007  furono una svolta fondamentale nella storia politica scozzese.  Il Labour scese a 46 seggi e fu superato per la prima volta dall’SNP che ne ottenne 47.  Il leader dell’SNP Alex Salmond fu eletto First Minister grazie ad un accordo tra SNP e il Partito Verde Scozzese. Salmond formò un governo di minoranza che resto’ in carica fino alle elezioni successive, il quale portò avanti l’agenda indipendentista dell’SNP,  che includeva la richiesta di un referendum sull’indipendenza scozzese.  Nelle elezioni del 2011 l’SNP ottenne un successo senza precedenti conquistando la maggioranza assoluta dei seggi al parlamento scozzese (69 su 129) e formando un governo di maggioranza. 

Nel frattempo al governo della Gran Bretagna erano arrivati i conservatori guidati da David Cameron, a capo di una coalizione con i liberaldemocratici. Cameron decise di giocare d’azzardo, concedendo il referendum sull’indipendenza scozzese. Il suo calcolo era che il referendum sarebbe fallito, ma nel frattempo avrebbe messo in crisi il partito laburista, molto forte in Scozia, costretto a schiacciarsi sulle posizioni unioniste del Partito Conservatore,  Il “rischio calcolato” di Cameron funzionò. Il referendum fu bocciato dal 55,3% dei cittadini scozzesi e il Labour ne fu elettoralmente danneggiato, tanto che le elezioni nazionali del 2015 furono un disastro per il partito che perse tutti i propri 40 seggi scozzesi.  L’anno successivo Cameron si sarebbe cimentato in un altro “rischio calcolato” con il referendum sulla Brexit facendo tuttavia in quel caso male i suoi conti.

Salmond nel frattempo si era dimesso a seguito della sconfitta nel referendum sull’indipendenza. Suo successore come First Minister e leader dell’SNP fu nominata Nicola Sturgeon. Nelle elezioni del 2016 l’SNP perse la maggioranza assoluta dei seggi, passando da 69 a 63,  costringendo la Sturgeon a formare un governo di minoranza. Nel referendum sulla Brexit dello stesso anno la Scozia si è pronunciata nettamente per restare nell’Unione Europea, a differenza del resto del Regno Unito, il che ha contribuito a far peggiorare i rapporti con il governo di Londra, in particolare dopo l’arrivo al potere dell’euroscettico Boris Johnson.

 

Nelle prossime pagine, i risultati delle elezioni del 2019, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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