Carlos Gonsalo Álvarez Loayza (62 anni) è un comico, presentatore televisivo e sceneggiatore peruviano, candidato alla presidenza per il partito di centrodestra País para Todos.
Noto per le sue parodie e imitazioni di politici peruviani, Álvarez è apparso in diversi programmi comici, diventando uno dei piu famosi personaggi televisivi in Perù. Nel 2024, Álvarez si è iscritto al neonato partito País para Todos.
Politicamente, Álvarez non si identifica nello spettro politico, sebbene sia stato descritto come di destra o di estrema destra. Le sue proposte includono la creazione di un nuovo Ministero della Difesa e Sicurezza Nazionale per contrastare la criminalità, l’applicazione della pena di morte per gli assassini e il ritiro del Perù da convenzioni internazionali sui diritti umani (in particolare dalla Corte interamericana dei diritti umani , che ha descritto come “ideologizzata”) per permettere misure più severe contro il crimine. Descrivendosi come “il Bukele peruviano”, ha affermato che se fosse in carica, designerebbe tutti i criminali come obiettivi militari da poter uccidere in caso che non si arrendano, dicendo “fanculo i diritti umani dei criminali”.
La sua candidatura è stata segnata da alcuni scandali, in particolare riguardo all’uso irregolare di fondi pubblici destinati alla campagna elettorale da parte del suo partito. Nonostante ciò, Álvarez ha confermato la sua intenzione di rimanere in corsa, chiedendo trasparenza e sanzioni per i responsabili.
Alfonso López-Chau (Ahora Nación)
Pablo Alfonso López-Chau (75 anni) è un economista, accademico e politico, originario di Lima. La sua carriera è segnata da un forte impegno nel mondo accademico e istituzionale: dopo aver conseguito la laurea in Economia e un dottorato in Messico, ha insegnato per oltre trent’anni macroeconomia e politica economica all’Università Nazionale di Ingegneria, dove è stato anche rettore dal 2021 al 2025. Ha ricoperto ruoli di rilievo anche nella Banca Centrale del Perù tra il 2006 e il 2012, consolidando la sua reputazione come esperto di economia e istituzioni. Dal punto di vista politico, López-Chau si definisce socialdemocratico e socialliberale, posizionandosi nel centrosinistra. La sua proposta principale è quella di riformare la Costituzione peruviana, ispirandosi al testo del 1979, ma senza stravolgere il modello economico neoliberista introdotto negli anni ’90. In pratica, vuole modernizzare le istituzioni e ridurre le disuguaglianze, mantenendo però un’economia aperta al mercato. Questo approccio pragmatico lo distingue da altre figure più radicali della politica peruviana. La sua carriera politica è iniziata negli anni ’90, quando si candidò senza successo al Congresso. Più recentemente, durante le proteste contro il governo di Dina Boluarte nel 2023, ha sostenuto i manifestanti, offrendo loro spazi universitari e guadagnando visibilità. Questo lo ha portato a fondare il partito di centrosinistra Ahora Nación e a candidarsi alle elezioni presidenziali, con una campagna che include anche l’uso delle lingue indigene come il quechua e l’aymara, per raggiungere un elettorato più ampio. Tuttavia, la sua immagine non è esente da controversie. Negli anni ’70 fu arrestato per il suo coinvolgimento in una rapina legata a un gruppo trotskista, anche se fu poi amnistiato. Più recentemente, nel 2025, è stato accusato di collusione e favoritismi durante il suo mandato da rettore, per presunte irregolarità nella nomina di una collaboratrice. Nonostante queste ombre, López-Chau continua a presentarsi come una figura moderata e competente, capace di unire riformismo e stabilità in un contesto politico spesso polarizzato.
Roberto Sánchez Palomino (Juntos por el Perù)
Roberto Helbert Sánchez Palomino (57 anni) è uno psicologo e politico, membro del Congresso per il mandato 2021-2026 ed Ministro del Commercio Estero e del Turismo durante il governo di Pedro Castillo . Dal 2017 è presidente del partito Juntos por el Perù, che lo candida in queste elezioni presidenziali.
Durante il periodo in cui è stato Ministro del Commercio Estero e del Turismo si è distinto per la sua lealtà al presidente fino alla fine del suo mandato, diventando uno dei ministri con la permanenza più lunga in carica. Questa esperienza gli ha permesso di acquisire visibilità e credibilità all’interno della sinistra peruviana, tanto che lo stesso Castillo lo ha indicato come il suo candidato di riferimento per queste elezioni presidenziali. Dal punto di vista ideologico e politico, Sánchez si colloca chiaramente a sinistra, ma con un approccio che cerca di unire le diverse anime del progressismo peruviano. Non a caso, sta lavorando per costruire un fronte ampio di sinistra, che includa non solo il suo partito, Juntos por el Perù, ma anche altre organizzazioni sociali e movimenti popolari. Le sue proposte si basano su un’economia mista, con un ruolo più forte dello Stato nei settori strategici, come l’energia e le risorse naturali. Tra le misure concrete, ha avanzato l’idea di permettere il ritiro integrale della Compensación por Tiempo de Servicios (CTS) fino al 2026, come misura di sostegno alle famiglie in difficoltà economica, e di rinegoziare i contratti-legge che, secondo la sinistra peruviana, favoriscono eccessivamente le multinazionali a scapito dello Stato. Inoltre, Sánchez sostiene il rafforzamento di Petroperú, la compagnia petrolifera statale, come strumento per recuperare il controllo sulle risorse energetiche del Paese.
Jorge Nieto (Partito del Buongoverno)
Jorge Nieto Montesinos (74 anni) è un sociologo e politico, Ministro della Cultura da luglio a dicembre 2016 e Ministro della Difesa durante il governo di Pedro Pablo Kuczynski da dicembre 2016 a gennaio 2018. E’ nipote dell’ex consigliere e agente dei servizi segreti Vladimiro Montesinos Torres , attualmente incarcerato dopo essere stato condannato per corruzione durante il governo di Alberto Fujimori, .
Nato a Lima, ha studiato sociologia e scienza politica in Perù e Messico. In gioventù ha militato in varie formazioni di sinistra radicale. Ha fatto parte dell’UNESCO e di altri organizzazioni internazionali, facendo carriere come analista e consulente politico.
Nel 2016 l’allora presidente Pedro Pablo Kuczynski lo ha voluto come ministro della cultura, per poi nominarlo ministro della difesa. Nel 2018 si dimise in segno di protesta contro l’indulto concesso a Alberto Fujimori. Nel 2021 si è candidato senza successo in parlamento. Nel 2023 ha fondato il Partito del Buon Governo, formazione di centro progressista che lo candida in queste elezioni presidenziali
Nieto propone di rafforzare lo Stato, migliorando l’efficienza della pubblica amministrazione e riducendo la burocrazia. Ad esempio, ha suggerito di creare una banca dati unica per tutte le istituzioni statali, in modo che i cittadini non debbano presentare più volte gli stessi documenti. Uno dei punti centrali del suo programma è la lotta alla criminalità. Nieto ha proposto la creazione di un Comando d’Élite specializzato in intelligence tattica, per contrastare bande dedite all’estorsione e al killeraggio, utilizzando tecnologie avanzate e mappe digitali del crimine. Infine in tema di ambiente Nieto vuole modernizzare l’economia peruviana con un focus sull’Amazzonia e la biotecnologia, proponendo investimenti statali in scienza e tecnologia per trasformare la biodiversità della selva in una fonte di ricchezza sostenibile. L’obiettivo è creare un fondo sovrano che permetta di gestire le risorse naturali in modo responsabile e duraturo.
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