Le prime elezioni libere in Slovenia, nel 1990, videro la vittoria di DEMOS, una coalizione di partiti di opposizione liberali e conservatori. Le successive elezioni del 1992 videro invece la vittoria del Partito Liberaldemocratico (LDS) che formo’ un governo insieme ai conservatori del Partito Democratco Sloveno (SDS) e altri partiti minori. Le elezioni del 1996 confermarono al governo l’LDS, che l’anno successivo fece una coalizione di governo con i conservatori del Partito Popolare Sloveno (SLS). Nel 2000 l’LDS raggiunse il 36% dei consensi e formò una nuova coalizione di governo con popolari, socialdemocratici (ZLSD) e partito dei pensionati (DeSUS).
Nel 2004 la maggioranza relativa dei voti andò ai conservatori dell’SDS, il cui leader, Janez Janša diventò primo ministro, a capo di una coalizione di centrodestra.
Le elezioni del 2008 videro il crollo dei liberaldemocratici e il trionfo dei socialdemocratici, guidati da Borut Pahor, che divenne Primo Ministro a capo di una coalizione di centrosinistra.
Il governo di Pahor fu però sconfitto alle elezioni successive, che videro la vittoria di Slovenia Positiva, un partito di centrosinistra, guidato dall’imprenditore Zoran Janković. Il governo fu però formato da una maggioranza di centrodestra con a capo Janez Janša, che poi si dimise l’anno successivo, lasciando il posto a Alenka Bratušek, prima donna premier del paese, alla guida di un governo di centrosinistra formato da Slovenia Positiva, socialdemocratici e DeSUS.
Nel 2012 il leader socialdemocratico Borut Pahor fu eletto Presidente della Repubblica.
Una crisi di governo dovuta ad una scissione in Slovenia Positiva provocò le elezioni anticipate del 2014, che diedero la vittoria di un nuovo partito liberale progressista, il Partito Moderno di Centro (SMC), che arrivò in testa con il 34,6% dei voti e il cui leader, Miro Cerar, formò un’alleanza di governo di centrosinistra con i socialdemocratici e il partito dei pensionati.
Gli anni successivi videro un netto declino della popolarità dell’ SMC e l’arrivo di un nuovo protagonista sulla scena politica slovena, Marjan Šarec, giovane attore presentatore e comico televisivo che è riuscito ad arrivare al ballottaggio delle elezioni presidenziali del 2017, che riconfermarono alla presidenza Borut Pahor.
Marjan Šarec decise di fondare un proprio partito e di presentarsi alle elezioni parlamentario del 2018. Nel frattempo l’ex primo ministro Janez Janša spostò nettamente a destra il Partito Democratico Sloveno (SDS), adottando una retorica nazionalista e xenofoba. il risultato delle elezioni fu un avanzamento dell’SDS, un crollo dell’SMC e un buon risultato del partito di Marjan Šarec, che arrivò in seconda posizione dopo l’SDS, con un parlamento frammentato dove erano rappresentati ben nove partiti nazionali.
Nelle prossime pagine, gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.
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