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IL GIRAMONDO – Il riepilogo delle elezioni del 2024

LUGLIO

Paesi Bassi: Dick Schoof (indipendente) viene nominato primo ministro a capo di un governo di coalizione di destra che include Il Partito per la Libertà (PVV, estrema destra nazionalista), il Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD, liberalconservatori),  il Nuovo Contratto Sociale (NSC, democristiani) e il Movimento Agricoltori-Cittadini (BBB, populisti agrari di destra).

Nepal: il primo ministro Pushpa Kamal Dahal (Centro Maoista, comunisti)  perde un voto di fiducia in parlamento e rassegna le dimissioni.  Il presidente Ram Chandra Poudel nomina KP Sharma Oli (Partito Comunista del Nepal- Unificato Marxista-Leninista) primo ministro a capo di una coalizione che comprende oltre al suo partito anche il Congresso Nepalese (socialdemocratici) e il Partito Socialista Popolare.

Regno Unito: Nelle elezioni parlamentari, il partito laburista ottiene il 33,7% dei voti (412 seggi su 650), i conservatori il 23,7% (121), Reform UK (destra populista) il 14,3% (5), i liberaldemocratici il 12,2% (72), il partito verde il 6,7% (4), lo Scottish National Party (indipendentisti scozzesi di centrosinistra) il 2,5% (9), gli indipendenti il ​​2,0% (6), lo Sinn Féin (indipendentisti irlandesi di sinistra) lo 0,7% (7), il Workers Party of Britain (conservatori di sinistra) lo 0,7% (0), il Plaid Cymru (autonomisti gallesi socialdemocratici) lo 0,7% (4) e il Democratic Unionist Party (destra regionalista nordirlandese) lo 0,6% (5).  Il primo ministro uscente, il conservatore Rishi Sunak, cede la guida del governo al leader laburista Keir Starmer.

Giappone: Alle elezioni governatoriali di Tokyo, il governatore in carica Yuriko Koike (indipendente di centrodestra) viene rieletta con il 42,8% dei voti, mentre Shinji Ishimaru (indipendente di centro) vince il 24,3% e Renho Saito (indipendente di centrosinistra) il 18,8%.

Estonia: Kaja Kallas (Partito Riformista, liberali di centrodestra) si dimette da primo ministro e viene sostituita dal suo compagno di partito Kristen Michal.

Ruanda: alle elezioni presidenziali, il presidente uscente Paul Kagame ottiene il 99,2% dei voti. Alle elezioni parlamentari, il Fronte patriottico ruandese (autoritario economicamente liberista) ottiene il 68,8% dei voti (37 dei 53 seggi eletti direttamente), il Partito liberale l’8,7% (5) e il Partito socialdemocratico l’8,6% (5). Con 27 seggi eletti indirettamente, il totale è 80.  Una volta rieletto Kagame  riconferma Edouard Ngirente come primo ministro. Nota: il Ruanda è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Siria: Nelle elezioni parlamentari, il partito Ba`th (autoritario nazionalista) e i suoi alleati vincono 185 seggi su 250. Nota: la Siria è un regime autoritario dove non è possibile tenere elezioni  libere ed eque.

Regno Unito: il primo ministro del Galles, Vaughan Gething, annuncia le sue dimissioni sostituito dalla nuova leader laburista del Galles,  Eluned Morgan, baronessa Morgan di Ely.

Vietnam: Muore il segretario generale del Partito comunista, Nguyen Phu Trong. Il presidente To Lam viene nominato segretario generale del Partito Comunista.  Nota: il Vietnam è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Guinea Equatoriale: si dimette il governo del primo ministro Manuela Roka Botey sostituita da Manuel Osa Nsue Nsua. Entrambi appartengono al Partito Democratico della Guinea Equatoriale (autoritario nazionalista) del presidente Teodoro Obiang Nguema Mbasogo. Nota: la Guinea Equatoriale è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Venezuela: Nelle elezioni presidenziali, secondo il Consiglio Nazionale Elettorale, il presidente in carica Nicolás Maduro (PSUV, autoritario socialista) ottiene  il 51,9% dei voti e Edmundo González Urrutia (indipendente di centrodestra) il 43,2%. L’opposizione non riconosce il risultato delle elezioni. Nota: il Venezuela è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

AGOSTO

Bangladesh: il primo ministro Sheikh Hasina Wajed (Lega Awami, autoritaria) si dimette e lascia il paese. Il presidente Mohammad Shahabuddin Chuppu scioglie il parlamento e nomina l’economista Muhammad Yunus (indipendente) “consigliere capo”, alla guida di un governo di transizione.

Bulgaria: Non essendo possibile trovare una maggioranza di governo il presidente  Rumen Radev nomina Goritsa Gruncharova-Kozhareva (indipendente)  come primo ministro ad interim per portare il paese a nuove elezioni anticipate.

Tunisia: il presidente Kaïs Saïed licenzia il primo ministro Ahmed Hachani e nomina Kamel Maddouri come suo sostituto.

Yemen: Il presidente del Consiglio politico supremo (governo di Sana’a), Mahdi al-Mashat, nomina Ahmad al-Rahawi primo ministro. Nota: lo Yemen è uno “stato fallito”   dove non è possibile tenere elezioni  libere ed eque.

Libia: Il parlamento orientale decide di porre fine al mandato del Consiglio presidenziale e ribadisce il suo non riconoscimento del governo di Tripoli del Primo Ministro Abdul Hamid Muhammad Dbeibah. Nota: la Libia è uno “stato fallito” dove non è possibile tenere elezioni  libere ed eque.

Kiribati: nel primo turno delle elezioni parlamentari, vengono assegnati 25 dei 44 seggi. Gli altri 19 seggi vengono assegnati al secondo turno. Il Tobwaan Kiribati Party del presidente Taneti Maamau ottiene la maggioranza assoluta dei seggi.

Thailandia: la Corte costituzionale licenzia il Primo Ministro Srettha Thavisin per aver violato gli standard etici nella nomina di un ministro che era stato precedentemente imprigionato. Il parlamento elegge Paetongtarn Shinawatra come nuovo Primo Ministro.  Entrambi appartengono al Partito  Pheu Thai dell’ex primo ministro Thaksin Shinawatra.

Sint Maarten: Nelle elezioni parlamentari, l’Alleanza Nazionale (NA, socialdemocratici) vince il 16,5% dei voti (3 seggi su 15), il Movimento Unificato Resiliente Sint Maarten (URSM, autonomistI di centrosinistra) il 16,3% (3), il Partito Democratico (DP, liberali progressisti) il 15,1% (3), il Partito Popolare Unito (UPP, centrodestra) il 14,9% (2), il Partito per il Progresso (PFP, centrosinistra) il 14,2% (2), il Movimento d’Azione Soualiga (SAM, centristi) il 9,1% (1) e Nation Opportunity Wealth (NOW, centristi) il 9,1% (1).  Viene formato un governo guidato da Luc Mercellina (URSM), formato da URSM, DP, PFP e SAM.

Australia: Nelle elezioni regionali nel Territorio del Nord, il Country Liberal Party (centrodestra) ottiene il 48,9% dei voti (17 seggi su 25), il Labor il 28,8% (4), gli indipendenti il ​​14,2% (3) e i Verdi l’8,1% (1).  La premier uscente laburista, Ewa Lawler  cede il posto alla guida del governo regionale alla leader del Country Liberal Party  Lia Finocchiaro.

SETTEMBRE

Azerbaigian: Nelle elezioni parlamentari, il Nuovo partito azero (autoritari conservatori) vince 68 seggi su 125 e gli indipendenti 44. Nota: l’Azerbaigian è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Germania: Nelle elezioni statali in Sassonia, l’Unione cristiano-democratica (CDU, cristiano-conservatori) vince il 31,9% dei voti (41 seggi su 120), l’Alternativa per la Germania (AfD, estrema destra) il 30,6% (40), l’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW, sinistra populista xenofoba) l’11,8% (15), il Partito socialdemocratico (SPD) il 7,3% (10), i Verdi il 5,1% (7), la Sinistra il 4,5% (6), i Liberi elettori (FW, liberalconservatori) il 2,3% (1), i Liberi sassoni (estrema destra) il 2,2% (0), Protezione degli animali qui! l’1,0% (0) e il Partito libero democratico (FDP, liberali di centrodestra) lo 0,9% (0).  Il premier regionale uscente Michael Kretschmer (CDU), a capo di una coalizione tra CDU, SDP e Verdi, rimane alla guida del governo a capo di un governo di minoranza tra CUD e SPD con l’appoggio esterno di BSW.

Germania: Nelle elezioni statali in Turingia, l’AfD ottiene il 32,8% dei voti (32 seggi su 88), la CDU il 23,6% (23), la BSW il 15,8% (15), la Sinistra il 13,1% (12), la SPD il 6,1% (6), i Verdi il 3,2% (0), i FW l’1,3% (0) e la FDP l’1,1% (0). Il premier uscente Bodo Ramelow (Sinistra), a capo di un governo di minoranza tra Sinistra, SPD e Verdi, deve cedere la guida del governo a Mario Voigt (CDU) a capo di un governo di coalizione tra CDU, SPD e BSW con l’appoggio esterno del partito della Sinistra.

Francia: il presidente Emmanuel Macron nomina Michel Barnier primo ministro.

Algeria: alle elezioni presidenziali, il presidente in carica Abdelmadjid Tebboune (indipendente appoggiato dal Fronte di Liberazione Nazionale, autoritario nazionalista) ottiene l’84,3% dei voti, Hassani Cherif (movimento della società per la pace, destra islamica) il 9,6% e Youcef Aouchiche (Fronte delle Forze Socialiste, sinistra socialista) il 6,1%.Nota: l’Algeria è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Giordania: Nelle elezioni parlamentari, il Fronte di Azione Islamica (conservatori islamici) vince 31 dei 138 seggi, Mithaq (centristi monarchici) 21, Irada (centristi liberali) 19 e Taqadum (centristi) 9. Il governo del Primo Ministro Bisher Khasawneh si dimette e il Re Abdullah chiede a Jafar Hassan di formare un nuovo governo.  Nota: la Giordania è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Siria: il presidente Bashar al-Assad incarica Muhammad Ghazi al-Jalali di formare un nuovo governo, in sostituzione di Hussein Arnous. Nota: la Siria è un regime autoritario dove le elezioni non sono né libere né eque.

Sri Lanka: alle elezioni presidenziali, Anura Kumara Dissanayake, candidato del Potere Nazionale del Popolo (NPP, sinistra socialista) vince il 42,3% dei voti, Sajith Premadasa (Samagi Jana Balawegaya, SJB, centrosinistra) il 32,8% e il presidente uscente Ranil Wickremesinghe (indipendente liberalconservatore) il 17,3%. Dopo la ridistribuzione dei voti  Dissanayake viene eletto con il 55,9% dei voti contro il 44,1% di Premadasa. A seguito delle elezioni il primo ministro Dinesh Gunawardene (Nuovo Fronte Democratico, liberalconservatori) si dimette e viene sostituito da Harini Amarasuriya dell’NPP.

Germania: Nelle elezioni statali del Brandeburgo, il Partito Socialdemocratico (SPD) ottiene il 30,9% dei voti (32 seggi su 88), l’Alternativa per la Germania (AfD) il 29,2% (30), l’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW) il 13,5% (14), l’Unione Cristiano-Democratica (CDU) il 12,1% (12), i Verdi il 4,1% (0), la Sinistra il 3,0% (0), i Liberi Elettori (FW) il 2,6% (0), il Partito per la Protezione degli Animali il 2,0% (0), Plus (libertari di sinistra) lo 0,9% (0) e il Partito Liberale Democratico (FDP) lo 0,8% (0).   Il premier regionale uscente Dietmar Woidke (SPD), che guidava una coalizione tra SPD, CDU e Verdi, torna alla guida del governo regionale a capo di una coalizione tra SPD e BSW,

Austria: Nelle elezioni parlamentari, il Partito della Libertà (FPÖ, estrema destra xenofoba) ottiene il 28,8% dei voti (57 seggi su 183), il Partito Popolare Austriaco (ÖVP, conservatori) il 26,3% (51), il Partito Socialdemocratico (SPÖ) il 21,1% (41), la Nuova Austria (NEOS, liberali progressisti) il 9,1% (18), i Verdi l’8,2% (16) e il Partito Comunista il 2,4% (0). Il cancelliere uscente Karl Nehammer (ÖVP), che guidava una coalizione tra ÖVP e Verdi, rimane a capo del governo e negozia una coalizione tra ÖVP, SPÖ e NEOS.

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