In Senegal è stato riconfermato il Presidente uscente Macky Sall. Macky Sall è stato il Presidente della grande crescita senegalese, arrivata a punte dell’8% annui nel 2015 e nel 2017.
La rielezione per Sall era cosa abbastanza facile, ma non abbastanza scontata. Contro di lui, gli ex compagni di partito del PDS, da cui Sall era uscito per intraprendere una strada autonoma, oggi denominato Rewmi, “Il Paese”, con candidato l’ex Primo Ministro e sindaco della città di Thies Idrissa Seck, e il PASTEF, partito anticorruzione dell’ex funzionario dell’amministrazione finanziaria Ousmane Sonko, che prometteva lotta all’evasione e allo sfruttamento delle multinazionali.
Il Senegal è stato meno efficiente della Nigeria in termini di scrutinio, non essendo, dopo una settimana, ancora pubblico il numero di voti ottenuti per candidato. Questi aspetti hanno attirato le accuse delle opposizioni. L’affluenza ha avuto un balzo in avanti non indifferente (più di 14 punti) e si è attestata al 66,2%.
La storia di Macky Sall è una storia lunga e costellata da vittorie. Fu lui a sostituire Idrissa Seck quando l’ex Presidente Abdoulaye Wade voleva un nuovo Primo Ministro, e fu lui a battere il suo stesso padre politico, dopo essere uscito dal Governo e dal PDS. Grande amico della Francia e di Nicolas Sarkozy, Sall ha tagliato la spesa pubblica e ha creato una nuova agenzia anticorruzione, ha reso più efficiente e più vicina al cittadino l’amministrazione pubblica, spesso colpevole di espropriazioni velleitarie e senza indennizzi. Ha spostato il denaro prima utilizzato per la spesa pubblica sugli investimenti per l’agricoltura e l’industria: questa politica è stata premiata da importanti risultati economici. Ha anche consolidato i rapporti internazionali con i Paesi vicini; infine, cosa assolutamente straordinaria per un Presidente di un Paese africano, ha ridotto, come la Francia all’epoca di Chirac, il mandato Presidenziale da sette a cinque anni e ha limitato a uno il numero massimo di rinnovi, vincendo il referendum costituzionale che proponeva tali cambiamenti.
Il rallentamento della crescita nell’ultimo anno e i rimproveri di avere contatti troppo “stretti” con i gruppi economici e politici occidentali (e con il famoso franco CFA) non hanno intaccato la sua popolarità, e Sall ha comprensibilmente vinto queste elezioni, ottenendo così il suo ultimo mandato da Presidente.
In queste settimane dense di appuntamenti elettorali la rubrica sarà particolarmente attiva.
Alla prossima elezione!
Skorpios
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