In Bangladesh invece la democrazia appare forse definitivamente archiviata. E’ una delle primissime volte che il mondo vede un leader donna diventare, effettivamente, dittatrice (sono rarissimi i casi nella storia, forse solo Isabel Peron e Indira Ghandi).
E’ il caso di Sheikh Hasina, donna leader in Paese musulmano, e dell’Awami League (la Lega Popolare, partito originariamente socialdemocratico e secolare) e già da questo si deve capire che ha il suo bel caratterino. Figlia del primo Presidente del Paese asiatico Sheikh Mujib, è reduce da una decennale guerra personale e politica, denominata Guerra delle Begonie, con l’avversaria a capo del partito principale rivale dell’Awami League, Khaleda Zia, Primo Ministro tra il 2001 e il 2006. La guerra, dopo schermaglie e cambi di poltrona, è stata vinta da Hasina, che ha sbattuto Zia in galera con accuse di corruzione, e ha vinto, nel 2014, una contestatissima elezione a cui l’opposizione non ha partecipato.
Questa volta l’opposizione partecipa, e il risultato è disastroso. Questi i risultati: la Lega Popolare (Awami League)ottiene il 76,9%dei voti, e 257 seggi, a cui si aggiungono i22 del neo-alleato Partito Nazionale (Jatiya) del conservatore Muhammad Ershad (5,1%). L’opposizione del Partito Nazionalista del Bangladesh (BNP) deve accontentarsi del 12,3%e di soli 6 seggi. Il totale dei seggi è 300, cosa che ben evidenzia la sproporzione dei risultati.
Awami League ottiene una percentuale di voti quasi da regime ex sovietico, grazie a una campagna elettorale fatta di violenze (con decine di morti), corruzione,accuse di brogli e controllo dei media. L’opposizione ha un risultato magrissimo, anzi, il partito Jatiya di Mohammed Ershadviene letteralmente mangiato dall’Awami League, con cui si allea. Sheikh Hasina, accusata per altro di familismo e corruzione, gode anche di un culto della personalità che la mostra “Madre” dei Bengalesi, e, come ogni madre che si rispetti, indiscutibile.
Una storia stravagante in un Paese asiatico, musulmano, ma che ha posto anche formalmente fine a quella che, con tutte le sue pecche e anomalie, era fino a questo momento una democrazia. Hasina è però anche uno dei pochi argini all’islamismo che attanaglia alcune fasce politiche del Paese, e non è una conservatrice (anche se non si può certo definire progressista).
Ormai il Bangladesh sembra definitivamente nelle mani di una Madre fin troppo morbosa.
E’ tutto! Alla prossima elezione.
Per un 2019 il più possibile sereno, tanti auguri.
Skorpios
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