lL GIRAMONDO – Uno sguardo a sondaggi ed elezioni in giro per il Mondo: Elezioni parlamentari e presidenziali in Turchia. La battaglia finale di Erdogan contro la democrazia turca.
Erdoğan nasce ad Istanbul da una famiglia islamica osservante originaria della provincia di Rize.
Inizia la carriera politica negli anni ’70, alternandola a quella di calciatore professionista, diventanto presto il braccio destro di Necmettin Erbakan leader dell’allora Partito di Salvezza Nazionale di ispirazione islamico-conservatrice, rinominato Partito del Benessere dopo il colpo di stato del 1980.
Grazie all’appoggio del partito di Erbakan riesce ad essere eletto sindaco di Istanbul nel 1994, amministrando la città in maniera efficiente e diventando così una figura politica di rilievo nazionale.
Nel 1998 viene rimosso d’autorità dall’incarico di sindaco, bandito da ogni carica pubblica e imprigionato per quattro mesi, per aver recitato versi di un poema che auspicava un governo di ispirazione islamica durante un comizio.
Dopo la messa al bando del Partito del Benessere e del successivo Partito della Virtù da parte della magistratura, Erdoğan abbandona la politica apertamente islamista e fonda nel 2001 il Partito conservatore moderato della Giustizia e dello Sviluppo. In seguito alla crisi economica e politica del 2001, l’AKP ottiene una vittoria schiacciante alle elezioni politiche del 2002. Il co-fondatore del partito Abdullah Gül divenne Primo Ministro. Gul revocò il divieto per Erdogan di accedere a cariche pubbliche così quest’ ultimo potè essere nominato primo ministro nel marzo 2003 dopo essere entrato in parlamento vincendo un’elezione suppletiva.
Il governo di Erdoğan intraprese i negoziati per l’adesione della Turchia all’Unione europea, e agevolò la ripresa economica seguita al crollo finanziario del 2001.Effettuò modifiche alla costituzione tramite referendum nel 2007 e 2010 e promosse investimenti nelle infrastrutture tra cui strade, aeroporti e una rete di treni ad alta velocità. Con l’aiuto del Movimento Cemaat guidato dal predicatore Fethullah Gülen, Erdoğan riuscì a frenare il potere dell’esercito attraverso le cause giudiziarie di Sledgehammer ed Ergenekon con le quali molti generali dell’esercito furono fatti arrestare. Alla fine del 2012, il suo governo avviò i negoziati di pace con il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) per porre fine all’insurrezione armata iniziata nel 1978.
Nel 2013 scoppiarono diffuse proteste a Istanbul e nelle maggiori città contro l’atteggiamento sempre più autoritario del governo di Erdoğan. Quest’ultimo criticò le manifestazioni e le fece sopprimere con la forza dalla polizia, che uccise 22 persone, ferì numerosi altri e provocò una condanna internazionale da parte di governi stranieri e organizzazioni per i diritti umani. Questo episodio bloccò i negoziati relativi all’adesione all’UE che non sono più ripresi. A seguito di una rottura con Gülen, Erdoğan iniziò una riforma giudiziaria per portare il potere giudiziario di fatto sotto il controllo del governo ed estromettere quelli che accusava di essere simpatizzati di Gülen all’interno della magistratura.
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