Passiamo ora alle nostre previsioni relative al Senato e ai governatori, le quali si baseranno – come per il voto popolare delle presidenziali – sui sondaggi più recenti svolti nei singoli stati, pesati a seconda della data di svolgimento e del record passato del sondaggista.
Le previsioni per il Senato
La situazione attuale è di 53 seggi per i repubblicani contro i 47 dei democratici (di cui 45 del Partito Democratico e due indipendenti – Sanders del Vermont e King del Maine – che votano con il partito dell’asinello). Quindi, per riconquistare la maggioranza, i democratici hanno bisogno di effettuare un guadagno netto (ossia la differenza tra i seggi strappati al GOP e quelli strappati dai repubblicani agli stessi democratici) di 3 o 4 seggi, a seconda del vincitore delle elezioni presidenziali: infatti, in caso di parità, il voto decisivo è quello del Vice Presidente.
La situazione di partenza, escludendo i seggi che non verranno rinnovati quest’anno, è di 35 a 30 a favore dei democratici. Dei 35 seggi in palio, 16 non sono affatto competitivi (o per lo meno interessanti) e quindi non vedranno una nostra previsione. Trattasi di Delaware, Illinois, Massachusetts, New Jersey, Oregon, Rhode Island e Virginia per i democratici e di Arkansas, Idaho, Louisiana, Nebraska, Oklahoma, South Dakota, Tennessee, West Virginia e Wyoming per i repubblicani. Aggiungendo questi seggi, arriviamo a quota 42 per i democratici e 39 per il GOP.
Queste sono le nostre previsioni. Il simbolo * è per il senatore uscente, mentre il simbolo ^ è per il candidato del partito del senatore in carica ma che ha deciso di non ricandidarsi (open seat).
Ricordiamo che per l’elezione speciale in Georgia, è prevista la cd. jungle primary, con più candidati possibili per ogni partito: i due più votati si sfideranno nel ballottaggio.
Ad oggi, i democratici perderebbero il proprio seggio in Alabama (stato tradizionalmente repubblicano e vinto in circostanze speciali nel 2017, ossia contro l’estremista Roy Moore, coinvolto anche in vari scandali), ma strapperebbero ai repubblicani Arizona, Colorado (stato che si sta sempre più spostando verso i democratici), North Carolina e Maine (dove l’uscente Susan Collins potrebbe perdere il suo seggio dopo moltissimi anni), portandosi a quota 50. I 6 seggi Toss-Up sono tutti seggi in mano ai repubblicani e, secondo le nostre previsioni attuali, tra questi i democratici potrebbero sconfiggere – dopo Gardner in Colorado – un altro astro nascente come Joni Ernst e strappare l’Iowa, raggiungendo quota 51 (ossia maggioranza sicura). Per quanto riguarda gli altri 5 seggi, due sono quelli della Georgia, stato che si appresta ad essere ultra-competitivo in entrambi i livelli (presidenza e Senato), Montana (dove i democratici candidano il popolare governatore uscente Steve Bullock), South Carolina (però pur sempre difficile da conquistare per i democratici) e Kansas, dove la situazione potrebbe cambiare radicalmente in seguito alle primarie repubblicane di agosto: in caso di vittoria del più moderato Marshall, il seggio potrebbe tornare verso i repubblicani, mentre il lavoro potrebbe risultare più facile per i democratici nello scenario di vittoria di Kris Kobach.
Di seguito, una rappresentazione grafica della situazione. Ogni quadrato rappresenta un seggio, quelli col bordo in grassetto rappresentano i seggi che si dovranno rinnovare quest’anno, con i relativi colori associati al nostro rating. I due seggi chiave (rappresentati dai due rettangoli) sono il numero 50 e il numero 51 per entrambi i partiti, con il seggio decisivo che sarà determinato dall’esito delle elezioni presidenziali: ad esempio, in caso di vittoria di Biden, ai democratici basteranno 50 seggi, mentre ne serviranno 51 se Trump verrà rieletto (lo stesso discorso è applicabile anche all’inverso).
Riassegnando i seggi considerati Toss-Up, la situazione è di 51 seggi per i democratici contro i 49 dei repubblicani.
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