IL SONDAGGIO BIDIMEDIA: COALIZIONI IN SOSTANZIALE PAREGGIO MA MELONI “TIRA” PIÚ DI SCHLEIN E CONTE
BiDiMedia srl, come appendice del sondaggio del 22 giugno 2026, commissionato da First srl, approfondisce alcuni temi non coperti dalle intenzioni di voto generali già commentate in precedenza: la tenuta dell’elettorato del Movimento 5 Stelle di fronte a un’alleanza con il centrosinistra, il gradimento di Matteo Renzi tra gli stessi elettori, la propensione al voto per Futuro Nazionale di Vannacci e quattro diversi scenari di coalizione, incluso un testa a testa tra leader. Il contenuto di questo sondaggio è stato mostrato in anteprima ai nostri abbonati sul canale youtube. Abbonati per non perderti i prossimi sondaggi!
Elettori M5S: sì all’alleanza con il centrosinistra, ma Renzi resta indigesto
Interrogati sulla possibilità che il proprio partito si allei con il Centrosinistra, il 77% degli elettori del Movimento 5 Stelle confermerebbe comunque il voto, contro un 13% che si opporrebbe e un 10% che si dichiara indeciso: un’ampia maggioranza pentastellata, quindi, non pone il tema dell’alleanza come ostacolo.
Il discorso cambia se si parla specificamente della presenza di Matteo Renzi. Solo il 20% degli elettori M5S vorrebbe Casa Riformista/Italia Viva all’interno del Campo Largo, mentre la maggioranza assoluta (56%) si dice contraria e il 24% non esprime una posizione netta: un dato che conferma la persistente diffidenza della base del Movimento di Conte nei confronti dell’ex premier.
Questa freddezza potrebbe essere un elemento in grado di far perdere consensi al M5S: il 62% degli elettori pentastellati confermerebbe il proprio voto anche in questo scenario, contro un 21% che non lo farebbe e un 17% di indecisi. Il malcontento verso Renzi, insomma, si traduce in una “fuga” che per quanto limitata potrebbe impattare notevolmente un partito che ora si trova attorno al 12%, facendolo potenzialmente scendere sotto il 10%.
Vannacci: un bacino potenziale ancora ampiamente inespresso
Alla domanda su quanto sia probabile, su una scala da 1 a 10, votare Futuro Nazionale di Vannacci, il 70,9% degli intervistati si colloca sul valore più basso (1), segno di un rifiuto netto e diffuso. Solo il 10% indica il valore 2, mentre le percentuali salgono progressivamente e restano contenute verso l’alto della scala. Aggregando le risposte, il “voto certo” per Futuro Nazionale si attesta al 4,7%, quello “probabile” al 7,3% e il “voto massimo” potenziale all’11%: un bacino che resta quindi ben al di sopra dell’attuale 5,4% nel sondaggio sulle intenzioni di voto, ma la cui conversione resta tutta da dimostrare.
Gli scenari di coalizione: quattro scenari a confronto
Il sondaggio propone quattro diversi scenari per misurare il peso delle coalizioni e dei possibili leader.
Scenario 1 — Centrodestra senza Futuro Nazionale
Se Futuro Nazionale di Vannacci corresse da solo, il Campo Largo otterrebbe il 44,6% (-1 punto rispetto al 29 maggio), praticamente alla pari con il Centrodestra al 44,4% (-0,7): una sostanziale parità, con Azione e partiti d’area al 5,7% e Futuro Nazionale al 4,8%. Questo scenario, confrontandolo con la somma aritmetica dei singoli partiti, dimostra come il Centrodestra sia attualmente più compatto del Campo Largo, riuscendo a ridurre e quasi annullare il distacco.
Scenario 2 — Centrodestra unito con Futuro Nazionale
Includendo Futuro Nazionale nella coalizione di centrodestra, il quadro diventa paradossalmente a favore del Campo Largo, che sale al 46,7% (+0,1 sul 29 maggio), superando di poco il Centrodestra allargato, fermo al 46,5% (-0,6). Azione e i partiti d’area crescono al 6,8%. Se il Centrodestra classico è più compatto del Campo Largo, il Centrodestra + Futuro Nazionale si “sommano” molto male, facendo fuggire molti voti verso il Centro e, indirettamente (per via dell’aumento dell’astensione), verso il Campo Largo.
Scenario 3 — Meloni contro Schlein Qui le note positive per il Centrodestra: nonostante le difficoltà recenti, Meloni attrae sul suo nome più consenso dei possibili competitor del Campo Largo, cioè Elly Schlein e Giuseppe Conte. Nel confronto diretto tra le due principali leader, messi a capo delle rispettive coalizioni, il Centrodestra guidato da Giorgia Meloni prevale nettamente sul Campo Largo di Elly Schlein: 45,6% contro 42,9%. Azione di Calenda si attesta al 6,3% e Futuro Nazionale di Vannacci al 5,2%.
Scenario 4 — Meloni contro Conte
Sostituendo Schlein con Giuseppe Conte alla guida del Campo Largo, il distacco dal Centrodestra di Meloni si allarga ulteriormente: 45,9% contro 41,5%. In questo scenario Azione sale al 7,3% e Futuro Nazionale al 5,3%, a conferma che la leadership di Conte risulterebbe meno competitiva di quella di Schlein nel fronteggiare Meloni.
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