Sondaggio Bidimedia 3 Giugno – Intenzioni di voto: Lega sugli scudi, ripresa Pd, crollano 5Stelle, Fi e FdI.

Sondaggio Bidimedia 3 Giugno - Intenzioni di voto: Lega sugli scudi, ripresa Pd, crollano 5Stelle, Fi e FdI.

Nel sondaggio Bidimedia di inizio estate, spicca la grande crescita della Lega mentre il Pd dà i primi segnali di ripresa dal disastro del 4 marzo. Male invece gli altri partiti di Centrodestra e soprattutto i 5 Stelle.

Prima di vedere i dettagli, un paio di importanti premesse: il sondaggio, essendo stato svolto tra il 23 ed il 28 maggio, non può ancora risentire delle reazioni alla formazione del governo, nè di quelle allo scontro tra Capo dello Stato e maggioranza Lega5Stelle di inizio settimana scorsa. Quanto queste vicendo abbiano o meno influito nelle intenzioni di voto, andrà verificato nella prossima rilevazione. Vista però la nuova maggioranza di governo, nella tabella con le percentuali dei partiti Lega e 5Stelle sono già evidenziate con lo stesso colore, abbandonando la classica unione dei partiti di Centrodestra, ora collocati ognuno su posizioni diverse.

Venendo ai numeri, la grande protagonista del sondaggio di giugno è senza dubbio la Lega: oltre a proseguire il trend positivo già evidenziato a maggio, il partito di Salvini incrementa il tasso di crescita guadagnando addirittura quasi 4 punti percentuali e sfiorando il 25%.

La Lega continua almeno all’apparenza ad erodere consenso soprattutto agli (ex?) alleati di Centrodestra, con Forza Italia ormai in crollo verticale a meno del 10%, in forte calo anche FdI sotto al 4%; quasi scomparsi ormai i centristi di NcI, prossimi all’1%. Partiti di estrema Destra con scostamenti minimi e sempre sotto all’1%, sostanzialmente irrilevanti.

Se la Lega gioisce (anche per la spartizione dei ministeri), il neo-alleato Grillino non gode del medesimo momento felice: i 5 Stelle infatti, reduci da un complesso periodo di trattative ondivaghe e non scevre da polemiche sulla condotta del leader Luigi di Maio, perdono infatti ben 2 punti percentuali tornando sui livelli, pur notevoli, del 4 marzo (32,4%); un calo comunque piuttosto particolare per un partito che si sta per portare al governo, momento in genere di massimo consenso per ogni formazione politica.

Affluenza ipotetica al 66%, in netto calo (-3%) rispetto alla precedente rilevazione, forse a causa dell’allontanarsi dall’idea di voto a breve, o forse per le rivoluzioni e la scarsa chiarezza nel panorama politico.