Il prossimo 7 febbraio gli elettori del principato del Liechtenstein vota all’inizio di febbraio si recano alle urne per elegge i 25 deputati del Landtag, il parlamento nazionale.
Il Liechtenstein è uno dei paesi più conservatori e tradizionalisti d’Europa. Da 1938 la scena politica è dominata da due partiti conservatori piuttosto simili: il Partito Progressista dei Cittadini (FBP) e l’Unione Patriottica (UV), che governano insieme in una “coalizione nazionale” che fino a metà degli anni ’80 non aveva praticamente opposizione. Tutte le volte che si rinnova il parlamento FBP e UV si spartiscono i posti di governo: il partito che ha la maggioranza dei seggi ottiene anche la carica di Primo Ministro, mentre l’altro quella di Vice Primo Ministro. A differenza della altre monarchie europee dove il sovrano ha un ruolo puramente cerimoniale, nel Liechtenstein il Principe ha anche un attivo ruolo politico. Dal 1986 è presente in parlamento un partito progressista, la Lista Libera (FL), mente nel 2013 è entrato in parlamento un quarto partito, i cosiddetti “Indipendenti” (DU), di fatto una formazione di destra xenofoba.
Quest’ anno potrebbe esserci una significativa novità nel panorama politico del paese. Il primo ministro uscente, Adrian Hasler, del FBP, in carica dal 2013, ha deciso di passare la mano e il partito intende indicare come prossimo ministro Sabine Monauni, rappresentante del Liecthenstein presso l’Unione Europea. Considerando che è molto probabile che il FBP rimanga il primo partito del paese, le possibilità che Sabine Monauni ottenga l’incarico è molto alta. Questo potrebbe significare che per la prima volta nella sua storia il paese ha un capo di governo donna. Sarebbe un significativo passo avanti per un paese dove le donne hanno ottenuto il diritto di voto solo nel 1984 e dove le donne rappresentano solo il 12% degli eletti in parlamento, una della percentuali più basse al mondo.
La tranquilla scena politica del principato è stata movimentata nella scorsa legislatura dal caso della ministra Aurelia Frick, rappresentante del FBP, sfiduciata dal parlamento dopo essere stata incriminata per abuso d’ufficio. Il FPB è stato scosso anche dall’uscita del partito del deputato Johannes Kaiser, poi tornato nel partito alla vigilia delle elezioni e infine dalla scissione nel partito degli “indipendenti”, che ha portato alla nascita di un nuovo partito, i Democratici per il Liechtenstein (DpL). A causa di questa scissione per la prima volta quest’anno alle elezioni si presenteranno cinque liste e potrebbero entrare in parlamento 5 partiti.
IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE
Il Liechtenstein è un principato governato da una monarchia ereditaria costituzionale . Ha una forma di costituzione mista in cui il potere politico è condiviso dal monarca e da un parlamento democraticamente eletto. Il sistema politico è una forma di democrazia rappresentativa, in cui il primo ministro è il capo del governo, che viene nominato dal principe ma che è responsabile davanti al parlamento. Il principe del Liechtenstein è il capo di stato ma a differenza di altri monarchi europei esercita notevoli poteri politici.
Il potere esecutivo è esercitato dal gabinetto del Liechtenstein (governo). Il potere legislativo è conferito sia al governo che al Landtag (Parlamento).
Il Landtag del Liechtenstein ha 25 membri, eletti per quattro anni con metodo proporzionale basato su due collegi plurinominali: il collegio di “pianura” ha 10 rappresentanti e il collegio di “montagna “15. La soglia di sbarramento per eleggere deputati in parlamento è dell’8% a livello di collegio plurinominale. I “migliori non eletti” in ogni collegio elettorale di ogni partito che ha superato la soglia vengono nominati “vice parlamentari” e partecipano alle riunioni del parlamento in caso di assenza dei parlamentari eletti.
E’ consuetudine che il leader del maggior partito venga designato primo ministro, mentre il leader del secondo partito vice primo ministro, formando quindi quasi sempre un governo di “grande coalizione”. La magistratura è indipendente dall’esecutivo e dal legislatore.
Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.
Ti sta piacendo questo articolo? Contribuisci alla sopravvivenza di Bidimedia, donando anche solo pochi euro. Grazie!
Sostieni Sondaggi Bidimedia!
Puoi farlo nei modi che ti descriviamo in seguito… E, se puoi, disattiva il tuo ad-blocker, grazie!
Modalità preferita: donazione tramite bonifico tramite al conto dell’Associazione Bidimedia
Conto di BIDIMEDIA
IBAN IT65F0623012782000036505055
Fai una donazione tramite PayPal
Sondaggi BiDiMedia è un sito nato nel 2010. Se vi piace e siete contenti del nostro servizio gratuito potete farci una piccola donazione. Anche di pochi euro. Grazie a chi ci permetterà di crescere sempre di più cliccando sul banner “Dona con PayPal”!
Offrici un caffé con
Ko-fi
Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie!
Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.
Fai i tuoi acquisti cliccando sui banner
In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.