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IL GIRAMONDO – Elezioni parlamentari in Montenegro – l’incognita del dopo Đukanović

Flag of Montenegro

Gli elettori del Montenegro sono chiamati l’11 giugno ad elezioni parlamentari anticipate a seguito di una crisi di governo che va avanti da oltre un anno.  Queste elezioni assumeranno un significato storico dato che per la prima volta dalla dissoluzione della repubblica federale della Jugoslavia nel 1992  non sarà protagonista delle elezioni il leader storico  Milo Đukanović, due volte presidente e quattro volte primo ministro del paese.  Đukanović infatti è stato sconfitto lo scorso 2 aprile nel ballottaggio delle elezioni presidenziali dal giovane leader liberale Jakov Milatović e per il Montenegro adesso si apre una fase politica completamente nuova.

Dal crollo della ex Jugoslavia in poi, la politica montenegrina era girata intorno alla figura controversa di Milo Đukanović e del suo partito, il Partito Democratico dei Socialisti del Montenegro (DPS), erede della Lega dei Comunisti del Montenegro. L’ abilità politica di Đukanović gli aveva permesso di restare a galla durante le crisi e le guerre civili che hanno devastato la ex Jugoslavia, stando a seconda dei casi alleato del leader serbo Slobodan Milosevic e della NATO, filoserbo e filoeuropeista, amico della Russia, della Cina e degli Stati Uniti.

Le elezioni parlamentari del 2020 hanno tuttavia visto per la prima volta dal 1992 ad oggi il DPS e i suoi alleati perdere la maggioranza di governo. Le opposizioni erano divise in tre coalizioni:  “Per il Futuro del Montenegro”,  ideologicamente di destra conservatrice filoserba,  ” La Pace è la nostra nazione” , liberalconservatrice moderatamente europeista e infine “Nero su Bianco”, di ispirazione liberale, progressista, europeista ed ecologista.  Dopo le elezioni le tre coalizioni si sono  per formare un nuovo governo guidato dal primo ministro conservatore Zdravko Krivokapić, mandando quindi per la prima volta il DPS all’opposizione. L’ accordo di governo si è tuttavia sfaldato dopo pochi mesi a causa delle ostilità tra la fazione filoserba (e filorussa) e quella liberale europeista.   A questo ha contribuito anche la rivalità tra la chiesa serba ortodossa  (appoggiata dai partiti filoserbi) e quella ortodossa montenegrina indipendente, appoggiata dai partiti nazionalisti anti-serbi.

Nel marzo 2022 dopo che il governo era caduto a causa di un voto di sfiducia, è stato nominato primo ministro Dritan Abazović, leader di URA, la componente principale di “Nero su Bianco”, a capo di un governo di minoranza appoggiato esternamente dal DPS di Đukanović. E’ possibile che l’invasione delle Russia in Ucraina abbia fatto aumentare le pressioni internazionali per avere un governo senza la presenza dei partiti filoserbi.  Abazović tuttavia si è politicamente avvicinato al presidente serbo Aleksandar Vučić, mettendo a disagio i partner europeisti della sua coalizione, in particolare il DPS. Nell’agosto 2022 il parlamento ha  sfiduciato Abazović, il cui governo è rimasto in carica per gli affari correnti. I tentativi da parte dei partiti di centrodestra di formare un nuovo governo sono stati frenati da Đukanović, il che significa che fino ad oggi il paese è stato guidato da un governo dimissionario senza maggioranza in parlamento.  Dopo molti tentativi infruttuosi di formare un nuovo governo per diversi mesi, il presidente Milo Đukanović ha sciolto il Parlamento il 16 marzo 2023 – 3 giorni prima delle elezioni presidenziali – e ha programmato le elezioni parlamentari per l’11 giugno.

Le elezioni presidenziali hanno segnato una sconfitta storica per Đukanović, battuto da  Jakov Milatović. Quest’ultimo,  ministro delle finanze dal 2020 al 2022 era il candidato del nuovo partito “Europa Adesso!”,  fondato dallo stesso Milatović e dall’ex ministro dell’economia Milojko Spajić. Il partito ha avuto una rapida crescita nei sondaggi di opinione e punta ad essere in queste elezioni la prima formazione politica del paese superando il DPS.

Negli ultimi anni il Montenegro è entrato a far parte della NATO e ha avviato il processo di adesione all’Unione Europea.  A differenza di altri paesi dei Balcani occidentali come Serbia, Macedonia e Kosovo, il Montenegro non ha controversie aperte con paesi vicini e la schiacciante maggioranza dei suoi cittadini è favorevole ad aderire all’Unione Europea. Tuttavia la crisi politica del paese ha bloccato le riforme necessarie per l’adesione. Una possibile vittoria di “Europa Adesso” alle elezioni di domenica potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per la politica montenegrina e spostare gli equilibri politici dei paesi balcanici.

 

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

Coat of arms of MontenegroIl Montenegro è una repubblica democratica rappresentativa parlamentare , in cui il primo ministro  è il capo del governo di un sistema multipartitico. Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo è conferito sia al governo che al parlamento. La magistratura è indipendente dall’esecutivo e dal legislatore. Il presidente è il capo dello stato. Il parlamento unicamerale del Montenegro è composto da 81 seggi. I deputati sono eletti per un mandato di 4 anni in un unico collegio elettorale nazionale utilizzando una rappresentanza proporzionale a lista chiusa . I seggi sono assegnati utilizzando il metodo d’Hondt con una soglia elettorale del 3% . Tuttavia, ai gruppi di minoranza che rappresentano almeno il 15% della popolazione in un distretto viene concessa un’esenzione che abbassa la soglia elettorale allo 0,7%. Un’esenzione separata è data all’etnia croata, in base alla quale se nessuna lista che rappresenta la popolazione supera la soglia dello 0,7%, la lista con il maggior numero di voti vincerà un seggio se riceve più dello 0,35% dei voti. Il presidente viene eletto con voto diretto e popolare con eventuale secondo turno di ballottaggio, per un mandato di cinque anni, rinnovabile una sola volta. Il presidente nomina il primo ministro su indicazione del parlamento. Le funzioni del presidente sono in gran parte cerimoniali, tuttavia la presidenza della repubblica ha di fatto un ruolo predominante nell’azione di governo.

Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, il Montenegro è una cosiddetta “democrazia imperfetta”, al livello di paesi come Romania, Albania, Ghana e Sri Lanka.

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i risultati elettorali recenti, i principali partiti politici ed i candidati alla presidenza..

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