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Analisi BiDiMedia: la simulazione dei risultati elettorali, il Centrodestra è maggioranza in ogni scenario

Il lavoro che segue combina i risultati dell’ultimo sondaggio BiDiMedia con delle rilevazioni a livello territoriale (macroaree) per provare a stimare i risultati di eventuali elezioni che dovessero tenersi oggi. Risultati che grazie a questa analisi possono essere forniti in termini di seggi alla Camera e al Senato per le varie coalizioni

L’assegnazione dei seggi è resa complicata nell’attuale legge elettorale, il Rosatellum, dalla presenza dei collegi uninominali. Per capire bene tutta l’analisi quindi conviene prima ripassare il funzionamento della nostra legge elettorale

Rosatellum, funzionamento in breve

Il territorio nazionale è diviso in collegi uninominali (147 alla camera, 74 al senato) accorpati poi in collegi plurinominali, che sono la cosiddetta “quota proporzionale” (245 seggi alla camera, 122 al senato)

Nel collegio uninominale concorrono i candidati delle coalizioni, il candidato con il maggior numero di voti alle elezioni vince il seggio. Nella quota proporzionale invece concorrono tra loro i partiti. Il voto è unico tra le due parti e il candidato all’uninominale è collegato a una coalizione di partiti, coalizione che deve essere la stessa su tutto il territorio nazionale, valle d’Aosta esclusa.

Si può esprimere il voto in due modi, votando il partito, in qual caso il voto passa in automatico anche al candidato dell’uninominale a esso collegato, oppure votando il candidato nell’uninominale, in questo caso il voto verrà assegnato alla coalizione, e di fatto concorrerà in proporzione all’elezione dei parlamentari per tutte le liste della coalizione che abbiano superato lo sbarramento.

Il riparto della quota proporzionale avviene infatti seguendo la seguente logica: i seggi vengono prima assegnati alle coalizioni e alle liste non coalizzate in proporzione ai voti, e poi quelli delle coalizioni vengono ripartiti sulle liste che le compongono. La ripartizione avviene a livello nazionale alla camera, mentre a livello regionale, secondo dettato costituzionale, al senato.

Per quanto riguarda l’assegnazione delle quote proporzionali c’è uno sbarramento nazionale per le singole liste sul 3% dei voti totali, sia alla camera che al senato. C’è poi un secondo sbarramento valevole solo per il senato del 20% dei voti regionali, nel caso in cui non sia stato raggiunto il 3% nazionale. Una lista sotto lo sbarramento ma che ottiene almeno l’1% dei voti nazionali contribuisce comunque con i suoi voti all’elezione dei seggi della propria coalizione, di fatto cedendo i propri voti ai partiti con i quali è coalizzata. Sotto l’1% invece i voti non vengono in nessun caso considerati.

Infine una coalizione per essere tale deve raggiungere il 10% dei voti totali, altrimenti le liste che la compongono vengono a tutti gli effetti considerate liste non coalizzate.

Gli scenari

Come già detto nell’introduzione partendo da questi presupposti abbiamo utilizzato i dati del nostro ultimo sondaggio nazionale incrociate con delle rilevazioni a livello territoriale per stimare i risultati di eventuali elezioni che dovessero tenersi oggi. Occorre precisare che la coalizione di più partiti può ottenere risultati diversi, a volte anche molto diversi, della somma algebrica delle intenzioni di voto dei partiti che la compongono, anche in misura del fatto di questa alleanza venga o meno accettata dagli elettori di quei partiti. Gli scenari qui composti comunque suppongono che tutti gli elettorati seguano diligentemente il proprio partito in ogni coalizione.

Scenario “Roma”

Il primo scenario preso in considerazione lo definiamo “scenario Roma”, per la similitudine con le alleanze delle comunali della capitale dello scorso anno: il Centrodestra, il Centro separato, il Centrosinistra con la Sinistra e Verdi e infine il Movimento 5 Stelle da solo, un sistema “quadripolare”.

In questa analisi il centro è composto da Azione/+Europa, Italia Viva e il partito di Toti. Il centrosinistra da PD, SI-EV, A1-MDP e lista Di Maio. Il centrodestra infine da Lega, FDI, Forza Italia e altri di centrodestra (es. NcI).

Ai fini del calcolo consideriamo che tutti i voti assegnati alla coalizione siano in liste che superano lo sbarramento dell’1% perché i voti siano validi. Consideriamo anche i voti del Centro come appartenenti ad un’unica lista.

I risultati ottenuti con questa ipotesi sono i seguenti per Camera e Senato:

UNINOMINALI “SCENARIO ROMA” CAMERA PLURINOMINALI TOTALI
TOTALI SOLID LEANING
CDX 124 99 25 120 244
CSX 21 4 17 76 97
SVP 2 2 0 1 3
CX 22 22
M5S 26 26
ESTERO 8 8

 

 

 

UNINOMINALI “SCENARIO ROMA” SENATO PLURINOMINALI TOTALI
TOTALI SOLID LEANING
CDX 63 50 13 62 125
CSX 9 2 7 39 48
SVP 2 2 0 0 2
CX 10 10
M5S 11 11
ESTERO 4 4
A VITA 6 6

 

 

Come prevedibile l’aver “tripartito” gli avversari del centrodestra ha aiutato molto quest’ultimo nella vittoria degli uninominali. Il centrodestra in questo scenario godrebbe di una larga maggioranza sia alla camera (61%) che al senato (61%). Si tratterebbe in effetti della più larga maggioranza mai uscita dalle urne nell’epoca repubblicana. Anche senza alleanze con il centro o con il movimento 5 stelle il centrosinistra riesce comunque a salvare una ventina di collegi alla camera e una decina al senato, sebbene, occorre farlo presente, la maggior parte di questi siano comunque in bilico.

Si può notare anche che la ripartizione a livello regionale dei seggi plurinominali al senato favorisce leggermente le coalizioni maggiori. Questa considerazione varrà anche per gli scenari successivi

Un cenno sulla distribuzione territoriale degli uninominale vinti per parte. Considerando che quasi tutti i collegi vanno al centrodestra conviene per brevità elencare dove si trovano quelli vinti dal centrosinistra, posto che ovviamente l’SVP vince i suoi due collegi nell’alto Adige.

Il centrosinistra è competitivo, ma non per questo sempre vincente, nei collegi delle grandi città: Roma, Milano, Napoli, Torino. Oltre a quelli vinti qui riesce a prendersi dei collegi in Emilia e in Toscana.

Qualche parola occorre forse spenderla sulle possibilità della coalizione di centrodestra di conquistare i due terzi dei seggi nelle camere, cosa che permetterebbe all’alleanza di modificare la costituzione senza dover far ricorso al referendum. Perché la cosa sia possibile il centrodestra dovrebbe crescere di almeno un paio di punti, probabilmente 3-4, rispetto ai dati di base presi per questa analisi e vincere una parte dei collegi in bilico qui assegnati al centrosinistra. Un aiuto verrebbe anche in caso di mancato quorum di alcune liste, es. al centro. L’ipotesi è improbabile ma tutt’altro che impossibile.

Prendendo come base questo scenario si potrebbe ipotizzare un’evoluzione in campagna elettorale contraria a quella descritta appena sopra e chiedersi in che situazione il centrodestra potrebbe non ottenere la maggioranza. Occorre innanzi tutto, perché questo si realizzi, che il cdx perda svariati punti (5-6 circa), possibilmente verso una lista che passa lo sbarramento (es. il centro). È al contempo necessario che il csx guadagni qualcosa (3-4 punti) per diventare completivo in molti più collegi

Scenario “Milano”

Con lo scenario Milano, sempre in analogia con le passate comunali, designiamo una situazione in cui il centrosinistra dello scenario Roma è alleato con il centro. In questo caso però la “lista Toti” torna nel centrodestra. Si tratta di uno scenario “tripolare” vista anche la presenza del movimento 5 stelle.

I risultati per camera e senato sono i seguenti:

UNINOMINALI “SCENARIO MILANO” CAMERA PLURINOMINALI TOTALI
TOTALI SOLID LEANING
CDX 110 77 33 123 233
CSX+CX 35 19 16 94 129
SVP 2 2 0 1 3
M5S 27 27
ESTERO 8 8

 

 

UNINOMINALI “SCENARIO MILANO” SENATO PLURINOMINALI TOTALI
TOTALI SOLID LEANING
CDX 54 39 15 63 117
CSX 18 8 10 47 65
SVP 2 2 0 0 2
M5S 12 12
ESTERO 4 4
A VITA 6 6

 

 

La coalizione di centrosinistra con l’innesto del centro diventa più competitiva riuscendo a vincere in questa simulazione il doppio del collegi al senato e quasi il doppio alla camera. Il centrodestra mantiene una maggioranza solida alla camera (58%) e al senato (57%) anche se meno larga rispetto a prima.

Un’altra dinamica in questo scenario è che il centrosinistra, oltre a partire avanti in molti più collegi riesce a “mettere al sicuro” molti più collegi rispetto allo scenario precedente. Questo accade perché tendenzialmente la coalizione di csx è forte nelle medesime aree del centro, per cui l’ulteriore apporto di voti mette in sicurezza diversi collegi (circa 20 alla camera e 10 al senato).

Il centrosinistra qui risulta competitivo nelle solite Emilia e Toscana, e nei collegi delle grandi città (Roma, Milano, Napoli, Torino)

 

Scenario “Napoli”

Con lo scenario Napoli la coalizione di centrosinistra si allarga nel verso opposto al caso precedente, verso il movimento 5 stelle, cioè il cosiddetto campo largo, lasciando anche stavolta un sistema “tripolare”: cdx, centro, csx+5s.

I risultati in camera e senato sono i seguenti:

UNINOMINALI “SCENARIO NAPOLI” CAMERA PLURINOMINALI TOTALI
TOTALI SOLID LEANING
CDX 94 67 27 119 213
CSX+5S 51 22 29 103 154
SVP 2 2 0 1 3
CX 22 22
ESTERO 8 8

 

 

 

UNINOMINALI “SCENARIO NAPOLI” SENATO PLURINOMINALI TOTALI
TOTALI SOLID LEANING
CDX 46 35 11 63 109
CSX 26 5 21 49 75
SVP 2 2 0 0 2
CX 10 10
ESTERO 4 4
A VITA 6 6

 

Questo tra tutti gli scenari analizzati è quello in cui il centrodestra ottiene nettamente meno seggi, ha sempre la maggioranza ma parliamo di un 53% alla camera e al senato (contro il 61% e il 58% degli scenari precedenti).  La coalizione di centrosinistra con l’aggiunta dei 5S diventa competitiva al sud, contendendo diversi collegi, mantenendo comunque vantaggio anche in collegi di Emilia e Toscana e in diversi collegi cittadini.

In questo scenario pur aumentando i collegi assegnati al centrosinistra rispetto a quello precedente otteniamo però un numero minore di collegi sicuri, almeno al senato. Questo perché, al contrario di quanto succedeva prima, centrosinistra e 5 stelle sono forti in aree diverse del paese, e questo aiuta a essere competitivi in molti più collegi, ma riduce il numero in cui la forza va a sommarsi al sicuro il risultato, come era invece nel caso del centro.

 

Elaborazione e Analisi di Francesco Luchetta per SondaggiBiDiMedia su Sondaggi e Rilevazioni di BiDiMedia

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