Nella cartina, la distribuzione del voto. In azzurro le province dove ha primeggiato Battulga, in fucsia le province dove ha primeggiato Enkhbold. I cerchietti rossi (per Enkhbold) e blu (per Battulga), sono rispettivamente le province conquistate, rispetto al 2013, dal Partito del Popolo Mongolo e dal Partito Democratico. La periferia della capitale e la zona a Est, vicina allo Xinjiang, hanno preferito votare a sinistra. Nelle steppe centrali e nell’Ovest, invece, così come nella capitale, è stato premiato il partito liberalconservatore uscente. La zona più ricca di miniere del deserto dei Gobi è, come da storico, rimasta a sinistra: i minatori e le imprese minerarie hanno avuto evidentemente timore delle promesse di liberalizzazione e cambiamento del vincente Battulga.
Battulga ci prova, promettendo una politica più sociale e redistributiva (afferma di voler combattere i monopoli in ambito minerario che affliggono il Paese). Contemporaneamente, ha annunciato di voler aprire a maggiori investimenti delle imprese estere nel Paese, e di voler cercare nuovi partner energetici al di fuori di Russia e soprattutto della Cina, come ad esempio il Giappone. La sua storia personale è particolare: è un ex maestro di judo, ma è anche un pittore e un ricchissimo imprenditore nell’ambito dei prodotti di macelleria e non è scevro di lati oscuri. Segnatamente, si è fatto notare per essere alquanto bizzarro (dice di essere liberale e democratico ma contemporaneamente di amare Trump e Don Vito Corleone (sic)), ha creato un parco a tema su Gengis Khan, ed è stato accusato di avere diversi fondi milionari all’estero.
La ricerca di nuovi partner commerciali, che rischia di fare arrabbiare la Cina, e la vittoria sul filo di lana (dovuta in parte alle divisioni interne dei partiti postcomunisti), insieme al folklore e alle (per ora) simpatiche follie che lo contraddistinguono e che preoccupano in parte gli osservatori, fanno intravedere un mandato tutt’altro che tranquillo, forse non all’altezza degli otto anni di Elbegdorj.
KENYA
L’otto agosto si sono svolte le elezioni presidenziali in Kenya. A vincere è stato il Presidente uscente Uhuru Kenyatta, che ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti già al primo turno.
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