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Elezioni USA – I democratici vincono la Camera e i Governatori, mentre i repubblicani tengono il Senato

Senato.

Al Senato la situazione è molto diversa. I repubblicani qui non solo hanno limitato i danni, ma sono riusciti a prendere stati ai democratici.

I seggi al Senato in gioco erano 35 in trentatré stati. Di questi trentacinque, 26 erano detenuti da democratici e 9 da repubblicani. Nel 2012 infatti i democratici andarono molto bene. Metà dei seggi democratici erano di Stati che hanno votato per Donald J. Trump nel 2016, anche con ampissimi margini. Dei nove repubblicani solo in uno si trovava in uno Stato dove vinse Hillary Clinton.

Si partiva da 51-49. Al momento lo scrutinio non è finito in Arizona e Montana, ma possiamo dire che i repubblicani hanno ottenuto la maggioranza.

A sorpresa, infatti sono caduti ben quattro stati democratici: Florida, Indiana, Missouri e North Dakota. In tutti questi Stati, Trump aveva vinto nel 2016, ma ad eccezione del North Dakota si credeva che i democratici potessero essere riconfermati. Invece non è stato così.

In Florida, il popolare governatore Rick Scott (R) ha sconfitto Bill Nelson (D) per poco più di trentamila voti (ci sarà un riconteggio). In Indiana l’imprenditore Mike Braun (R) ha battuto Joe Donnelly (D), nonostante il suo netto spostamento a destra degli ultimi mesi. In Missouri il procuratore generale Josh Hawley (R) ha vinto contro Claire McCaskill (D). In North Dakota la senatrice Heidi Hetikamp (D) ha perso contro il deputato Kevin Cramer (R).

L’unico senatore democratico che ha vinto in uno stato repubblicano è stato Joe Manchin III. La sua strategia di votare con i repubblicani quando sa che hanno la maggioranza, non essendo così mai il voto decisivo, sembra aver funzionato. Il mese scorso, Manchin è stato anche l’unico democratico a votare a favore della conferma del giudice Brett Kavanaugh alla Corte Suprema. Anche questa decisione potrebbe essere stata decisiva.

L’unica conquista dei democratici è invece il Nevada. Qui, Jacky Rosen (D) è riuscita a sconfiggere il senatore Dean Heller (R) grazie ai voti degli ispanici. Nonostante i dati del voto anticipato non fossero dei migliori, alla fine i latinos si sono fatti sentire.

Vanno menzionate anche le sconfitte di Beto O’Rourke in Texas e di Phil Bredesen in Tennessee. O’Rourke, una nuova stella dei democratici, ha perso per 3-4 punti. L’ex governatore Phil Bredesen invece è stato sconfitto per 12 punti contro Marsha Blackburn. In entrambi i casi, comunque, il margine della sconfitta è stato la metà di quello di Hillary Clinton nel 2016.

Qui la mappa riepilogativa del New York Times. I seggi in Arizona e Montana non sono stati assegnati perché, come già detto, stanno ancora scrutinando. In Florida la situazione è sospesa in attesa del riconteggio e in Mississippi ci sarà un ballottaggio successivamente, ma la vittoria repubblicana è abbastanza scontata.