I risultati definitivi delle Elezioni Federali per il rinnovo del Bundestag – la Camera Bassa del Parlamento Tedesco – tenutesi ieri, vedono primeggiare la SPD (Socialdemocratici) sulla CDU, crollata dopo 16 anni di dominio incontrastato.
I risultati e i seggi
I risultati definitivi del voto proporzionale (secondi voti).
Dopo uno scrutinio rimasto incerto a lungo, il partito guidato da Olaf Scholz ha sorpassato l’unione CDU/CSU di 1,6 punti percentuali nei dati finali, 25,7% contro 24,1%. Per la CDU si tratta del peggior risultato della sua storia, un vero e proprio cataclisma politico.
Terzo partito sono i Verdi della GRÜNE (Centrosinistra): per gli ecologisti il 14,8% rappresenta il miglior risultato assoluto nelle Elezioni Federali.
I Liberali della FDP sono al quarto posto con 11,5%, mentre la Destra Sovranista dell’AfD si ferma al 10,3%.
La Linke (Sinistra Radicale) non raggiunge lo sbarramento del 5% nazionale, attestandosi al 4,9%, tuttavia accederà ugualmente al riparto proporzionale dei seggi grazie ai risultati del voto maggioritario. La legge elettorale tedesca prevede infatti che entrino anche quei partiti in grado di vincere in almeno 3 collegi nel voto maggioritario (primi voti); la Linke ne ottiene esattamente tre (due a Berlino e uno a Lipsia).
Nessun altro partito si avvicina alla soglia del 5%, anche se le formazioni minori nel complesso ottengono 8,6 punti, di fatto “dispersi”.
Seggi assegnati ai partiti, con variazioni rispetto al Parlamento attuale
A livello di seggi, primo partito la SPD con 206 eletti, 10 in più di CDU/CSU, Verdi a 118, FDP 92, AfD 83, Linke 39. Ottiene inoltre un seggio il partito della minoranza danese del Schleswig-Holstein; ciò grazie a una particolarità della legge elettorale tedesca a tutela delle minoranze riconosciute: un partito che ne rappresenta una accede al Bundestag anche solo arrivando a 1/700 dei voti totali, cioè circa il quoziente naturale per ottenere un seggio proporzionale, senza badare a sbarramenti o collegi maggioritari.
Affluenza sostanzialmente stabile al 76,6%, appena +0,4 punti rispetto al 2017.
Chi vince e chi perde: variazioni rispetto al 2017
Queste le variazioni rispetto alla tornata elettorale di 4 anni fa (i partiti sono evidenziati con i colori che in genere sono loro assegnati nelle mappe elettorali tedesche, di finaco l’appartenenza alle famiglie politiche europee):
SPD (S&D) 25,7% +5,2
CDU/CSU (PPE) 24,1% -8,9
GRÜNE (Green/EFA) 14,8% +5,8
FDP (RE) 11,5% +0,7
AfD (ID) 10,3% -2,3
LINKE (GUE/NGL) 4,9% -4,3
Altri (-) 8,6% +3,6
Dalle variazioni, si evidenzia il crollo verticale di CDU/CSU e la ripresa della SPD, ma sono i Verdi a ottenere il maggior guadagno. Male la Linke, anche la Destra Sovranista arretra leggermente. Sostanzialemnte stabile la FDP, mentre il crollo CDU porta voti ai partiti minori.
Sull’asse destra-Sinistra, si hanno le seguenti variazioni rispetto alle medesime aree nel 2017:
Csx-Sx (SPD, Verdi, Linke) 45,4% +6,7
Cdx-dx (CDU/CSU, FDP, AfD) 45,9% -10,5
NB: la somma per aree politiche non rappresenta alleanze reali, in particolare AfD e Linke non sono considerate compatibili con il resto dello schieramento politico.
Da questo dato, possiamo ricavare un effettivo spostamento verso Sinistra dell’elettorato tedesco, con un travaso diretto di voti dall’area conservatrice a quella progressista. Cdx-Dx e Csx-Sx sono ora sostanzialemnte equivalenti, dopo oltre un decennio di prevalenza dei partiti conservatori.
Analisi del voto
La mappa elettorale 2021, con i collegi assegnati al primo partito nel voto proporzionale. A livello di voto maggioritario, si hanno alcune differenze come i 3 collegi vinti dalla Linke.
Per la SPD crescita di circa 5 punti rispetto al 2017, risultato incoraggiante dopo anni in cui i Socialdemocratici erano dati per prossimi al disfacimento; un guadagno che secondo gli analisti è dovuto in buona misura alla popolarità del segretario e candidato alla Cancelleria SPD Olaf Scholz, che è stato capace di riportare in auge il partito rimettendo al centro del dibattito i temi cari ai Socialdemocratici, in particolare la lotta alle disuguaglianze sociali.
Gli ecologisti della Grune ottengono ottimi risultati nei maggiori centri urbani, soprattutto nelle aree centrali, e tra i giovani; l’elettorato progressista giovanile è infatti migrato già negli scorsi anni verso i Verdi, mentre la SPD rimane forte nelle periferie urbane e tra gli anziani.
Guardando la mappa elettorale, si evidenzia il recupero della SPD nel centro-nord del paese e soprattutto nell’Est (ex-DDR). La CDU resiste nelle sue roccaforti meridionale della Baviera e del Baden (dove sono particolarmente forti anche i Verdi); inoltre perde relativamente poco in Renania Settentrionale: si tratta del Land più popoloso della Germania nonchè quello governato dal candidato CDU Armin Laschet, che riesce qui a limitare i danni. Nel Land della megalopoli renana (che comprende Bonn, Colonia, Dusseldorf, Dortmund e numerosi altri centri conurbati), i 3 maggiori partiti si spartiscono i collegi: CDU forte nelle aree rurali, SPD nelle zone urbane, Verdi nelle città, tanto da vincere alcuni collegi nei grandi centri.
AfD dominante in Sassonia e in alcune aree attigue, perlopiù nell’Est, pur perdendo alcuni collegi urbani. Proprio nell’ex DDR si ha un nettissimo spostamento di voti dalla Linke alla SPD, essenziale per la vittoria Socialdemocratica.
In generale, nelle grandi città a prevalere sono le forze di Centrosinistra e Sinistra – tanto che la Linke ottiene a Berlino e Lipsia i 3 collegi necessari ad accedere al proporzionale – con una sfida che vede spesso giocarsi la vittoria Verdi e SPD. fanno eccezione Baviera e Baden, dove CDU/CSU restano competitive anche nelle aree urbane, sfidate solo dai verdi.
Il rebus governo
Le trattative per la formazione del nuovo esecutivo saranno lunghe e complesse, ma in Germania, paese dalla solida tradizione parlamentare, ciò non costituisce un’anomalia.
Il primo posto della SPD pone Scholz in pole position per la carica di Cancelliere; tradizione istituzionale tedesca degli ultimi decenni vuole che il primo partito esprima il capo del governo. Non è sempre stato così, ad es. nel 1967 Willy Brandt divenne cancelliere con SPD seconda, dopodichè si formò una duratura alleanza tra SPD e Liberali che mantenne la coalizione al governo fino al 1982. Dalle elezioni 1983 tuttavia il primo partito (considerando CDU e CSU sommate) ha sempre espresso il Cancelliere.
Seggi e possibili coalizioni che superano la maggioranza assoluta
Le coalizioni che raggiungono la maggioranza assoluta sono essenzialmente 3, riportate sotto secondo i nomi con cui sono note per via dei colori assegnati ai partiti:
“Semaforo”, con SPD, Verdi e FDP
“Jamaica” con CDU/CSU, Verdi e FDP
Riedizione della Grande Coalizione SPD–CDU a parti invertite
Ognuna di essa presenta punti di forza e criticità:
il “Semaforo” deve fare i conti con l’intransigenza in campo economico dei Liberali, in netto contrasto con le politiche di Verdi e SPD. E’ tuttavia la coalizione di chi ha vinto le elezioni (vedere le variazioni sul 2017), quindi il più naturale esito elettorale.
La Jamaica ha il problema di escludere il primo partito e vincitore delle elezioni, fatto a cui difficlmente i Verdi si presteranno. In compenso, CDU e FDP sono sicuramente molto più compatibili rispetto alla coalizione Semaforo
La Grande Coalizione SPD-CDU ha il vantaggio di essere la naturale prosecuzione del governo in carica, tuttavia la SPD non vorrebbe governare ancora con la CDU e quest’ultima difficilmente accetterebbe di passare ad essere junior partner di coalizione.
Una possibile variante della Grande Coalizione vede l’aggiunta dei Verdi a SPD e CDU, per non escludere il partito che ha più guadagnato alle elezioni dal governo.
A livelo di dichiarazioni, SPD esprime preferenza per una coalizione con i Verdi, ricambiati dalla Grune; CDU vorrebbe coalizione Jamaica, mentre la FDP è passata dal concordare con la CDU a non escludere nulla, anche il Semaforo.
In questo momento è impossibile fare previsioni realistiche su come finirà la rattativa; l’unica certezza è rappresentata dall’esclusione di Linke ed AfD, entrambe ritenute dagli altri partiti troppo estreme, in particolare su politica estera e rapporti con l’UE, per andare al governo.
Dato che le trattative saranno lunghe e l’esito non è scontato, si prevede possano passare mesi per avere un nuovo esecutivo; Angela Merkel nel frattempo rimarrà in carica ancora per qualche tempo.
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