In Svizzera sono sorprendentemente pochi i sondaggi elettorali. Le case sondaggistiche che fanno regolari sondaggi di opinione sulle intenzioni di voto sono solo due: Leewas e Sotomo.
Secondo gli ultimi sondaggi la destra dell’UDC/SVP perderebbe circa due punti percentuali rispetto a 4 anni fa. Socialisti, liberali e democristiani dovrebbero perdere tutti circa un punto percentuale. In calo di circa un punto anche i conservatori del BDP. Chi invece avanzerebbe sensibilmente sarebbero i due partiti verdi: circa 3 punti in più sia per i verdi tradizionali che per i verdi liberali. Insieme i due partiti verdi raggiungerebbero circa il 18% dei voti. La forza complessiva dei partiti ecologisti quindi sarebbe equivalente a quella dei socialisti o dei liberali. Non solo, i verdi tradizionali potrebbero prendere più voti dei democristiani. Quello che è importante capire è come l’avanzamento dei verdi a livello di percentuali si tradurrà in seggi. Se i verdi tradizionali ottenessero oltre 20 seggi diventerebbe a quel punto difficile tenerli fuori dal Consiglio Federale. Gli unici che potrebbero cedere un seggio di governo, stando ai numeri, dovrebbero essere i liberali, ma i due membri liberali del Consiglio Federale sono stati eletti uno nel 2017 e uno nel 2018 ed una volta eletti è estremamente difficile che il parlamento possa votare per destituirli. E’ probabile quindi che i partiti di governo cercheranno di mantenere l’attuale “seconda formula magica” (2 conservatori, 2 socialisti, 2 liberali e 1 democristiano) anche per il prossimo futuro, ma si rischierebbe di avere un governo che non tiene conto di una parte crescente e sempre più consistente dell’elettorato svizzero, che considera la protezione dell’ambiente come prioritaria nell’azione del governo. In una democrazia inclusiva come quella svizzera, dove nel Consiglio Federale si cerca sempre di trovare un bilanciamento linguistico, cantonale, religioso, di genere e di partito politico questo potrebbe non essere accettabile. In tal caso i maghi della politica svizzera dovranno presto inventarsi una terza “formula magica” per amministrare il paese.
Questo è tutto anche per oggi. I risultati saranno commentati come sempre dai nostri egregi collaboratori della Redazione Bidimedia.
Vi ricordo le prossime importanti scadenze elettorali: le elezioni parlamentari del 21 Ottobre in Canada e quelle presidenziali del 27 Ottobre in Argentina.
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