Il cartello elettorale delle destre nazionaliste UP (Patrioti Uniti).diventa il terzo gruppo del Parlamento Bulgaro, con il 9,1% dei voti e 27 seggi. La UP raccoglie 5 partiti, tra cui Ataka (estema destra xenofoba filo-russa), IMRO-Movimento Nazionale per la Bulgaria (collegato al VMRO-DPMNE Macedone, nel gruppo ECR del Parlamento Europeo) e il Fronte Nazionale per la Salvezza della Bulgaria (fino al 2014 nel gruppo EDF di Farage). Il risultato tuttavia è inferiore a quello del 2014, dove si erano presentati divisi tra il Fronte Patriottico (IMRO, FNSB e altri) con il 7,3% dei voti e 19 seggi e Ataka con il 4,5% e 11 seggi.
Quarto partito è adesso il DPS (Movimento per i Diritti e le Libertà) con il 9,0% dei voti e 26 seggi. Il principale partito della minoranza Turca, (liberali di centro-sinistra), esce fortemente ridimensionato da queste elezioni, soprattutto a causa delle dispute interne legate alle relazioni con la Turchia di Erdogan, che hanno poi portato alla scissione operata dal suo ex leader, Lyutvi Mestan, che in queste elezioni si presentava con un proprio partito, il DOST.
Supera per un soffio la soglia del 4% dei voti, entrando in parlamento con 12 seggi il Volya (Volontà), il partito fondato dall’imprenditore Veselin Mareshki che si presentava per la prima volta alle urne. Il partito, tendenzialmente populista di centrodestra, non ha tuttavia una posizione politica ben definita ma è incentrato sulla personalità di Mareshki, leader dell’industria farmaceutica Bulgara. Mareshki aveva fatto una popolare campagna “anti-establishment”,contro la corruzione dei partiti e del governo, ed era arrivato ad avere oltre il 10% delle intenzioni di voto. Recentemente aveva affermato in una intervista di essere un estimatore di Trump e di voler portare il suo stile in Bulgaria. Affermazione che presumibilmente, visti i risultati, non è stata molto apprezzata dai suoi simpatizzanti.
Per quanto riguarda i partiti rimasti sotto il 4% dei voti abbiamo il Blocco Riformista (RB). Questa alleanza elettorale, che comprende vari partiti di centrodestra legati al PPE, nelle scorse elezioni aveva preso il 9% dei voti ed era andata al governo assieme al GERB. Le scissioni interne e una impopolare esperienza governativa le hanno fatto perdere due terzi dei propri voti.
Altro partito che esce dal parlamento è ABV-M21 (Alternativa per la Rinascita Bulgara), nato da una scissione nel PSB, che nelle scorse elezioni era entrato in parlamento con poco più del 4% dei voti; voti che adesso sembra siano stati riassorbiti dal BSP.
Prende il 3% dei voti il DOST (Democratici per la Responsabilità, Solidarietà e Tolleranza), partito fondato da Lyutvi Mestan, ex leader del DPS. DOST (che significa “amico” in Turco) si propone come partito liberale, moderato e filoeuropeo, tuttavia è stato accusato dai suoi oppositori di essere una creatura del Presidente Turco Erdogan per interferire negli affari interni Bulgaro.
Tra gli altri partiti minori abbiamo il BD (Bulgaria, SI,) formato da ecologisti e liberali, e Nuova Repubblica (NR), nata da una scissione del Blocco Riformista.
Non ha potuto infine presentare liste, Nikolay Barekov, nella precedente legislatura leader del BBT (Bulgaria senza Censura) che, dopo vari dissidi e scissioni che hanno portato alla dissoluzione del partito, non è stato in grado di registrare presso la Commissione Elettorale il suo nuovo partito politico.
Le trattative per la formazione del nuovo governo si preannunciano ardue. Borisov intende proporre una alleanza di governo tra GERB e UP, che avrebbe in teoria i numeri per una maggioranza in parlamento (122 seggi su 240). Tuttavia la presenza dell’estrema destra di Ataka nell’UP potrebbero rendere difficile questa soluzione. Una alternativa sarebbe quella di includere anche il partito di Mareshki, che però non ha avuto fino ad oggi buoni rapporti con Borisov. I socialisti dal canto loro hanno dichiarato di voler restare all’opposizione, così come i liberali turchi del DSP. L’assenza di una forte maggioranza di governo potrebbe essere un problema in vista del semestre di Presidenza Bulgara della UE che inizierà il 1° Gennaio 2018.
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