Sabato 30 maggio si terranno a Malta le elezioni generali per eleggere i membri della Camera dei rappresentanti. Il piccolo arcipelago del Mediterraneo è conosciuto per essere crocevia delle culture più disparate, come dimostra la sua lingua, frutto della fusione dell’Arabo, del Siciliano, dell’Italiano e dell’Inglese. Politicamente, Malta è praticamente l’unico paese in Europa dove ancora esiste un vero bipartitismo tra il Partito Laburista (socialdemocratico) e il Partito Nazionalista (liberalconservatore).
Le ultime elezioni, nel marzo 2022, hanno visto il Partito Laburista ottenere il 55% dei voti e conquistare 44 dei 79 seggi della Camera dei Rappresentanti. Il primo ministro Robert Abela guida il paese dal 2020. La legislatura avrebbe avuto vita naturale fino al 2027, ma Abela ha anticipato il voto al 30 maggio 2026, citando l’aumento dei costi energetici legato al conflitto in Medio Oriente e la necessità di un governo con un mandato rinnovato, capace di concentrarsi esclusivamente sulle esigenze del paese di fronte alle molte tensioni internazionali. Per molti osservatori, tuttavia, la mossa è letta anche come una scelta tattica: andare alle urne mentre i sondaggi sono ancora favorevoli.
I protagonisti di questa campagna elettorale sono due uomini. Da un lato c’è Robert Abela, avvocato quarantanovenne, figlio dell’ex presidente della Repubblica George Abela, alla guida del Labour dal 2020. Abela conduce la sua campagna puntando su stabilità ed esperienza, presentando il suo partito come il più adatto ad affrontare l’incertezza globale, definendosi una “mano sicura” in tempi difficili. Dall’altro lato troviamo Alex Borg, giovane avvocato di 31 anni (ex modello, nel 2020 vinse il concorso come Mr World Malta) che guida il Partito Nazionalista dal settembre 2025 e si trova alla sua prima grande prova elettorale nazionale. Il PN prova a presentarsi come la forza del cambiamento e del rinnovamento con Borg che si sforza di convincere gli elettori indecisi che il paese ha bisogno di una svolta politica.
Le narrative che i due principali hanno construito durante la campagna sono semplici quanto potenti: votare Labour significa scegliere la stabilità, votare il PN significa scegliere il cambiamento. Abela ha ripetutamente ribadito il principale argomento laburista: il governo ha già dimostrato la propria competenza attraverso anni difficili e dovrebbe dunque essere confermato per continuare a governare in tempi di incertezza internazionale. Ha sottolineato la crescita economica di Malta dal 2013 ad oggi, con il PIL passato da meno di 8 miliardi a quasi 25 miliardi di euro annui. Il tema economico è stato dominante. Secondo un recente sondaggio di MaltaToday, il potere d’acquisto e l’inflazione guidano la lista delle preoccupazioni degli elettori, seguiti dal traffico, dall’economia e dalla crescita demografica. Ma la vera novità di questa campagna è la svolta del PN sulle questioni strutturali. La frustrazione dell’opinione pubblica per il sovraffollamento, la congestione del traffico, il sovrausviluppo edilizio e la pressione sui servizi pubblici è diventata troppo significativa per essere ignorata. A differenza del Labour, che continua a presentare la crescita come prova del successo, Borg cerca di ridefinire la crescita stessa come parte del problema: un cambiamento importante nel panorama politico maltese. A tal proposito il PN ha proposto un piano da 1,4 miliardi di euro per una linea di trasporto rapido sotterraneo che collegherebbe l’aeroporto di Pembroke, con stazioni nelle aree più congestionate come Qormi, Mater Dei e Gzira.
Accanto all’economia, tre questioni attraversano la campagna in modo più o meno esplicito. L’ambiente è un tema su cui entrambi i partiti si muovono con cautela: le ONG ambientaliste criticano duramente le proposte governative per la protezione ambientale, sostenendo che si limitano ad affrontare i sintomi senza toccare i problemi strutturali come il sovrausviluppo e la protezione delle zone non edificabili. L’immigrazione rimane sullo sfondo: la vicinanza di Malta all’Africa, a soli 80 chilometri dalla Sicilia, la rende uno snodo cruciale al centro del Mediterraneo per le rotte migratorie, e nella gestione dei migranti si sono verificati ripetuti momenti di tensione tra La Valletta e Roma. Infine l’efficienza dell’amministrazione pubblica e la corruzione restano una cicatrice aperta: il caso dell’assassinio della giornalista Daphne Caruana Galizia nel 2017, che aveva accusato alti membri del precedente governo laburista di Joseph Muscat, pesa ancora sulla reputazione del partito, anche se Abela ha costruito la sua immagine proprio sulla discontinuità rispetto a quell’era.
Un’eventuale vittoria laburista consacrerebbe un ciclo politico di dominio senza precedenti: il Partito Laburista cerca un quarto mandato consecutivo, un risultato che consoliderebbe ulteriormente il suo controllo sul paese almeno fino al 2031. Per il PN, una sconfitta sotto la nuova guida di Borg porrebbe interrogativi seri sul futuro del partito e sulla sua capacità di rinnovarsi davvero. Per i Maltesi, il voto è soprattutto una scelta di modello: accettare una crescita che ha portato benessere ma anche sovraffollamento e degrado ambientale, oppure rischiare un cambiamento in un momento di instabilità internazionale. Ed è proprio su questa tensione, tra la sicurezza del noto e il rischio del nuovo, che si gioca la partita di queste elezioni.
IL SISTEMA POLITICO – ELETTORALE
Malta è una repubblica democratica rappresentativa parlamentare , in cui il Presidente di Malta è il capo di stato, mentre il primo ministro maltese funge da capo del governo in un sistema multipartitico. Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo è conferito al Parlamento di Malta , composto dal Presidente di Malta e dalla Camera dei Rappresentanti unicamerale di Malta con il Presidente che presiede formalmente l’organo legislativo. La magistratura è indipendente dall’esecutivo e dal legislatore.
Il Presidente di Malta svolge un ruolo quasi esclusivamente cerimoniale e viene eletto dal parlamento per un mandato di 5 anni rinnovabile più volte. Il Presidente di Malta è coinvolto direttamente o indirettamente in tutti e tre i rami del potere dello stato. Fa parte del Parlamento ed è responsabile della nomina della magistratura. L’autorità esecutiva è nominalmente conferita al Presidente, ma in pratica è esercitata dal Primo Ministro
Il Parlamento di Malta è l’ organo legislativo costituzionale a Malta , con sede a La Valletta. Il parlamento è unicamerale, formato da una Camera dei Rappresentanti eletta democraticamente con la partecipazione formale del Presidente di Malta. Per legge costituzionale , tutti i ministri del governo , compreso il Primo Ministro , devono essere membri della Camera dei Rappresentanti. I 65 parlamentari della Camera sono eletti in 13 collegi elettorali da cinque seggi con voto singolo trasferibile utilizzando il voto preferenziale facoltativo.] I candidati che superano la quota al primo turno vengono eletti e gli eventuali voti in eccesso vengono trasferiti ai candidati rimanenti, che saranno eletti se ciò consente loro di superare la quota. I candidati con il punteggio più basso vengono quindi eliminati uno per uno e le loro preferenze vengono trasferite ad altri candidati, che vengono eletti man mano che superano il quoziente, fino a quando tutti e cinque i seggi non sono occupati. Nel caso che solo due partiti ottengono seggi, se il partito che ottiene la maggioranza dei voti di prima preferenza non riesce a ottenere la maggioranza parlamentare, gli vengono assegnati seggi aggiuntivi per garantire una maggioranza di almeno un seggio.
Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, Malta è una cosiddetta “Democrazia Imperfetta”, al livello di paesi tipo Cile, Israele, Belgio e Slovenia.
Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.
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