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IL GIRAMONDO – Elezioni legislative in Canada. Sfida all’ultimo voto per Justin Trudeau

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In un continente americano dominato dai populismi di destra e sinistra, con Trump e Bolsonaro da una parte e Lopez  Obrador e Morales dall’altra, con i peronisti di Cristina Kirchner che si apprestano a tornare al potere in Argentina e il Venezuela che sprofonda sotto la dittatura di Maduro, una luce ancora brilla per coloro che si ispirano ai valori liberali: il Canada di Justin Trudeau.

Ma per quanto ancora continuerà a brillare?  Da un anno a questa parte, varie vicende hanno contribuito a fare offuscare la stella del carismatico e affascinante Primo Ministro canadese. Lunedì 21 Ottobre gli elettori canadesi si recano alle urne per il rinnovo della Camera dei Comuni e per decidere se la stella di Trudeau deve continuare a splendere nel firmamento della politica internazionale.

Justin, figlio di Pierre Trudeau, primo ministro negli anni ’70, aveva vinto le elezioni del 2015 grazie alla sua figura di leader progressista, ambientalista e socialmente liberale. Tuttavia negli ultimi due anni varie vicende hanno intaccato al sua popolarità. Innanzitutto il progetto  Trans Mountain Pipeline, il grande oleodotto che dovrebbe portare gran parte del petrolio ricavato dalle sabbie bituminose dalle regioni centrali del Canada verso gli USA, che gli ha fatto perdere l’appoggio delle associazioni ambientaliste. Poi è arrrivato lo scandalo dell’affare  SCN-Lavalin,  quando  ministri dei governo e mebri dello staff di Trudeau sono stati stato accusati di aver esercitato pressioni indebite sulla magistratura durante le investigazioni su un caso di corruzione in Libia che coinvolgeva la SCN-Lavalin, una delle più grandi aziende canadesi. Infine ultimamente sono venute fuori foto di Trudeau da giovane “blackfaced” in occasione di alcune feste con amici, cosa che in Canada e negli USA è considerata razzista e irrispettosa verso le popolazioni non-bianche.  Nel frattempo il Partito Conservatore vinceva un’elezione regionale dopo l’altra, scacciando i liberali dal governo dell’Ontario e del Quebec e facendo eleggere come sindaco di Toronto un imprenditore populista di destra.  A sinistra i separatisti del Blocco Quebecois e i socialdemocratici del Nuovo Partito Democratico sono in ascesa, guidati da nuovi leader giovani ed energetici. Infine i verdi, in crescita come in buona parte dei paesi occidentali, si apprestano a raggiungere secondo i sondaggi il loro massimo storico.

I sondaggi attualmente danno un testa a testa tra liberali e conservatori, sia in termini di voti che di seggi. Con una legge elettorale “anglosassone” dove basta un voto in più degli avversari per vincere un seggio in parlamento e in un paese come il Canada, dove non sono praticamente mai esistiti governi di coalizione ma ha sempre governato il partito con il maggior numero di seggi, anche con governi di minoranza,  Trudeau dovrà combattere davvero fino all’ultimo voto per poter proseguire la sua avventura come Primo Ministro del Canada.

 

 

 

IL SISTEMA POLITICO- ELETTORALE

Canada - Stemma

Il Canada  è ufficialmente una monarchia costituzionale, basata su una sistema federale democratico parlamentare multipartitico, dove il monarca è capo dello Stato. La costituzione canadese non è un documento unico ma una combinazione di atti scritti (riuniti nel 1982 nel Constitution Act) e convenzioni non scritte. Le fonti della legge costituzionale non scritta includono convenzioni costituzionali, prerogativa reale della Corona e principi non scritti.

Elisabetta II, ufficialmente regina del Canada, è rappresentata da un Governatore Generale, nominato su indicazione del Primo Ministro, che svolgere la maggior parte dei suoi doveri costituzionali e cerimoniali.  Il potere legislativo è esercitato dal parlamento, composto dal Senato e della Camera dei Comuni. Il potere esecutivo è esercitato dal Consiglio dei Ministri, responsabile nei confronti della Camera dei Comuni, scelto e guidato dal Primo Ministro del Canada, il quale a sua volta è nominato dal Governatore Generale.  

Il paese è diviso in 10 province e 3 territori, con un notevole grado di autonomia amministrativa rispetto al governo centrale. Le province sono considerate sovrane; la loro sovranità viene trasmessa non dal Governatore Generale o dal parlamento canadese, ma attraverso la Corona stessa.

La Camera dei Comuni conta attualmente 338 membri eletti in  collegi uninominali con sistema maggioritario a turno unico  come in Gran Bretagna per un periodo di 5 anni.

Il Senato, modellato sulla camera dei Lord britannica, ha 105 membri (ai quali si possono aggiungere in via eccezionale 8 senatori supplementari) nominati dal Governatore Generale su consiglio del Primo Ministro, che rimangono in carica fino all’età di 75 anni. I seggi del senato sono assegnati su base regionale.  Il senato, che non vota la fiducia la governo,  ha poteri limitati rispetto alla camera. Nonostante tutte le leggi debbano essere approvate sia dalla Camera che dal Senat, generalmente il Senato non respinge le leggi già approvate dalla camera.

Il Democracy Index dell’Economist Intelligence Unit classifica il Canada come una “democrazia completa” al livello di paesi tipo Australia, Danimarca, Irlanda e Finlandia.

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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