La federazione canadese nacque nel 1867, riunendo sotto un unico governo tutti i possedimentori coloniali del Regno Unito nel Nord America, per bloccare l’espansione degli USA verso il nord. Il paese era ancora un “dominion” britannico e avrebbe poi acquisito la piene indipendenza solo nel 1931, pur rimanendo formalmente dipendente dalla corono britannica. Nelle prime elezioni federali del 1967 si affermarono come forze politiche principali il Partito Liberale e il Partito Conservatore, che si sarebbero alternati al governo nei decenni successivi, mantenendo la loro posizione dominante nel parlamento canadese fino ad oggi.
Il primo capo di governo del Canada, Sir John A. Macdonald fece costruire la Canadian Pacific Railway, per espandere i confini del Canada verso occidente. Costituì anche la Polizia a cavallo, le famose giubbe rosse per pattugliare l’enorma territorio delle regioni centrali del Canada, in gran parte disabitato. Il Canada partecipò attivamente alla prima guerra mondiale, schierandosi a fianco delle nazioni dell’Intesa nel 1914. Fu quello l’unico periodo in cui il Canada ebbe un governo di coalizione, quando il partito conservatore e buona parte del partito liberale si unirono in quello che fu chiamato “Partito Unionista”. Nel periodo tra le due guerre mondiali, protagonista della politica canadese fu il leader liberale William Lyon Mackenzie King, che fu 3 volte primo ministro, per un totale di 22 anni di governo, il quale dovette affrontare i gravi problemi economici della Grande Depressione e mobilitare il paese per il supporto ad USA e Gran Bretagna durante la seconda guerra mondiale
Il secondo dopoguerra vide un periodo di grande crescita economica per il paese, guidato per la maggior parte del tempo da governi liberali, che attuarono politiche rivolte alla promozione del benessere sociale, alla creazione di un’efficiente assistenza sanitaria, e di un adeguato sistema pensionistico . La politica estera canadese durante la guerra fredda fu strettamente legata a quella degli Stati Uniti, come dimostrò la sua adesione alla NATO, nel 1949 e la creazione di un comune sistema di difesa aerea denominato NORAD con gli Stati Uniti nel 1958.
Nel 1960, una mobilitazione popolare portò allo scoppio della Quiet Revolution (la rivoluzione tranquilla), che ebbe luogo nella provincia del Québec e che comportò nell’immediato la sostituzione della vecchia classe dirigente conservatrice a lungo termine la modernizzazione dell’economia e della società. Nel corso degli anni sessanta le forze politiche nazionalistiche chiesero l’indipendenza del Québec e le tensioni sociali aumentarono fino a degenerare nello scoppio di violenze durante la crisi dell’ottobre 1970. Tra il 1968 e il 1984 protagonista indiscusso della politica canadese fu Pierre Trudeau, personaggio carismatico ed estremamente popolare, diventato famoso grazie ai suoi provvedimenti fortemente progressisti e ai suoi comportamenti provocatori, il quale, durante la sua lunga permanenza come Primo Ministro pose il cambiamento sociale come principale obiettivo politico del Paese.
Nel 1984 tornarono al potere i conservatori con il Primo Ministro Brian Mulroney, il quale portò avanti una politica economica nettamente liberista e realizzò il trattato di libero scambio con gli USA di Ronald Reagan. Nel 1993, quando Mulroney decide di ritirarsi dalla politica, il Canada fu governato per alcuni mesi da Kim Campbell, unica donna capo di governo nella storia del Canada. Dal 1993 al 2006 tornarono di nuovo al governo i liberali, prima con Jean Chrétien, e poi con Paul Martin. Durante il periodo di governo di Chretien, il paese dovette affrontare il problema dei separatisti francofoni del Quebec, i quali nel 1995 furono sconfitti di misura in un referendum sulla sovranità della regione. Sotto il governo liberale il Canada adottò una politica estera più autonoma rispetto agli USA e nel 2002 firmò l’accordo di Kyoto sulla riduzione dei gas serra. Nel 2006 andarono al potere i conservatori, guidati da Stephen Harper, ex Premier dell’Alberta. molto legato alle aziende minerarie e petrolifere della sua regione, che come tra i primi provvedimenti, annullò l’accordo di Kyoto, proponendo una soluzione alternativa “made in Canada” ai cambiamenti climatici.
Sotto Harper, il Canada si è riavvicinato politicamente agli Stati Uniti ed è stato coinvolto nella guerra in Afghanistan come parte del contingente NATO, aumentando notevolmente le spese militari. Nel 2015, Harper fu sconfitto dal partito liberale, guidato da Justin Trudeau, figlio di Pierre, il quale ha risollevato le sorti del partito che era sceso al terzo posto nelle elezioni del 2011 e sembrava destinato ad un inarrestabile declino a favore dei socialdemocratici del Nuovo Partito Democratico (NDP).
Trudeau è andato al governo puntando su un messaggio decisamente liberale dal punto di vista sociale. Si è detto favorevole alla liberalizzazione della marijuana, al matrimonio omosessuale, ha nominato donne a capo di metà dei ministeri del suo governo, si è dimostrato attento ai diritti delle minoranze, a quelli del richiedenti asilo, portando avanti una politica di apertura nei confronti dell’immigrazione.
Negli ultimi due anni tuttavia il suo consenso è calato nettamente.Ha perso il supporto dei movimenti ambientalisti a causa del progetto del Trans Mountain Pipeline, il grande oleodotto che dovrebbe portare gran parte del petrolio ricavato dalle sabbie bituminose dalle regioni centrali del Canada verso gli USA. Successivamente il suo governo è stato scosso dall’affare SCN-Lavalin, quando lo staff di Trudeau è stato accusato di aver esercitato pressioni indebite sulla magistratura durante le investigazioni su un caso di corruzione in Libia che coinvolgeva la SCN-Lavalin, una delle più grandi aziende canadesi. Infine ultimamente sono venute fuori foto di Trudeau da giovane “blackfaced” in occasione di alcune feste con amici, cosa che in Canada e negli USA è considerata razzista e irrispettosa verso le popolazioni non-bianche. Intanto, mentre a capo del Partito Conservatore veniva eletto Andrew Scheer, politico abile ma abbastanza incolore, il NDP risorgeva grazie alla guida del carismatico e controverso Jagmeet Singh, primo leader di partito canadese di etnia Sikh.