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IL GIRAMONDO – Elezioni in Estonia: i liberali europeisti verso la vittoria ma avanza la destra xenofoba

 

Bildergebnis für estonia flag bordered Il più ricco, il più democratico e il più liberale tra i paesi dell’ex URSS, il più integrato con l’Europa tra i paesi nordici. Gli elettori dell’Estonia, il piccolo gioiello ex sovietico sul mar Baltico,  sono chiamati il prossimo 3 Marzo  al rinnovo dei 101 seggi del “Riigikogu”, il parlamento monocamerale nazionale.
E’ l’ottava volta che i cittadini estoni eleggono il loro parlamento dall’indipendenza del paese dall’Unione Sovietica nel 1991. Le elezioni si svolgono alla scadenza naturale del parlamento eletto nel 2015.

 

IL SISTEMA POLITICO

 {{{coat_alt}}}L’Estonia è una repubblica democratica rappresentativa parlamentare, basata su di un sistema multipartitico. Il potere esecutivo è esercitato governo, guidato dal Primo Ministro. Il potere legislativo è esercitato  dal parlamento. Il potere giudiziario è indipendente da quello legislative ed esecutivo. 

Il Presidente della Repubblica è eletto dal parlamento per un mandato di 5 anni, rinnovabile al massimo una volta.

Il parlamento dell’ Estonia, il “Riigikogu”, è composto da 101 membri, eletti ogni 4 anni con sistema proporzionale con soglia di sbarramento al 5%. E’ possibile la presentazione di candidature indipendenti. In tal caso il candidato viene eletto nel caso che la percentuale dei voti che prende sia sufficiente ad ottenere un seggio.

Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, l’Estonia è una cosiddetta “Democrazia Imperfetta”, al livello di paesi tipo Stati Uniti, Cile, Giappone e Corea del Sud.