Sono 10 i partiti politici e 15 i candidati indipendenti che si presentano a queste elezioni. Solo 5 o 6 partiti secondo i sondaggi hanno qualche possibilità di superare la soglia di sbarramento e mandare rappresentanti in parlamento.
PARTITO RIFORMATORE ESTONE
Il Partito Riformatore Estone (Eesti Reformierakond, ER) è un partito politico liberale fondato nel 1994 ed è attualmente il più grande partito del paese.
Il partito è stato fondato dall’allora presidente della Banca di Estonia Siim Kallas da una scissione della coalizione di centrodestra al governo. Alle elezioni del 1995, vinse 19 seggi nel Riigikogu, diventando così il secondo partito ed entrando nella maggioranza di centrodestra fino al 1996. Dopo le elezioni del 1999 i Riformisti sono tornati al governo in coalizione con i conservatori fino al 2001, poi ancora dal 2002 al 2003 con il Partito di Centro e infine dal 2003 al 2005 ancora con i conservatori.
Nel 2005 il leader dei Riformisti Andrus Ansip diventa Primo Ministro, carica che manterrà fino al 2014. Alle elezioni del 2007, il partito vince 31 seggi, diventando il più grande partito del paese e rimanendo tale fino ad oggi.
Andrus Ansip, fu sostituito nel 2014 da Taavi Rõivas, che formò una coalizione di centrosinistra con i socialdemocratici. Dopo le elezioni del 2015 la coalizione si è estesa ai conservatori dell’Unione di Pro Patri e Res Publica. Nel 2016 il partito riformatore è andato all’opposizione. Nel 2018 il partito ha eletto come leader Kaja Kallas.
Il Partito Riformatore è ideologicamente liberale sia dal punto di vista sociale che economico. Poiché il partito ha partecipato alla maggior parte delle coalizioni governative in Estonia dalla metà degli anni ’90, la sua influenza è stata significativa, in particolare per quanto riguarda le politiche di libero mercato e bassa imposizione fiscale.
Il partito ha la sua base sociale tra i giovani, le persone istruite, i liberi professionisti, le persone benestanti e gli abitanti delle città.
PARTITO DI CENTRO ESTONE
Il partito di centro estone (Eesti Keskerakond, EK) è un partito centristra populista, moderatamente liberale, fondato nel 1991, rappresentante degli interessi della minoranza russa del paese.
Il partito si presentò per la prima volta alle elezioni del 1992 all’interno della lista del Fronte Popolare. Nel 1995 si presentò con il suo nome ottenendo il 14,2% dei voti e piazzandosi al terzo posto dopo conservatori e riformatori. Entrò al governo con i conservatori ma passò all’opposizione dopo poco più di un anno a causa di uno scandalo di intercettazioni illegali che coinvolse il suo leader.
Nelle elezioni del 1999, il Partito di Centro in opposizione alle politiche liberiste del governo propose una imposta progressiva sul reddito, che gli fece guadagnare il 23,4% dei voti e diventare il primo partito del paese.
Nel 2002 a causa della rottura del governo tra riformisti e conservatori, si formò una “grande alleanza” tra riformatori e centristi.
Il partito migliorò il proprio risultato elettorale nelle elezioni del 2003 ma fu relegato all’opposizione a causa delle sue posizione euroscettiche fino al 2005, quando una nuova rottura tra riformisti, portò di nuovo i centristi al governo con i riformisti.
Nelle elezioni del 2007, pur arrivando al 26,1% dei voti, il partito di centro fu superato dai riformatori, che formarono un governo con i socialdemocratici e i conservatori di Pro Patria. Il partito di centro restò all’opposizione anche dopo le elezioni del 2011 e del 2015, rimanendo comunque il secondo partito del paese.
Nel 2016 il leader storico del partito Edgar Savisaar lasciò lascia l’incarico a Jüri Ratas, il quale spostò il partito su posizione nettamente più europeiste. Dopo l’ennesima crisi di governo tra il partito riformatore e i suoi alleati, Jüri Ratas è diventato Primo Ministro a capo di una coalizione che comprende i socialdemocratici e i conservatori di Pro Patria.
Ideologicamente il partito si dichiara liberale, portatore dei valori della “classe media”. Economicamente si colloca alla sinistra del partito riformista, mentre socialmente è tendenzialmente più conservatore. Infatti è contrario alla depenalizzazione dell’uso di droghe leggere e alla legge sulle unioni civili.
La base elettorale del partito è concentrata soprattutto nella città di Tallin e nelle altre zone urbane abitate dalla minoranza russa.
PARTITO POPOLARE CONSERVATORE ESTONE
Il Partito popolare conservatore dell’Estonia (Eesti Konservatiivne Rahvaerakond, EKRE) è un partito nazionalconservatore fondato nel 2012 da una fusione tra gli agrari dell’Unione Popolare Estone e il gruppo di destra nazionalista Movimento Patriottico Estone. Dal 2013 il suo leader è lMart Helme, ex ambasciatore estone in Russia. Nelle elezioni del 2015 il partito ha ottenuto l’8,1% dei voti e 7 seggi, ma fu escluso dalle consultazioni per la creazione di un nuovo governo a causa delle posizioni razziste di alcuni suoi esponenti.
L’obbiettivo principale del partito è la “sopravvivenza” dell’etnia estone. Molte delle sue politiche sono dirette ad aumentare la natalità della popolazione di etnia estone, fornendo sostegno alle giovani famiglie, a ridurre l’emigrazione degli estoni e a bloccare l’immigrazione in Estonia di cittadini provenienti dall’esterno dell’Unione europea. EKRE è anche fortemente euroscettico e contrario a dare ulteriori diritti alla minoranza russa. Il partito si è detto favorevole all’introduzione della democrazia diretta nel paese tramite referendum popolare. Il leader di EKRE Martin Helme è un ammiratore di Donald Trump, è fortemente contrario alle unioni civili tra partner dello stesso sesso e scettico sull’entità dei cambiamenti climatici.
A livello internazionale il partito è in buoni rapporti con i Nazionalisti Lettoni di “alleanza nazionale” (ERC), con l’UKIP britannico e con la destra nazionalista ucraina.
Il partito ha un gruppo giovanile, chiamato “risveglio blu”, che organizza spesso marce e fiaccolate nazionaliste.
PARTITO SOCIALDEMOCRATICO
Il Partito socialdemocratico (Sotsiaaldemokraatlik Erakond, SDE) è un partito socialdemocratico fondato nel 1990 da una fusione di partiti e movimenti socialdemocratici. Il partito è membro del Partito dei socialisti europei dell’Internazionale socialista. Fa parte della coalizione di governo uscente con centristi e conservatori.
Il partito partecipa alle prime elezioni nel 1992 in coalizione con il Partito Rurale di Centro (agrari) con la lista dei Moderati, prendendo il 9,7% dei voti ed entrando a far parte della coalizione di governo insieme ai conservatori. Dopo le elezioni del 1995 il partito va all’opposizione. Nel 1999 i Moderati ottengono il 15,2% dei voti e diventano il quarto partito del paese, entrando nella coalizione di governo con riformisti e conservatori fino al 2002, per poi rimanere all’opposizione fino alle elezioni del 2007, quando il partito si presenta di nuovo come Partito Socialdemocratico. Dal 2007 al 2009 i socialdemocratici sono di nuovo al governo con riformisti e conservatori per poi tornare all’opposizione fino al 2014 quando formano un governo di centrosinistra con i riformisti. Nel 2016 infine entrano nel nuovo governo con i centristi e i conservatori di Pro Patria, guidato da Jüri Ratas, che è ancora in carica.
Ideologicamente il partito propone una economia sociale di mercato, ispirandosi ai valori socialdemocratici convenzionali tra cui uguaglianza, giustizia sociale, solidarietà e stato sociale.
PATRIA
Patria (Isamaa) è un partito politico conservatore in Estonia fondato nel 2006 dalla fusione di due partiti conservatori: Unione Pro Patria e Res Publica. Nel 2018 il nome del partito è diventato semplicemente “Patria”. Il partito è membro del PPE.
L’Unione Pro Patria fu fondata nel 1995 da gruppi politici democristiani nazionalisti. Alle elezioni del 1999 ottenne il 18,1% dei voti, diventando il secondo partito del paese dopo il Partito di Centro. Il suo leader Mart Laar, diventò primo ministro a capo di una coalizione con il partito riformatore e intraprese una serie di riforme liberiste dell’economia del paese. Nel 2002 il partito andò all’opposizione e nelle elezioni del 2003 scese al 7,3% dei voti. Buona parte dei suoi elettori infatti votarono per Res Publica, un nuovo partito conservatore populista che prese quasi un quarto dei voti, arrivando subito dietro al Partito Riformatore. Il leader di Res Publica, Juhan Parts divenne primo ministro a capo di una coalizione di centrodestra con i riformatori. A seguito di una crisi di governo, nel 2005 Res Publica passò all’opposizione. Nel 2006 l’Unione Pro Patria e Res Publica decisero di formare un’alleanza elettorale che si presentò alle elezioni del’anno successivo arrivando in terza posizione dopo centristi e riformisti. L’Unione entrò in una nuova coalizione di governo guidata da Andrus Ansip del Partito Riformista e rimase al governo fino al 2014, quando il nuovo leader riformista, Taavi Rõivas, decise di fare un governo con i socialdemocratici. Dopo le elezioni del 2015 l’Unione tornò al governo con riformisti e socialdemocrati e nel 2016 entrò con questi ultimi a far parte della nuova maggioranza guidata dal Partito di Centro.
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