Sondaggio Noto: FdI a +4 dalle elezioni, +3 per il M5S, in calo PD e FI, bene Lega e Verdi/Sinistra
Novembre 16, 2022
Sondaggio Termometro Politico: cresce FdI, calano Lega e FI, PD ancora secondo
Novembre 17, 2022

Il Giramondo – Elezioni in Malesia – Un paese dominato da vecchi partiti e vecchissimi politici. I giovani stavolta faranno la differenza?

File:Flag of Malaysia.svg - Wikimedia Commons

Gli elettori della Malesia sono chiamati il prossimo 19 novembre al rinnovo dei 222 seggi del Dewan Rakyat, la Camera bassa del Parlamento Malese. E’ la quindicesiva volta  che i malesi eleggono il loro parlamento dall’indipendenza del paese nel 1957.

Il 14° Parlamento sarebbe dovuto scadere nel luglio 2023, a cinque anni di distanza dalle elezioni del luglio 2018 Tuttavia, su richiesta del Primo Ministro in carica , Ismail Sabri Yaakob , lo scorso 10 ottobre lo Yang di-Pertuan Agong  (Capo Supremo della Federazione) il sultano Abdullah di Pahang, ha sciolto la legislatura.  Assieme alle elezioni parlamentari nazionali si terranno quelle dei parlamenti locali degli stati federali di Pahang, Perak e Perlis, oltre ad alcune elezioni suppletive locali.

Le elezioni federali del 2018 avevano segnato una svolta storica per la Malesia. Per la prima volta infatti dalle prime elezioni dirette tenute nel 1955, c’era stato un cambio di governo. La coalizione di centrosinistra Pakatan Harapan (Alleanza della Speranza) ,  aveva vinto conquistato 113 seggi su 222 nel Dewan Rakayt, sconfiggendo  la coalizione di destra Barisan Nasional (Fronte Nazionale), che aveva ottenuto vinse 79 seggi, che quindi per la prima volta nella sua storia era stata costretta ad andare all’opposizione.   Pakatan Harapan aveva poi formato il governo con il sostegno del Warisan (Partito del Patrimonio di Sabah) un partito regionale del Borneo.  .

Artefici della vittoria dell’opposizione erano stati due antichi rivali politici, entrambi provenienti dal Barisan Nasional: l’ex primo ministro Mahathir Mohamad e l’ex vice primo ministro Anwar Ibrahim.  Mahatir, primo ministro dal 1981 al 2003, è stato per oltre due decenni l’uomo più potente della Malesia, guidando il paese in modo autoritario e paternalistico, ispirandosi al leader storico di Singapore Lee Kuan Yew, Anwar era stato dal 1993 al 1998 vice di Mahatir, ma era caduto in disgrazia dopo aver denunciato la corruzione ei il nepotismo all’interno del principale partito di governo  cioè l’UMNO (Organizzazione Nazionale dei Malesi Uniti).  Anwar fu fatto arrestare con l’accusa di sodomia (che in Malesia è ancora considerata un reato) e di corruzione (che Anwar ha sempre negato).   Anwar rimase in carcere per vari anni e Intorno alla sua figura si raccolsero le principali forze di opposizione al governo malese. Nel 2003 Mahatir si era ritirato ma aveva continuato ad esercitare un significativo potere sulle azioni dei successivi governi.

Nel 2016 i vertici del governo malese, compreso l’allora primo ministro Najib Razak furono coinvolti in uno scandalo finanziario colossale.  Il Dipartimento di Giustizia degli USA accusò il governo malese di aver sottratto 4,5 miliardi di dollari da un fondo sovrano, il 1Malaysia Development Berhad (1MDB), 700 milioni dei quali sarebbero finiti su un conto privato dello stesso Najib.  La reazione dell’opinione pubblica malese fu fortissima e lo stesso Mahathir Mohamad scese in piazza con i manifestanti a protestare contro il governo e chiedere le dimissioni di Najib.   Mahathir decise di fondare un nuovo partito chiamato BERSATU (Partito Unificato Indigeno della  Malesia  e di presentarsi alle elezioni in alleanza con i partiti di centrosinistra de  Pakatan Harapan  alleati di Anwar.    Le elezioni furono uno storico successo per l’opposizione e Mahathir, il 10 May 2018 alla veneranda età di 93 anni, divenne nuovamente primo ministro. L’ex primo ministro Najib Razak fu processato, condannato e imprigionato per lo scandalo 1MBD.

Tutto bene quel che finisce bene?  Purtroppo non era finita  A febbraio 2020, la maggioranza dei 32 membri del Bersatu (dopo aver fatto un accordo sottobanco con il Barisan Nasional) si è ritirata dalla coalizione al governo, facendo perdere al Pakatan Harapan la maggioranza nel parlamento e causando le dimissioni del primo ministro Mahthir.  Nel marzo 2020, Muhyiddin Yassinè membro del Bersatu è stato nominato Primo Ministro di un governo di minoranza formato oltre che dal Bersatu da altri partiti minori, che hanno formato la  coalizione Perikatan Nasional (Alleanza Nazionale), con l’appoggio esterno del Barisan Nasional.   L’instabilità politica è tuttavia continuata, esacerbata dall’impatto della pandemia di COVID-19 . La crisi si è intensificata a metà del 2021, portando alle dimissioni di Muhyddin. il 20 agosto 2021, Ismail Sabri Yaakob membro dell’UMNO è stato nominato nuovo Primo Ministro a capo di una coalizione tra Barisan Nasional e Perikatan Nasional.

In queste elezioni Il Barisan Nasional e il Perikatan Nasional si presentano separate, ognuna con i propri candidati, il che in teoria potrebbe avvantaggiare il Pakatan Harapan. Quest’ultima coalizione, ancora guidata da Anwar, inizia a risentire della calo della popolarità del proprio leader storico, tanto che ad essa si è associata una nuova formazione politica, l’Alleanza Democratica Unita Malese (MUDA) multi-razziale e  formata da candidati giovani, under-35, per dare un segnale di svecchiamento ad una classe politica legata ancora ai leader  di 40 anni fa.  Da notare che in queste elezioni c’è un numero record di quasi 6 milioni di nuovi elettori rispetto alle elezioni del 2018, dato che il parlamento uscente ha abbassato l’età minima per avere diritto di voto da 21 a 18 anni. 

E Mahathir che fine ha fatto? Alla venerandissima età di 97 anni ha fondato un nuovo partito politico, il PEJUANG (Partito dei Combattenti per la Patria) e una nuova coalizione politica, la Gerakan Tanah Air (movimento della Madrepatria)  che presenterà candidati in queste elezioni in opposizione alle altre 3 principali coalizioni.

 

 

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

Shield showing the symbols of the Malaysian states with a star and crescent above and a motto below, supported by two tigers

La Malesia è una monarchia elettiva costituzionale federale e l’unica federazione nel sud-est asiatico. Il sistema di governo è modellato su quello britannico. Il capo dello stato è lo Yang di-Pertuan Agong, comunemente indicato come il re. Il re (che ha un ruolo in gran parte cerimoniale) viene eletto per un periodo di cinque anni da tra 9 dei sovrani ereditari dei 13 stati malesi; gli altri quattro stati, che sono amministrati da un governatore, non partecipano alla selezione. Per accordo informale, la posizione viene sistematicamente ruotata tra i monarchi dei vari stati. L’attuale re é Muhammad V, sovrano di Kelantan.

Il potere legislativo è diviso tra legislature federali e statali. Il parlamento federale bicamerale è composto dalla Camera dei Rappresentanti (Dewan Rakyat) e dal Senato (Dewan Negara).

La Camera dei Rappresentanti, composta di 222 membri, è eletta per un mandato massimo di cinque anni con sistema elettorale maggioritario uninominale ad un turno. I 70 senatori sono eletti ogni tre anni. 26 sono eletti dalle 13 assemblee statali, e gli altri 44 sono nominati dal Re su raccomandazione del Primo Ministro.

Il potere esecutivo spetta al governo, guidato dal primo ministro, che deve essere un membro della Camera. I membri del governo sono scelti tra i membri di entrambe le camere del Parlamento.

Il sistema legale della Malesia si basa sulla Common Law inglese. La magistratura è teoricamente indipendente. La più alta corte nel sistema giudiziario è la Corte federale, seguita dalla Corte d’appello e due tribunali superiori, uno per la Malesia peninsulare e uno per la Malesia orientale. Separati e paralleli ai tribunali civili ci sono i tribunali religiosi, che applicano la legge della Sharia ai cittadini musulmani per quanto riguarda il diritto di famiglia e delle osservanze religiose. L’omosessualità è illegale in Malesia.

Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, la Malesia è una “democrazia imperfetta”, al livello di Lettonia, Lituania, Giamaica e Trinidad & Tobago.

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

Ti sta piacendo questo articolo? Contribuisci alla sopravvivenza di Bidimedia, donando anche solo pochi euro. Grazie!

Sostieni Sondaggi Bidimedia!

Puoi farlo nei modi che ti descriviamo in seguito… E, se puoi, disattiva il tuo ad-blocker, grazie!

Modalità preferita: donazione tramite bonifico tramite al conto dell’Associazione Bidimedia
Conto di BIDIMEDIA
IBAN IT65F0623012782000036505055

Fai una donazione tramite PayPal

Sondaggi BiDiMedia è un sito nato nel 2010. Se vi piace e siete contenti del nostro servizio gratuito potete farci una piccola donazione. Anche di pochi euro. Grazie a chi ci permetterà di crescere sempre di più cliccando sul banner “Dona con PayPal”!

Offrici un caffé con
Ko-fi

Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie!

Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.

Fai i tuoi acquisti cliccando sui banner

In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.

In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.