Sondaggio Noto: FdI a +4 dalle elezioni, +3 per il M5S, in calo PD e FI, bene Lega e Verdi/Sinistra
Novembre 16, 2022
Sondaggio Termometro Politico: cresce FdI, calano Lega e FI, PD ancora secondo
Novembre 17, 2022

Il Giramondo – Elezioni in Malesia – Un paese dominato da vecchi partiti e vecchissimi politici. I giovani stavolta faranno la differenza?

LA STORIA POLITICA

Nel 1957, le colonie inglesi della penisola di Malacca ottennero l’indipendenza dalla Gran Bretagna come Federazione della Malesia. Nel 1963 si aggiunsero gli ex possedimenti britannici di Singapore, Sawarak e Nord Borneo. Nel 1965 infine la città stato di Singapore fu espulsa dalla Federazione. Da allora il potere è rimasto saldo nelle mani della Barisan Nasional, alleanza formata dell’Organizzazione dell’Unione Nazionale Malese (UMNO), più altri partiti minori. La Barisan Nasional è attualmente composta da quattordici partiti, dei quali i più importanti sono l’UMNO, l’MCA (Associazione dei Cinesi da Malesia) e il MIC (Congresso Indiano della Malesia)

Il primo ministro della Malesia è sempre stato dall’UMNO.

I tre partiti di opposizione più importanti della storia politica recente sono il Partito della Giustizia Popolare (Parti Keadilan Rakyat in Malese, abbreviato in PKR), il Partito Islamico Pan-malaysiano (Parti Islam se-Malaysia, o PAS) e il Partito Democratico d’Azione (DAP).

Il Partito islamico della Malesia (PAS) promuove un’agenda politica tendenzialmente islamista, il Partito di Azione Democratica (DAP) una politica economica socialdemocratica, mentre il Partito della Giustizia Popolare pone un forte accento sulla giustizia sociale e la lotta alla corruzione.

La scena politica degli ultimi decenni è stata dominata da Mahathir bid Mohamad Primo Ministro della Malesia per 22 anni di fila dal 1981 al 2003.

Mahathir Mohamad iniziò la sua carriera politica subito dopo la seconda guerra mondiale, partecipando appena ventenne ai movimenti nazionalisti malesi ed entrando a far parte dell’UMNO.

Figura estremamente intelligente e carismatica, diventò presto il portatore degli interessi della maggioranza malese contro la ricca minoranza cinese. Il suo nemico storico era Lee Yaun Yew, il presidente-padrone di Singapore, per il quale ebbe sempre una malcelata invidia.

Durante gli anni di governo Mahathir gestì la forte crescita economica della Malesia, una delle “tigri” economiche dell’Asia, fino alla crisi economica del 1998.

Negli ultimi anni della guerra fredda fu alleato dell’occidente contro i regimi comunisti del sud-est asiatico, ma successivamente diventò verbalmente molto critico degli USA, non accettando il modello occidentale democratico ma affermando, come il suo rivale Lee Kaun Yew che i paesi dell’Asia dovevano sviluppare una loro forma alternativa di democrazia.

Per mantenersi al potere cercò sempre l’appoggio della maggioranza malese della popolazione, rafforzando le leggi a favore del “bumiputra”, intendendo con questo termine le popolazioni native della Malesia in opposizione a quelle cinesi e indiane immigrate negli ultimi due secoli.

Negli anni 90′ poi assecondò l’islamizzazione della maggioranza malese, sviluppando stretti rapporti economici con l’Arabia Saudita, facendo in tal modo aumentare le divergenze tra il partito islamista PAS e gli altri partiti dell’opposizione.

Nel 1998, Mahathir licenziò il vice primo ministro Anwar Ibrahim (che era considerato il suo possibili successore) e lo accusò di condotta immorale e corrotta. Anwar fu arrestato, picchiato mentre era in prigione e accusato di l’ostruzione alla giustizia e sodomia (che in Malesia è un reato per quale è previsto il carcere). Nel 1999 fu condannato a quattro capi di corruzione e a sei anni di prigione. Nel 2000 fu condannato ad ulteriori 9 anni per sodomia, condanna che però non fu considerata valida in appello e Anwar Ibrahim poté uscire dal carcere nel 2005.

Dopo il ritiro dalla scena politica di Mahathir, il suo successore, Ahmad Badawi, vinse le elezioni nel 2004 e rafforzò il controllo dell’UMNO sui media e sulle istituzioni del paese.

Nel 2008, grazie al ritorno sulla scena politica di Anwer Ibrahim, l’opposizione ebbe un buon risultato alle elezioni tanto che Ahmad Badawi fu costretto dal suo partito (e da Mahathir, che ancora controllava l’UMNO) a lasciare di lì a poco il posto di Primo Ministro a Razak Najib, “delfino” di Mahathir. Anwar nel frattempo fu arrestato di nuovo, sempre per l’accusa di sodomia per il quale era stato precedentemente prosciolto, restando in prigione fino al 2012, quando un nuovo tribunale cancellò la condanna

Nonostante questo nel 2013 l’opposizione avanzò ulteriormente e per la prima volta superò il BN, che scese sotto il 50% dei voti. Tuttavia il BN conservò un’ampia maggioranza in parlamento grazie al fatto che le circoscrizioni elettorali avvantaggiavano le zone rurali, dove il BN è forte, a scapito delle città, roccaforti dell’opposizione.

Il governo di Najib Razak, di fronte ad una opposizione sempre più forte, ha accentuato ulteriormente il carattere autoritario del regime, aumentando la censura sui media, modificando i collegi elettorali ancora più a favore dei partiti di governo.

Nel 2014 il leader dell’opposizione Anwar, che stava per essere eletto in parlamento in una elezioni suppletiva, fu arrestato per la terza volta per sodomia, dopo che la corte d’appello aveva annullato la decisione del 2012 di annullare la sua condanna.

Nel 2015 il governo fu travolto dallo scandalo 1MDB, società governativa, da cui erano spariti 11 miliardi di dollari, 700 milioni dei quali furono trovati in un conto estero del Primo Ministro Najib Rakaz.  Il suo portavoce dichiarò che i soldi erano in realtà “un regalo del governo dell’Arabia Saudita per la lotta contro l’ISIS” e il governo impose ai giudici locali di chiudere l’inchiesta (che però andò avanti negli USA) e censurò tutti i media che parlavano dell’argomento, imponendo forti multe a chi non riportava versioni differenti da quella del governo sull’accaduto.

Questo scandalo accese le ire del vecchio Mahathir, che chiese a Najib di dimettersi. A causa della resistenza di Najib, Mahathir chiese al popolo di scendere in piazza per manifestare contro il governo. La risposta di Najib fu quella di stringere la presa sul potere sostituendo il vice primo ministro, sospendendo due giornali e spingendo il parlamento a conferire poteri speciali al primo ministro.  Mahathir allora nel 2017 decise di abbandonare l’UMNO e di fondare un proprio partito Politico, il Partito per l’Unita della popolazioni indigena della Malesia (PPMB) in contrapposizione al BN.

Mahathir si avvicinò quindi ai partiti di opposizione, concludendo un accordo per cui  sarebbe stato il candidato primo ministro per l’alleanza dell’opposizione Pakatan Harapan. Mahathir fece quindi campagna elettorale contro il suo ex partito e il suo ex alleato Najib Razak avendo Wan Azizah Wan Ismail, moglie del suo ex nemico politico, Anwar Ibrahim, come vice.  L’accordo tra i due vecchi nemici Mahathir e Anwar si dimostrò vincente e il Pakatan Harapan vinse le elezioni del 2018, mandando per la prima volta all’opposizione l’UMNO che era stato al governo sin dall’indipendenza del paese.

 

Nelle prossime pagine, i risultati delle precedenti elezioni parlamentari, gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

Ti sta piacendo questo articolo? Contribuisci alla sopravvivenza di Bidimedia, donando anche solo pochi euro. Grazie!

 

Sostieni Sondaggi Bidimedia!

Puoi farlo nei modi che ti descriviamo in seguito… E, se puoi, disattiva il tuo ad-blocker, grazie!

Modalità preferita: donazione tramite bonifico tramite al conto dell’Associazione Bidimedia
Conto di BIDIMEDIA
IBAN IT65F0623012782000036505055

Fai una donazione tramite PayPal

Sondaggi BiDiMedia è un sito nato nel 2010. Se vi piace e siete contenti del nostro servizio gratuito potete farci una piccola donazione. Anche di pochi euro. Grazie a chi ci permetterà di crescere sempre di più cliccando sul banner “Dona con PayPal”!

Offrici un caffé con
Ko-fi

Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie!

Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.

Fai i tuoi acquisti cliccando sui banner

In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.

In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.