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IL GIRAMONDO – Elezioni in Slovenia. Il “piccolo Orban” di Lubiana cerca di tornare al potere

I PARTITI POLITICI

Per le elezioni del 22 Marzo si sono presentate 17 liste, in rappresentanza di 14  partiti  singoli e 3  allenze elettorali. Di queste, circa 6 o 7 ha qualche possibilità secondo i sondaggi di raggiungere la soglia del 4% per essere rappresentati in parlamento.

 

 

PARTITO DEMOCRATICO SLOVENO (SDS)

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Il Partito Democratico Sloveno (Slovenska demokratska stranka, abbreviato in SDS), fondato nel 1989,  è un partito  di destra, nazionalista, populista e xenofobo, guidato dall’ex-Primo ministro Janez Janša. Il Partito Democratico Sloveno è membro del Partito Popolare Europeo, dell’Internazionale Democratica Centrista e del’Unione Democratica Internazionale. Attualmente è presente in parlamento con 24 seggi.

Il Partito Democratico Sloveno raccoglie l’eredità dell’Unione Democratica Slovena e dell’Alleanza Socialdemocratica di Slovenia, fondati rispettivamente nel gennaio e nel febbraio 1989. I due partiti erano membri della coalizione DEMOS che governò la Slovenia dal 1990 al 1992.

L’Unione Democratica Slovena era un partito liberale che nel 1992 si scisse in una componente social-liberale (il Partito Democratico) e una conservatrice (il Partito Democratico Nazionale). L’Alleanza Socialdemocratica Slovena era invece un partito socialdemocratico nato da un movimento sindacale anticomunista. Alle elezioni del 1992 l’Alleanza Socialdemocratica Slovena nel 1992 cambiò nome in Partito Socialdemocratico Sloveno ed entrò a fare parte del secondo governo Drnovšek con la nomina di Janez Janša a Ministro della Difesa. Nel maggio del 1993 Janša fu eletto presidente del partito. Nel 1994 il partito lasciò la maggioranza di governo dopo l’estromissione di Janša dal ruolo di ministro.

Nel 1995 il Partito Socialdemocratico si fuse con il Partito Democratico Nazionale, Sotto la guida di Janša, il partito si spostò progressivamente a destra, fino a diventare il principale partito conservatore di Slovenia. Nel 2000 divenne membro del Partito Popolare Europeo e nel 2003 cambiò il proprio nome in Partito Democratico Sloveno (SDS).

Alle elezioni legislative del 2004, il partito ottenne il 29,1% dei voti e 29 seggi; formò quindi una coalizione di governo guidata da Janša assieme al Partito Popolare Sloveno, a Nuova Slovenia e al Partito Democratico dei Pensionati della Slovenia. Al governo l’SDS avallò il proprio supporto all’agenda proposta dalla Chiesa cattolica; nonostante ciò, la Chiesa ha mantenuto un atteggiamento critico nei confronti del partito a causa di alcune posizioni del governo su gioco d’azzardo, ricerca sulle cellule staminali e a riconoscimento delle unioni civili tra omosessuali.

Alle elezioni politiche del 2008 l’SDS confermò i risultati del 2004,  ma lo scarso risultato degli alleati di governo ne sancì il passaggio all’opposizione.

Alle elezioni del 2011 il partito arrivò secondo dietro Slovenia Positiva di Zoran Janković. Ciò nonostante Janša riscì a formare un governo di centrodestra con altri partiti minori, che però cadde nel Marzo 2013 dopo le accuse di corruzione mosse a Janša dalla Commissione per la Prevenzione della Corruzione.

Alle elezioni politiche del 2014 l’SDS di Jansa scese al 20,7% e 21 seggi dell’Assemblea Nazionale piazzandosi dietro il Partito di Miro Cerar arrivato primo con il 34,5% dei consensi.  Negli anni successivi  Janska spostò ancora più a destra l’asse del partito, basando la sua campagna elettorale sui pericoli derivanti dall’immigrazione, arrivando a punte di vera e propria retorica xenofobica. Questo accrebbe la popolarità dell’SDS che alle elezioni ottenne il 24,9% dei voti e 25 seggi, diventando il primo partito del paese.

Nel febbraio del 2020 Janez Janša fu nominato primo ministro a capo di un governo di centrodestra appoggiato da SMC, NSi  e DeSUS, con l’appoggio esterno dell’estrema destra dell’SNS.

Il nuovo governo di Janša perseguì una politica nazionalista conservatrice con una forte retorica anti immigrazione, cercando di limitare la libertà dei media e proponendo di fare lo stesso con la magistratura, accentrando nettamente il potere sul primo ministro. Alle elezioni del 2022 Janša fu tuttavia sconfitto. Il suo partito ottenne il 23,5% dei voti e 27 seggi, passando all’opposizione del governo di centrosinistra di Robert Golob.

Dal punto di vista ideologico, l’SDS si colloca oggi nell’area della destra nazionalconservatrice europea. Promuove politiche economiche di mercato, una riduzione del ruolo dello Stato nell’economia e un rafforzamento dell’imprenditoria privata. Sul piano politico sostiene valori come la sicurezza, il rafforzamento delle istituzioni nazionali e un’identità slovena forte. Negli ultimi anni il partito ha adottato anche posizioni più critiche verso l’immigrazione e verso alcune politiche dell’Unione Europea, pur rimanendo generalmente favorevole all’integrazione europea e alla cooperazione occidentale.

 

 

MOVIMENTO LIBERTA’ (GS)

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Il Movimento per la libertà (in sloveno : Gibanje Svoboda, GS), precedentemente noto come Partito di Azione Verde (in sloveno : Stranka zelenih dejanj ; Z.DEJ) è un partito politico di centrosinistra ecologista e liberale fondato nel 2021, attualmente alla guida del governo sloveno e presente in parlamento con 39 seggi su 90.
Subito dopo la sua fondazione il partito si è affermato rapidamente come principale forza politica del paese.  La figura centrale del movimento è Robert Golob, manager e imprenditore nel settore energetico, che ne è diventato leader e volto principale. Golob ha guidato il partito alla vittoria nelle elezioni parlamentari del 2022, diventando successivamente primo ministro. Il successo del movimento è stato favorito anche dal desiderio di una parte dell’elettorato di un cambiamento rispetto ai governi guidati dal leader conservatore Janez Janša.

Dal punto di vista ideologico, Svoboda si colloca nell’area del centro-sinistra liberal-progressista. I valori fondamentali del partito sono democrazia, tolleranza e rispetto. Il partito combina elementi di liberalismo politico, attenzione ai diritti civili e una forte sensibilità per le questioni ambientali. L’origine nel movimento ecologista ha lasciato un’impronta significativa: tra le priorità figurano la transizione energetica, lo sviluppo sostenibile e la lotta al cambiamento climatico. Allo stesso tempo il partito sostiene politiche sociali moderate, volte a rafforzare lo stato sociale e a migliorare i servizi pubblici. In particolare Svoboda vuole migliorare  l’assistenza sanitaria pubblica e aumentare il personale di scuole ed ospedali,  riformando il sistema educativo con la digitalizzazione delle scuole. In politica estera e europea, Svoboda si presenta come una forza chiaramente pro-europea e favorevole alla cooperazione internazionale all’interno dell’Unione Europea.

 

 

SOCIALDEMOCRATICI (SD)

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Socialdemocratici (in sloveno Socialni demokrati) sono un partito di centro-sinistra fondato nel 1883, membro del Partito Socialista Europeo e dell’Alleanza Progressista dei partiti socialisti e democratici, attualmente presente nel parlamento sloveno con 8 deputati

Le origini del partito risalgono al 1990, quando la Lega dei Comunisti della Slovenia lasciò la Lega dei Comunisti di Jugoslavia e si rinominò Partito del Rinnovamento Democratico. Nelle prime elezioni democratiche del 1990 il partito ottenne il 17% dei voti e divenne la principale forza d’opposizione contro il governo guidato dalla Coalizione DEMOS. Nel 1992 entrò nel governo d’intesa guidato da Janez Drnovšek. Da allora la sua influenza cominciò a declinare a favore della Democrazia Liberale di Slovenia.

In vista delle elezioni del 1992, il partito formò una coalizione elettorale con alcuni partiti minori della sinistra extraparlamentare (fra cui il Partito Democratico dei Pensionati della Slovenia), che prese il nome di Lista Unita (Združena lista) e ottenne il 13,6%. Nel 1993 venne sancita la trasformazione ufficiale della lista in un partito politico con il nome di Lista Unita dei Socialdemocratici (Zdruzena lista socialnih demokratov, ZLSD).
Il partito entrò a fare parte del secondo governo Drnovšek, che lasciò nel 1996 in disaccordo sulle politiche di welfare. Molti membri lasciarono il partito per ricostituire il Partito Democratico dei Pensionati della Slovenia (DeSUS).
Nel 1997 la direzione del partito venne assunta da Borut Pahor, che avviò un graduale processo di modernizzazione al suo interno, portandolo verso il centro e svincolandolo dall’influenza dell’allora Presidente della Repubblica Milan Kučan (membro fondatore del partito).

Dal 2000 al 2004 il partito partecipò ai governi di Janez Drnovšek e Anton Rop. Nell’aprile del 2005 il partito  assunseil nome attuale. Nel congresso di Nova Gorica, svoltosi lo stesso anno, il partito rinunciò definitivamente al suo passato comunista.

Nel marzo 2007, con la crisi all’interno della Democrazia Liberale di Slovenia (LDS), i Socialdemocratici assunsero la posizione di principale opposizione al governo di centrodestra di Janez Janša. L’opposizione fu apprezzata dagli elettori e alle elezioni del 2008 SD ottenne infatti il 30,5% dei voti, eleggendo 29 deputati e divenendo il primo partito del paese. A seguito di queste elezioni Borut Pahor divenne Primo Ministro a capo di un governo di centrosinistra, sostenuto dai socio-liberali di Zares, da LDS e dal Partito dei Pensionati.

Nel 2011 Zares e il Partito dei Pensionati lasciarono la maggioranza, portando così alla caduta del governo Pahor e a elezioni anticipate. Alle politiche del 2011 i SD ottennero un calo fortissimo, conseguendo il 10,5% dei consensi (-20%) ed eleggendo 10 deputati (-19) e andando all’opposizione del nuovo governo di centrodestra di Janša.
Nel 2013 tuttavia il governo Janša cadde e fu sostituito da un nuovo governo guidato dal leader provvisorio del PS Alenka Bratušek, composto da PS, socialdemocratici e DeSUS.

Le elezioni del 2014 videro un ulteriore calo dei socialdemocratici che si ferrmano al 5,9% dei consensi.  Dopo le elezioni i socialdemocratici entrarono a far parte del governo di Miro Cerar, che comprendeva anche il Partito del Centro Moderno (SMC)  e DeSUS.  Alle elezioni del 2018 il partito salì al 9,9% e ottenne 10 seggi, entrando a far parte del governo di centrosinistra di Marjan Šarec, per poi andare nel 2020 all’opposizione del nuovo governo di centrodestra di Janez Janša.  Infine nelle elezioni del 2022 il partito scese al 6,7% e 7 seggi, entrando poi a far parte del governo di centrosinistra di Robert Golob.

Dal punto di vista ideologico, i Socialdemocratici si collocano nell’area della socialdemocrazia europea. Il partito sostiene un’economia di mercato regolata, con un ruolo importante dello Stato nella redistribuzione delle risorse e nella tutela dei servizi pubblici. Tra le sue priorità figurano la protezione dei diritti dei lavoratori, il rafforzamento del welfare, la sanità e l’istruzione pubblica, nonché politiche di uguaglianza sociale. Sul piano internazionale il partito è fortemente europeista e sostiene una cooperazione stretta all’interno dell’Unione Europea. Nel sistema politico sloveno gli SD rappresentano quindi la principale tradizione socialdemocratica del paese, ponendosi come alternativa progressista alle forze conservatrici.

 

 

DEMOCRATICI (D)

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I Democratici è un partito di centrodestra anti-corruzione, fondato nel 2023, attualmente presente con 3 deputati nel parlamento sloveno, che si presenta per la prima volta alle elezioni. Il partito è nato da una scissione portata avanti da tre deputati del Partito Democratico Sloveno (SDS) guidati da Anže Logar, membro di lunga data del Partito Democratico Sloveno (SDS) ed ex ministro degli esteri, che nel 2022 era stato il candidato alle elezioni presidenziali del partito.

Sul piano ideologico, Demokrati si colloca generalmente nell’area del centro o del centrodestra moderato. Il partito promuove valori come la democrazia liberale, lo stato di diritto, l’economia di mercato e l’integrazione europea. In politica economica sostiene politiche favorevoli all’imprenditorialità, alla competitività e alla modernizzazione dello Stato, mentre sul piano istituzionale pone grande enfasi sulla trasparenza, sull’efficienza dell’amministrazione pubblica e sul dialogo tra le forze politiche. Un elemento distintivo del partito è proprio l’idea di “cooperazione politica”: Demokrati si presenta come una forza pragmatica, meno ideologica rispetto ai partiti tradizionali, e orientata alla costruzione di compromessi per garantire stabilità e riforme nel sistema politico sloveno. Nonostante la sua recente fondazione, il partito mira a diventare un punto di riferimento per l’elettorato moderato e pro-europeo del paese.

 

 

COALIZIONE NUOVA SLOVENIA –SLS – FOKUS  

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Nuova Slovenia – Democrazia cristiana (sloveno: Nova Slovenija – Krščanski demokrati, NSi) è un partito politico democratico-cristiano conservatore, attualmente presente con 8 seggi nel parlamento nazionale. Il partito è stato formato nel 2000 in seguito alla scissione del Partito popolare sloveno unificato e dei cristiano-democratici sloveni (SLS + SKD). NSi è membro del Partito popolare europeo e dell’Internazionale Democratica Centrista.

Nelle elezioni parlamentari dell’ottobre 2000, il nuovo partito ottenne l’8,6% dei voti e otto seggi, collocandosi all’opposizione di tutti i governi di centrosinistra che si sono succeduti alla guida del paese. Dal 2004 al 2008, la Nuova Slovenia ha fatto parte della coalizione di centrodestra guidata dal primo ministro Janez Janša.
Alle elezioni del 2008 il partito è uscito dal parlamento, non avendo superato la soglia del 4% dei voti. N.SI è  poi rientrata in parlamento nelle elezioni successive del 2011, del 2014 e del 2018. Nel 2020 sono entrati nel nuovo governo di centrodestra di Janez Janša fino alle elezioni del 2022, quando ha ottenuto il 6,9% dei voti ed è passato all’opposizione del nuovo governo di Robert Golob.

Dal punto di vista ideologico, NSi si colloca nell’area della democrazia cristiana e del conservatorismo moderato. Il partito sostiene i valori sociali tradizionali e difende la posizione della Chiesa cattolica sulle questioni morali. NSi si oppone al matrimonio tra persone dello stesso sesso e anche all’adozione da parte di coppie dello stesso sesso, sebbene sostenga (e abbia anche votato a favore) l’attuale legislazione, che conferisce determinati diritti alle coppie dello stesso sesso registrate. In campo economico sostiene un’economia di mercato con attenzione alle piccole e medie imprese, alla stabilità fiscale e alla riduzione della burocrazia. Sul piano internazionale NSi è fortemente europeista e favorevole alla cooperazione all’interno dell’Unione Europea e delle istituzioni occidentali.

undefinedIl Partito Popolare Sloveno  (in sloveno : Slovenska ljudska stranka,  SLS) è un partito  conservatore , agrario , cristiano democratico, attualmente senza rappresentanza parlamentare . Fondata nel 1988 con il nome di Unione Contadina Slovena come prima organizzazione politica democratica in Jugoslavia, cambiò il suo nome in Partito Popolare Sloveno nel 1992. Nel  2000 si fuse con i Democratici Cristiani Sloveni per formare il Partito Popolare Sloveno SLS+SKD e cambiò il suo nome nuovamente nel 2001 in Partito Popolare Sloveno. Negli anni Novanta e nei primi anni Duemila il partito ebbe un ruolo significativo nella politica nazionale, partecipando a diversi governi di coalizione. Una figura importante nella sua storia recente è Janez Podobnik, che guidò il partito in una fase di consolidamento dopo la transizione democratica.

Dal punto di vista ideologico, lo SLS si colloca nell’area del conservatorismo agrario di centro-destra. Il partito pone grande attenzione agli interessi delle aree rurali, dell’agricoltura e delle comunità locali. Allo stesso tempo sostiene valori tradizionali legati alla cultura cristiana e promuove politiche economiche orientate al sostegno delle piccole imprese e allo sviluppo regionale.Nel contesto europeo il partito è favorevole alla cooperazione e all’integrazione nell’Unione Europea, cercando di rappresentare soprattutto le istanze delle comunità rurali slovene all’interno della politica nazionale ed europea.

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FOCUS di Marko Lotrič è un partito di centrodestra conservatore fondato pochi mesi fa dall’imprenditore e presidente del Consiglio nazionale sloveno Marko Lotrič . 

Dal punto di vista ideologico, FOKUS si colloca nell’area del centro-destra moderato, con un forte accento sulle politiche economiche e sul sostegno all’imprenditorialità. Il programma del partito enfatizza la crescita economica, la riduzione della burocrazia, la modernizzazione della pubblica amministrazione e lo sviluppo regionale equilibrato. Un altro tema importante è la digitalizzazione dello Stato e dei servizi pubblici, vista come uno strumento per rendere le istituzioni più efficienti e accessibili.

 

 

COALIZIONE LEVICA-VESNA 

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La Sinistra (Sloveno: Levica) è un partito di sinistra socialista, membro dell’Internazionale Progressista, attualmente presente nel parlamento sloveno con 4 seggi. Il partito nacque nel giugno 2017 in seguito alla fusione di formazioni provenienti dall’alleanza “Sinistra Unita”.  A livello europeo è membro del Partito della Sinistra Europea.

Il partito nacque dalla fusione del Partito per lo Sviluppo Sostenibile della Slovenia (TRS) e dell’Iniziativa per il Socialismo Democratico (IDS), già membri dell’alleanza Sinistra Unita. Il terzo membro dell’alleanza, il Partito Democratico del Lavoro, non partecipò  al processo costituente del nuovo partito. Luka Mesec, già leader dell’IDS e portavoce di Sinistra Unita, fu eletto coordinatore. Nelle elezioni del 2018 il partito ha ottenuto il 9,3% dei  voti e 9 seggi ed è entrato a far parte della maggioranza che sosteneva il governo di centrosinistra di Marjan Šarec. Nel 2020, con la caduta del governo, il partito è passato all’opposizione. Alle elezioni del 2022  il partito è sceso al 4,5% dei voti e 5 seggi ed è entrato a far parte del governo di centrosinistra di Robert Golob.

Il programma de La Sinistra  vede tra i suoi punti principali il miglioramento delle condizioni dei lavoratori e l’aumento dei salari, l’aumento degli investimenti in istruzione e ricerca, la lotta alla corruzione, una riforma dell’Unione Europea che permetta il mantenimento e l’espansione dello stato sociale.  Levica critica il neoliberismo e sostiene un ruolo più attivo dello Stato nell’economia. Il partito propone, ad esempio, politiche di redistribuzione della ricchezza, investimenti pubblici nei servizi sociali e un rafforzamento del welfare. Allo stesso tempo promuove politiche ambientaliste e una transizione energetica sostenibile.  In politica estera, Levica mantiene una posizione critica verso alcune strutture della sicurezza occidentale, come la NATO, pur sostenendo la cooperazione europea all’interno dell’Unione Europea. Il partito è inoltre molto attivo nella difesa dei diritti civili, dell’uguaglianza di genere e dei diritti delle minoranze.

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VESNA – Partito dei Verdi è un partito ecologista di centrosinistra, senza rappresentanza parlamentare, membro del Partito Verde Europeo. Il partito fu fondato nel 2022 da un gruppo di esponenti di associazioni ambientaliste.  Alle elezioni politiche dello stesso anno il partito ottenne l’1,5% dei voti.

Dal punto di vista ideologico, Vesna si colloca nell’area dell’ecologismo politico e del progressismo. ll programma del partito si concentra su temi come la lotta al cambiamento climatico, la protezione della biodiversità, lo sviluppo delle energie rinnovabili e la riduzione dell’inquinamento.  L’obbiettivo fondamentale è la transizione verso una società sostenibile  senza abbassare gli standard democratici. Il partito si batte per la salvaguardia della democrazia, dello stato di diritto, dell’importanza della società civile, dei media liberi e indipendenti e dei diritti delle donne e di altri gruppi vulnerabili.  Altri temi importanti sono  l’accesso all’alloggio, la salute pubblica accessibile e di qualità, il lavoro e una nuove modalità di tassazione. Sul piano europeo il partito è favorevole alla cooperazione all’interno dell’Unione Europea e si ispira alle esperienze dei partiti verdi europei. Il nome “Vesna” si riferisce alla divinità slava della primavera.

 

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