Il governo di Jaroslaw Kaczyński ebbe un carattere nettamente nazionalista e fece peggiorare i rapporti tra la Polonia e l’Unione Europa. I pessimi rapporti tra i Jaroslaw e gli alleati di governo, oltre ad alcune defezioni all’interno del partito, privarono il PiS di una maggioranza parlamentare che portò ad elezioni anticipate nel 2007, le quali furono vinte dalla Piattaforma Civica di Donald Tusk, nonostante che nel frattempo il PiS avesse aumentato i propri voti, raggiungendo il 32% delle preferenze. Il PiS tornava quindi all’oppposizione.
Il 10 aprile 2010 Lech Kaczyński moriva in un incidente aereo nei pressi della città russa di Smolenk assieme ad altri alti funzionari dello stato. Furono organizzate elezioni presidenziali anticipate a cui partecipò Jaroslaw Kaczyńsk, che fu però battuto al ballottagio dal candidato di PO, Bronisław Komorowski. Nelle successive elezioni parlamentari del 2011 il PiS ottenne il 29.9% dei voti e rimase all’opposizione.
Negli anni successivi il consenso del PiS si rafforzò notevolmente grazie ad una forte mobilitazione dei gruppi nazionalisti euroscettici e all’appoggio dei settori più conservatori della chiesa cattolica, tra cui la controversa Radio Marija, emittente cattolica nota per le sue trasmissione xenofobe e antisemite.
Nelle elezioni presidenziali del maggio 2015, il candidato del PiS, Andrzej Duda, sconfisse di misura il presidente uscente Komorowski e nelle successive elezioni politiche dell’Ottobre dello stesso anno il PiS riuscì, pur con solo il 37,8% dei voti, ad ottenere la maggioranza assoluta nel parlamento e a formare un governo monocolore, guidato da Beata Szydło, che nel 2017 è stata sostituita da Mateusz Morawiecki. Alle elezioni politiche del 2019 la coalizione Destra Unita ha conquistato la metà dei seggi al Sejm, permettendo al PiS e a Morawiecki di continuare a governare il paese. Alle elezioni presidenziali del 2020 Duda è stato riconfermato sconfiggendo al ballottaggio il sindaco di Varsavia Rafał Trzaskowski candidato per Piattaforma Civica (PO) per soli due punti percentuali di differenza.
Kukiz’15 è un partito populista di destra euroscettico socialmente conservatore, fondato nel 2015 dall’ex musicista Paweł Kukiz, presente nel parlamento uscente con 3 seggi al Sejm e nessuno al Senato.
Kukiz si era presentato come indipendente nelle elezioni presidenziali di quell’anno e, grazie alla sua popolarità come cantante, era arrivato in terza posizione con il 20,8% dei voti. Forte del successo elettorale alle presidenziali, Kukiz decise quindi di fondare un proprio partito politico. Alle elezioni parlamentari dello stesso anno, Kukik’15 ottenne l’8,8% dei voti e 42 seggi in parlamento. Alle elezioni del 2019 il partito ottenne 6 seggi presentandosi all’interno della Coalizione Polacca. A causa delle sue posizioni euroscettiche , nel 2021 l’accordo con la Coalizione Polacca si è rotto e il partito è entrato a far parte della coalizione al potere in appoggio al PiS.
Il programma del partito prevede l’introduzione in Polonia del semi-presidenzialismo e di un sistema elettorale maggioritario per l’elezione della Sejm, oltre all’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Il partito è contrario all’introduzione dell’Euro in Polonia e negazionista sul problema dei cambiamenti climatici.
Polonia sovrana (in polacco : Suwerenna Polska , SP), precedentemente nota come Polonia Solidale (Solidarna Polska) è un partito di estrema desta cattolico-nazionalista, presente nel parlamento uscente con 19 seggi al Sejm e 2 al Senato.
Il partito è stato fondato nel 2012 stata fondata nel 2012, da una scissione della fazione cattolico-nazionalista del PiS. Il partito è socialmente conservatore. Si oppone all’aborto e all’eutanasia, e soprattutto al matrimonio omosessuale. E’ anche fortemente contrario all’immigrazione e tendenzialmente euroscettico e vorrebbe punire il reato di blasfemia con pene fino a 3 anni di carcere. Economicamente il partito è a favore l’intervento del governo nell’economia e a favore dell’aumento delle tasse per le grandi aziende.
Affari polacchi (in polacco : Polskie Sprawy) è un gruppo politico liberalconservatore presente nel parlamento uscente con 3 seggi al Sejm e nessuno al Senato. Il gruppo politico è stato formato nel 2021 da due parlamentari del governo e un deputato dell’opposizione. Il gruppo è composto da esponenti politici filogovernativi moderati di centrodestra.