Sono 618 le liste che si presentano a queste elezioni, per un totale di 5909 candidati. Molte di queste liste fanno riferimento a partiti nazionali, che si presentano con nomi diversi nelle differenti zone linguistiche del paese. Altre sono specifiche dei singoli cantoni. Solo 8 partiti nazionali presentano liste in almeno 13 dei 26 cantoni svizzeri. Ci si aspetta che almeno una decina di partiti riescano ad essere rappresentati nel Consiglio Nazionale.
Unione Democratica di Centro (SVP/UDC)
L’Unione Democratica di Centro (in tedesco Schweizerische Volkspartei, in francese Union Démocratique du Centre, in romancio Partida Populara Svizra) è un partito politico di destra nazionalconservatore xenofobo, islamofobo e anti-europeista. E’ attualmente il maggior partito svizzero, con 53 seggi al Consiglio Nazionale, 5 al Consiglio degli Stati e 2 ministri su 7 nel Consiglio Federale (Guy Parmelin e Albert Rösti). In queste elezioni presenta propri candidati in 25 cantoni su 26 per il Consiglio Nazionale. L’UDC è nata nel 1971 dalla fusione tra il Bauern, Gewerbe und Bürgerpartei (BGB, partito dei contadini, degli artigiani e dei borghesi), presente soprattutto nelle campagne di Zurigo e Berna, e di due partiti moderati della Svizzera tedesca.
Le prime origini dell’SVP risalgono alla fine degli anni ’10, quando furono fondati numerosi partiti cantonali degli agricoltori nelle zone protestanti e di lingua tedesca della Svizzera. Mentre il Partito Democratico Liberale era stato in precedenza il principale partito degli agricoltori, tutto cambiò durante la prima guerra mondiale quando i liberali avevano difeso gli interessi degli industriali delle città contro quelli dei contadini. Con l’arrivo del sistema proporzionale nel 1919, il partito degli contadini ottenne il 15% dei voti facendo eleggere 30 consiglieri nazionali e un senatore. Il consenso elettorale del partito sarebbe rimasto costante nei decenni successivi, per poi declinare negli anni ’60. Nel 1929 Rudolf Minger divenne il primo Consigliere Federale del partito dei contadini. Nel 1936 il partito modificò il proprio nome in Bauern, Gewerbe und Bürgerpartei. Nei decenni successivi il partito rimase un partner di governo affidabile per i democristiani e i liberali, favorendo l’autonomia dei cantoni rispetto al governo federale.
Nel 1971 il BGB si fuse con altri due partiti di centrodestra, dando vita all’SVP/UDC. Dal 1979, con l’elezione di Christoph Blocher al Consiglio nazionale per il cantone di Zurigo, l’SVP/UDC iniziò a spostarsi sempre più a destra. Gli anni ’80 videro una crescente divisione tra la fazione moderata e centristra, rappresentata dal cantone di Berna e quella di destra nazionalista, rappresentata dal cantone di Zurigo. Negli anni ’90 la fazione di Blocher divenne sempre più forte. Il suo stile populista, conflittuale e politicamente scorretto, se da un lato metteva in crisi il sistema di governo consensuale, dall’altro aumentava le simpatie dell’elettorato conservatore per il partito. Blocher concentrò la sua retorica politica soprattutto contro l’Unione Europea e gli immigrati e nelle elezioni del 1999 divenne il primo partito del paese, superando i socialisti. Nel 2003 l’SVP/UDC ottenne il maggior numero di seggi nel Consiglio Nazionale. A quel punto la vecchia “formula magica” di governo non funzionava più e i consiglieri federali dell’SVP/UDC passarono a 2, con l’elezione dello stesso Blocher, che sostituì un ministro democristiano. Ben presto gli altri partner di governo accusarono Blocher di scarsa collegialità ed esasperazione dei toni del dibattito politico, tanto che nel 2007 l’Assemblea Federale decise di estromettere Blocher dal governo e di sostituirlo con la sua compagna di partito Eveline Widmer-Schlumpf. Blocher decise di far passare il partito all’opposizione ed intimò alla neoletta di dimettersi dal partito e dal governo. Invece Eveline Widmer-Schlumpf e l’altro consigliere federale del partito, Samuel Schmid rimasero al governo e le sezioni dell’SVP/UDC dei Grigioni e di Berna, alle quali appartenevano i due ministri, furono espulse dal partito. Le sezioni dissidenti decisero di formare allora il Partito Borghese Democratico. L’SVP/UDC tuttavia ritornò al governo l’anno successivo, quando Schmid fu costretto a dimettersi a causa di uno scandalo politico e fu sostituito da Ueli Maurer. Eveline Widmer-Schlumpf rimase al governo ancora alcuni anni prima di essere sostituita da un altro esponente dell’SVP/UDC. Nelle elezioni del 2015 il partito ha raggiunto il suo massimo storico dei consensi con il 29,4% dei voti per l’elezione del Consiglio Nazionale, scendendo poi al 25,6% nelle elezioni del 2019.
Ideologicamente l’SVP/UDC è formata da un’ala conservatrice, chiamata ala campagnola, e una nazionalista, chiamata ala di Zurigo. Quest’ultima occupa la maggior parte del dibattito politico. Il partito viene spesso accusato di xenofobia dai suoi avversari, da alcuni giornalisti e dalle associazioni contro il razzismo, soprattutto nella svizzera romanda.
Il politica estera l’SVP/UDC si oppone al coinvolgimento della Svizzera nelle organizzazioni intergovernative sovranazionali. E’ assolutamente contrario all’adesione della Svizzera alla UE e vorrebbe far uscire il paese dal trattato di Schengen, inoltre è contrario a legami più stretti con la NATO e alla collaborazione con l’ONU. Il partito si batte per una rigorosa neutralità del Paese e per il mantenimento del forte ruolo dell’esercito svizzero come istituzione responsabile della difesa nazionale.
Il partito vuole rendere più severe le leggi sull’asilo e a ridurre l’immigrazione. Secondo l’SVP/UDC il governo non dovrebbe sprecare denaro pubblico nella previdenza sociale per i residenti che non sono cittadini svizzeri. Il partito è stato il promotore del referendum del 2007 contro la costruzione di minareti in Svizzera e per la limitazione dell’immigrazione dai paesi UE nel 2014. Il partito sostiene che la volontà popolare dovrebbe prevalere sempre sulle leggi nazionali ed internazionali e che i tribunali non dovrebbero prendere decisioni che vanno contro la volontà della maggioranza del popolo.
Dal punto di vista economico il partito è fiscalmente conservatore, favorevole ad una riduzione delle tasse e della spesa pubblica e alla riduzione del deficit. Pur essendo tendenzialmente liberista, è favorevole al mantenimento dei sussidi statali agli agricoltori e allevatori svizzeri. il partito rifiuta l’espansione dello stato sociale. si oppone al finanziamento pubblico delle scuole materne ed è favorevole alle scuole private.
In termini di politica ambientale, dei trasporti e dell’energia, l’SVP/CDU si oppone alle misure governative per la protezione dell’ambiente . Il partito sostiene l’espansione della rete autostradale svizzera ed è contrario agli investimenti per l9încremento del del trasporto pubblico. Il partito è contrario alla ecotasse sulla produzione di gas serra ed è favorevole all’energia nucleare.
Partito Socialista Svizzero (SP/PS)
Il Partito Socialista Svizzero (in tedesco Sozialdemokratische Partei der Schweiz, in francese Parti Socialiste Suisse e in romancio Partida Socialdemocrata de la Svizra) è un partito politico di sinistra, di ispirazione socialdemocratica, membro dell’Alleanza Progressista e associato al Partito Socialista Europeo. Il Partito Socialista conta attualmente 39seggi al Consiglio Nazionale, 11 al Consiglio degli Stati e 2 ministri su 7 nel Consiglio Federale (Alain Berset ed Élisabeth Baume-Schneider). In queste elezioni è presente in 21 cantoni su 26.
Il Partito socialista nacque nel 1888 dalla fusione di vari movimenti sindacali che proponevano una soluzione democratica e non rivoluzionaria alle questioni sociali. I socialisti ottennero il loro primo rappresentante nell’Assemblea Nazionale nel 1890. Nel 1918 il PS organizzò il primo sciopero generale nella storia della svizzera, che costrinse il govenro a fare varie riforme a favore delle classi lavoratrici. Nel 1919, con l’introduzione del sistema proporzionale per l’elezione dei deputati federali,il partito ottenne il 23,5% dei voti e 41 deputati. Nel 1922 fece eleggere il suo primo senatore. Nel 1921 l’ala massimalista del partito si scisse, fondando il Partito Comunista Svizzero. Nelle elezioni del 1928 il PS divenne il più grande partito della Svizzera, posizione che mantenne fino al 1987.
Nelle elezioni federali del 1943 , la SP ottenne il più grande successo elettorale della sua storia con il 28,6% dei voti ed ottenne il più grande gruppo parlamentare. A quel punto i partiti “borghesi” furono costretti a fare entrare i socialisti nel governo federale. Il primo Consigliere Federale socialista fu Ernst Nobs. Nel 1953 il PS passò all’opposizione, per poi tornare al governo nel 1959 con deu consiglieri federali in quella che era la cosiddetta “formula magica”. Negli anni ’80 il partito ha perso parte dei propri consensi, scendendo sotto il 20% dei voti, tuttavia ha nel corso degli anni aumentato il numero dei propri senatori, fino a raggiungere il massimo di 12 nelle elezioni del 2015.
Dal punto di vista economico il PS è un classico partito socialdemocratico, a favore di un governo che offra ampi servizi pubblici, contro il liberalismo economico di vasta portata, a favore del progressismo sociale, per la protezione dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici, per una politica estera aperta e una politica di sicurezza nazionale basata sul pacifismo. È considerato il partito politico svizzero più favorevole ad una adesione all’UE.
Nella politica fiscale il PS si oppone all’idea di abbassare le tasse per i cittadini ad alto reddito. Facendo una campagna per l’armonizzazione di tutte le aliquote fiscali in Svizzera, il PS cerca una maggiore ridistribuzione delle ricchezze. Dal pujnto di vista sociale, il PS vuole migliorare le condizioni di lavoro delle donne con famiglia, aumentando gli asili e le opportunità di lavoro part-time. Il partito è a favore delle unioni civili tra persone dello stesso sesso ed è contro le restrizioni all’ingresso dei migranti nel paese, per i quali sostiene una politica di integrazione. il PS è anche favorevole alla legalizzazione della cannabis.
In politica estera il PS promuove l’ulteriore partecipazione della Svizzera a organizzazioni internazionali e supporta l’ingresso immediato della Svizzera nell’Unione europea. Tuttavia, il PS sostiene il mantenimento della neutralità militare e si oppone all’entrata nella NATO. A seguito dell’invasione russa dell’Ucraina, il PS si è mostrato aperto ad una neutralità meno rigorosa della Svizzera per sostenere maggiori sforzi internazionali da parte della Svizzera nei settori della pace e dei diritti umani. Il partito è anche a favore di leggi più restrittive sul possesso di armi da fuoco.
Per quanto riguarda l’ambiente, il PS infine è a favore dell’introduzione di una ecotassa per finanziare il sostegno statale alla produzione di energie rinnovabili. Propone di postare buona parte del trasporto di merci dalle strade alle ferrovie, è favorevole ad un’espansione della rete del sistema di trasporto pubblico e si oppone all’energia nucleare .
.
PLR.I Liberali Radicali (FDP/PLR)
Il PLR – I Liberali Radicali (in francese: PLR – Les Libéraux-Radicaux; in tedesco: FDPi.Die Liberalen; in romancio: PLD.Ils Liberals) è un partito politico liberalconservatore, fondato nel 2009 a seguito della confluenza di due distinti soggetti politici: il Partito Liberale Radicale / Partito Radicale Democratico e il il Partito Liberale Svizzero. Il partito ha attualmente 29 seggi al Consiglio Nazionale, 12 al Consiglio degli Stati e due ministri (Ignazio Cassis e Karin Keller-Sutter) nel Consiglio Federale. In queste elezioni si presenta in 23 cantoni su 26. A livello internazionale il PLR è membro dell’ALDE e membro osservatore dell’Internazionale Liberale.
ll Partito Liberale Radicale, noto anche come Partito Radicale Democratico fu fondato nel 1894, su ispirazione del radicalismo francese, repubblicano e laico. I radicali sono stati la principale forza del Parlamento federale fino al 1919 ed hanno occupato la maggioranza dei seggi al Consiglio Federale fino al 1943. Il PLR si è caratterizzato fino alla metà del XX secolo come un partito di centro, comunque a sinistra rispetto al Partito Conservatore, poi Partito Democratico Cristiano. In quegli anni la distinzione tra destra e sinistra seguiva infatti l’asse clericali/liberali. Con la nascita del Partito Socialista, ma anche di formazioni politiche minori come il Partito Cristiano Sociale e il Partito Ecologista Svizzero, il PLR è andato collocandosi su posizioni più conservatrici, almeno in campo economico. Con il passare degli anni il suo supporto elettorale è andato diminuendo, superato sia dal Partito Socialista che dai conservatori dell’SVP/UDC arrivando al minimo storico del 15,1% nelle elezioni del 2019.
ll Partito Liberale Svizzero (PLS) è stato un partito politico svizzero di area liberal-conservatrice. Il partito fu fondato nel 1913 come portatore di istanze liberali più moderate rispetto al quelle del Partito Radicale Democratico. Tra il 1917 ed il 1919 espresse anche un suo unico consigliere federale, Gustave Ador. Nel corso degli anni il partito ha ottenuto percentuali nazionali oscillanti tra 2% e il 3% dei voti. .Dopo le elezioni politiche del 2003 il PLS costituì un gruppo parlamentare comune con il Partito Liberale Radicale per poi fondersi con esso nel 2009 nell’attuale Partito Liberale Radicale – I Liberali Radicali.
Dal punto di vista ideologico, il partito vuole proteggere le libertà civili e le responsabilità individuali, richiede tolleranza per le persone con opinioni ed identità diverse, e sostiene l’imprenditorialità, la responsabilità sociale, lo stato di diritto e la democrazia partecipativa. il PLR vuole libertà di scelta in tutti i settori della vita privata. Sostiene la neutralità, il federalismo, la democrazia diretta e la sovranità fiscale di ogni cantone. Il PLR è per una “Svizzera cosmopolita”, che beneficia delle opportunità offerte dalla globalizzazione. Sostiene una stretta cooperazione con l’Unione europea, ma respinge l’adesione ad essa. Il FDP a differenza dell’SVP/UDC ritiene che il diritto internazionale abbia la precedenza sul diritto svizzero, sebbene affermi che gli elettori svizzeri dovrebbero approvare tramite referendum qualsiasi legge che riguardi il diritto internazionale prima che entri in vigore. La politica di immigrazione del partito si basa sull’integrazione degli immigrati e un’azione coerente contro l’abuso delle leggi da parte degli immigrati stessi, con la possibilità di deportare i criminali stranieri, in conformità con il diritto internazionale. Il partito sostiene una politica estera pacifica, che aumenti la sicurezza della Svizzera e impedisca un numero crescente di rifugiati. Dal punto di vista economico il partito è nettamente liberista, a favore dell’iniziativa privata e per semplici leggi fiscali, tasse basse e competizione fiscale tra i cantoni. Chiede uno stato più rispettoso nei confronti dei cittadini, riducendo la burocrazia e la regolamentazione eccessiva, e per uno stato snello con una spesa pubblica inferiore, che offra solo quei servizi che il settore privato non può fornire. Socialmente il partito è moderatamente liberale e ad esempio in linea di principio a favore della fine della proibizione della marijuana..
Alleanza del Centro (DM/LC/AdC)
Il Centro (in tedesco : Die Mitte ; in francese : Le Center) o Alleanza del Centro è un partito politico democristiano di centro-centrodestra. È nato dalla fusione del Partito Popolare Democratico Cristiano della Svizzera (CVP/PDC) e del Partito Democratico Conservatore della Svizzera (BDP/PBD). Dopo la fusione formale dei partiti il 1° gennaio 2021dispone di 28 seggi su 200 nel Consiglio nazionale e di 13 seggi su 46 nel Consiglio degli Stati . Viola Amherd è la rappresentante del partito nel Consiglio Federale.
Il Partito Popolare Democratico Cristiano della Svizzera (CVP) è stato fondato nel 1912 come Partito conservatore cattolico della Svizzera. Dal 1919 in poi, il partito occupò due dei sette posti nel Consiglio Federale. Aiutato dal clima politico del dopoguerra, il partito conobbe il suo apice negli anni ’50: fu rappresentato dalla più grande delegazione parlamentare nell’assemblea nazionale e dal 1954 al 1958 il partito occupò tre seggi su sette nel Consiglio Federale. Tuttavia, il partito dovette rinunciare al terzo seggio a favore della ” formula magica “, che fu introdotta nel gabinetto nel 1959. Nel 1957 cambiò il suo nome in Partito popolare conservatore-cristiano-sociale e nel 1970, il nome fu cambiato in Partito popolare cristiano-democratico della Svizzera. Nel 1963 il PPD ottenne il suo miglior risultato a livello federale con 23,4% dei voti e 48 seggi nel Consiglio Nazionale . Negli anni successivi il consenso elettorale del partito è lentamente declinato, anche a causa della concorrenza dell’SVP/UDC fino ad arrivare all’11,4% del 2019. Nel 2003, con l’elezione del leader dell’SVP/UDC Cristoph Blocher nel Consiglio Federale, i ministri del PPD nel governo Federale scesero da 2 a 1.
Il Partito Democratico Conservatore della Svizzera nacque dopo che nel 2007 l’Assemblea Federale svizzera aveva estromesso il leader dell’SVP/UDC Christoph Blocher dal Consiglio Federale e lo aveva sostituito con la sua compagna di partito Eveline Widmer-Schlumpf. Blocher decise di far passare il partito all’opposizione ed intimò alla neoeletta di dimettersi dal partito e dal governo. Invece Eveline Widmer-Schlumpf e l’altro consigliere federale del partito, Samuel Schmid rimasero al governo e le sezioni dell’SVP/UDC dei Grigioni e di Berna, alle quali appartenevano i due ministri, furono espulse dal partito. Le sezioni dissidenti, assieme ad altre di Zurigo e Glarona, decisero di formare allora il Partito Borghese Democratico.
I due partiti, CVP/PDC e BDP/PBD, avevano discusso di un’alleanza politica simile a quella della CDU/CSU in Germania dal 2012 al 2014, ma i negoziati fallirono. Dopo le elezioni del 2019, quando entrambi i partiti videro diminuire la loro quota di voti rispetto al 2015, i partiti concordarono una fusione completa, ratificata nel 2020. L’accordo tuttavia non è vincolante per i partiti cantonali che in alcuni casi hanno conservatori il vecchio nome per partecipare alle elezioni locali.
Dal punto di vista ideologico la nuova formazione politica rimane un partito democratico-cristiano che si colloca tra il centro e il centro-destra dello spettro politico. Tuttavia rimangono ancora differenze ideologiche tra le due componenti. La fazione che fa capo al vecchio CVP/PDC sostiene l’ economia sociale di mercato e un moderato conservatorismo sociale mentre il quella che fa capo al BDP/PDB è economicamente liberista e moderatamente liberale dal punto di vista sociale.
Ti sta piacendo questo articolo? Contribuisci alla sopravvivenza di Bidimedia, donando anche solo pochi euro. Grazie!
Sostieni Sondaggi Bidimedia!
Puoi farlo nei modi che ti descriviamo in seguito… E, se puoi, disattiva il tuo ad-blocker, grazie!
Modalità preferita: donazione tramite bonifico tramite al conto dell’Associazione Bidimedia
Conto di BIDIMEDIA
IBAN IT65F0623012782000036505055
Fai una donazione tramite PayPal
Sondaggi BiDiMedia è un sito nato nel 2010. Se vi piace e siete contenti del nostro servizio gratuito potete farci una piccola donazione. Anche di pochi euro. Grazie a chi ci permetterà di crescere sempre di più cliccando sul banner “Dona con PayPal”!
Offrici un caffé con
Ko-fi
Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie!
Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.
Fai i tuoi acquisti cliccando sui banner
In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.