IL GIRAMONDO – Elezioni parlamentari a Cipro: la crisi dei partiti tradizionali porterà alla crescita della destra populista o dei progressisti europeisti?
Domenica 24 maggio gli elettori ciprioti sono chiamati alle urne per rinnovare 56 degli 80 seggi del loro parlamento. L’isola è divisa in due entità separate dai tempi dell’invasione turca del 1974. Nel nord dell’Isola è stata stabilita la Repubblica Turca di Cipro del Nord (RTCN) riconosciuta solo dalla Turchia. Nel parlamento di Cipro 28 seggi sono riservati ai rappresentanti del nord dell’isola e quindi a causa della divisione dell’Isola non vengono mai assegnati. Cipro è nota per avere uno dei partiti comunisti più forti d’ Europa, il Partito Progressista dei Lavoratori (AKEL), che è stato varie volte democraticamente al governo dell’isola e ha anche ottenuto un paio di volte la guida del governo. Cipro è una repubblica presidenziale dove il presidente è anche capo del governo, quindi le maggioranza nel parlamento non è sempre rispecchiata in quella di governo. In effetti spesso Cipro ha avuto governi di minoranza che hanno dovuto di volta fare accordi con le varie forze politiche per far approvare le loro decisioni in parlamento.
Dal 2023 presidente del paese è Nicos Christodoulides , indipendente, in passato esponente del Raggruppamento Democratico (DISY), il principale partito di centrodestra del paese. Christodoulides guida un governo centrista di minoranza formato dal Partito Democratico (DIKO), dal Movimento per la Socialdemocrazia (EDEK), e dal Fronte Democratico (DiPa). DIKO e EDEK sono due partiti nazionalisti di centro-centrosinistra che sono stati in passato i maggiori oppositori al dialogo con il governo della RTCN trovare una soluzione federale alla riunificazione dell’isola.
Gli ultimi anni hanno visto un calo dei partiti tradizionali del paese. I due principali partiti rimangono DISY e AKEL, ma i loro consensi sono in netto declino. Anche DIKO ed EDEK, storici partiti di governo, sono in crisi e rischiano un drastico ridimensionamento. Gli ultimi anni hanno visto la crescita dell’estrema destra nazionalista del Fronte Popolare Nazionale (ELAM), che secondo i sondaggi potrebbe diventare il terzo partito del paese. In queste elezioni si presentano nuove formazioni politiche che potrebbero entrare in parlamento. Una di queste è Dignità, Responsabilità, Riforma e Sviluppo (ALMA). Fondato nel maggio 2025 dall’ex Revisore Generale Odysseas Michaelides, ALMA si posiziona come un’alternativa centrista e riformista, puntando a un forte risultato parlamentare come trampolino verso le presidenziali del 2028. L’altra novità di queste elezioni è la lista Democrazia Diretta di Cipro (ADK) , guidata dall’eurodeputato Fidias Panayiotou, diventato famoso come youtuber per i suoi video estremi e bizzarri. Anche Volt , ramo cipriota di Volt Europa, partito fortemente europeista e progressista si presenta alle elezioni parlamentari per la prima volta e potrebbe entrare in parlamento.
Il problema della riunificazione dell’isola, questione “tradizionale” delle campagne elettorali cipriote, quest’ anno ha ceduto il passo ad argomenti come corruzione, trasparenza ed economia. AKEL ha incentrato la sua campagna principalmente sulle questioni sociali, mettendo in evidenza inflazione, costi delle abitazioni e prezzi dell’energia, evitando deliberatamente di fare del problema cipriota e dell’immigrazione i temi centrali. Dall’inizio della campagna domina il dibattito pubblico il tema della corruzione e della trasparenza istituzionale, intensificato dalla pubblicazione di informazioni da parte del candidato di Volt, Makarios Drousiotis, che ha aumentato la visibilità politica del partito (tanto che il partito potrebbe entrare per la prima volta in parlamento) e messo sotto pressione il sistema politico tradizionale. Queste elezioni determineranno non solo la composizione della prossima Camera dei Rappresentanti, ma anche la portata del riallineamento politico in corso. Il risultato mostrerà se i partiti tradizionali riusciranno a mantenere la loro influenza, se le nuove formazioni riusciranno a convertire il malcontento pubblico in rappresentanza parlamentare e se il prossimo Parlamento avrà la legittimità politica necessaria per governare in un contesto di scarsa fiducia pubblica. La coalizione di governo attuale – che riunisce EDEK, DIKO e DiPa, che è minoranza nel parlamento uscente, è destinata ad essere ulteriormente ridimensionata. Il risultato del voto potrebbe quindi rendere ancora più difficile per il presidente governare, costringendolo a cercare nuovi alleati parlamentari in un’aula frammentata e ostile, in cui nuovi partiti anti-establishment detengono un peso crescente.
IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE
La Repubblica di Cipro è una repubblica rappresentativa presidenziale unitaria multipartitica in cui il presidente di Cipro è sia capo di stato che capo di governo. Il potere esecutivo è esercitato dal governo. Il potere legislativo è conferito sia al governo che al parlamento (Camera dei Rappresentanti). La magistratura è indipendente dall’esecutivo e dal legislatore.
Cipro è un’isola divisa dal 1974, quando la Turchia è intervenuta a sostegno del nord in risposta a un colpo di stato militare sull’isola, appoggiato dal governo greco. Da allora, la Repubblica di Cipro riconosciuta a livello internazionale ha controllato i due terzi meridionali, e la Repubblica turca di Cipro del Nord , riconosciuta solo dalla Turchia, il terzo settentrionale. Il governo della Repubblica di Cipro ha continuato ad essere l’unica autorità riconosciuta a livello internazionale sull’isola, sebbene in pratica il suo potere si estenda solo all’area controllata dal governo. Nell’isola sono presenti anche le zone di sovranità di Akrotiri e Dhekelia, territorio britannico d’oltremare che include basi e installazioni militari, che furono mantenute dagli inglesi in base al trattato di indipendenza del 1960.
Il Presidente di Cipro è eletto direttamente utilizzando il sistema a due turni; se nessun candidato ottiene la maggioranza nel primo turno di votazioni, si tiene un ballottaggio tra i primi due candidati. Il mandato di presidente dura 5 anni ed è rinnovabile solo una volta.
Gli 80 seggi alla Camera dei Rappresentanti sono eletti in sei collegi plurinominali. Degli 80 seggi, 56 sono eletti dai greco-ciprioti e 24 dai turco-ciprioti . Tuttavia, a causa della divisione dell’isola nel 1974, i 24 seggi turco-ciprioti non sono stati assegnati e la Camera dei rappresentanti ha avuto de facto 56 seggi dal suo allargamento negli anni ’80. Le elezioni si svolgono con un sistema proporzionale con voto di preferenza e soglia di sbarramento del 3,6% a livello nazionale.
Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, Cipro è una cosiddetta “Democrazia Imperfetta”, al livello di paesi tipo Italia, Lituania, Botswana e Capo Verde.
Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.
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