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IL GIRAMONDO – Elezioni parlamentari a Cipro: la crisi dei partiti tradizionali porterà alla crescita della destra populista o dei progressisti europeisti?

LA STORIA POLITICA 

Cipro, che fino al 1960 è stata una colonia britannica, è stata abitata da fin dai tempi dell’Impero Ottomano da una popolazione in maggioranza di lingua greca e religione greco-ortodossa e una minoranza di lingua turca e religione mussulmana sunnita. Dopo la seconda guerra mondiale si sviluppò una guerriglia anti-britannica che desiderava l’unione politica con la Grecia, la cosiddetta “Enosis“.  La lotta armata era portata avanti dall’organizzazione di destra nazionalista greco-cipriota  EOKA.  Verso la fine degli anni’50 iniziarono i negoziati con il governo britannico per portare alla completa indipendenza dell’isola.  Cipro avrebbe dovuto avere un presidente greco e un vicepresidente turco e le due comunità avrebbero avuto ognuna un numero fisso di parlamentari e di membri del governo. Le elezioni presidenziali del 1959 videro la vittoria dell’arcivescovo greco-ortodosso Makarios II,  carismatico leader politico e religioso e strenuo sostenitore dell’Enosis, alla quale erano contrari sia il governo britannico (che voleva una Cipro indipendente facente parte del Commonwealth) sia la minoranza turca dell’isola.  Makarios entrò in carica nel 1960 quando Cipro diventò ufficialmente una nazione indipendente.  La Gran Bretagna tuttavia conservò la propria sovranità nelle  zone di Akrotiri e Dhekelia, dove aveva le proprie basi militari nel Mediterraneo, sovranità che conserva ancor oggi.

Nelle prime elezioni parlamentari nel 1960, gli elettori greco-ciprioti diedero una maggioranza schiacciante alla destra nazionalista del Fronte Patriottico, con i comunisti del Partito Progressista dei Lavoratori (AKEL) come maggiore forza di opposizione, mentre gli elettori turco-ciprioti votarono in massa per i conservatori dell’Unione Nazionale Turca di Cipro (KMTB).

Nel  1963, il presidente Makarios  fece emendare la costituzione, eliminando le disposizioni speciali a favore della minoranza turco-cipriota, espellendo tutti i ministri e i funzionari governativi turchi dal governo, compreso Fazıl Küçük,  vicepresidente di Makarios II.  Questo provocò manifestazioni di protesta da parte della popolazione turca che presto si trasformarono  in scontri armati tra le due comunità, talmente gravi che dovettero richiedere l’intervento dei caschi blu delle Nazioni Unite.  I greco-ciprioti nel frattempo avevano iniziato una pulizia etnica nei confronti dei turco-ciprioti, espulsi dalle loro case e rinchiusi in piccole enclavi. Il governo turco avrebbe voluto intervenire militarmente ma sia l’ONU che i vertici della NATO si opposero.   Nel 1967 e 1968 ci furono nuovi scontri interetnici e i turchi-ciprioti costituirono un’amministrazione provvisoria nelle zone da loro occupate.  Nel 1968 Makarios II fu rieletto presidente con il 96,3% dei voti. Nel 1970 si tennero nuove elezioni parlamentari che elessero solo i parlamentari greco-ciprioti.  Il partito comunista AKEL ottenne quasi il 40% dei voti ma la maggioranza relativa dei seggi andò al partito conservatore Eniaion, avvantaggiato del sistema elettorale uninominale maggioritario. Nel 1973 Makarios fu riconfermato automaticamente alla presidenza in mancanza di un candidato alternativo.

Nel frattempo nel 1967 in Grecia erano andati al potere i militari che avevano rovesciato il governo democratico di Georgios Papandreou.  Makarios con il passare degli anni si dimostrò sempre ostile alla dittatura greca. I colonnelli al potere ad Atene accusarono Makarios di non essere più interessato all’Enosis ma di voler trasformare Cipro in un suo *regno* personale. Il leader della giunta greca, Dimitrios Ioannidis lo accusò addirittura di essere un simpatizzante comunista filosovietico e con questo pretesto organizzò un movimento armato di estrema destra chiamato EOKA-B, il cui scopo era quello di rovesciare il regime di Makarios, cosa che effettivamente accadde il 15 luglio 1974.  Cinque giorni dopo l’esercito turco invadeva  il nord dell’isola, citando il “trattato di garanzia” del 1960 che consentiva a Grecia, Turchia e Regno Unito di intervenire militarmente nell’isola in caso di colpo di stato.  Il rischio di una guerra tra Turchia e Grecia, due paesi membri della NATO,  alleati strategici degli USA contro l’Unione Sovietica, convinse gli USA a spingere per la fine della dittatura militare greca. Mentre il regime dei colonnelli affondava, Makarios riprese possesso della presidenza di Cipro.

Nel frattempo le truppe turche avevano preso il controllo del 38% dell’isola. Circa 200.000 greco-ciprioti fuggirono dalle aree settentrionali sotto occupazione turca, mentre allo stesso tempo 60.000 turco-ciprioti furono trasferiti in queste aree settentrionali grazie ad un accordo mediato dalla Gran Bretagna e dalle Nazioni Unite.  Da allora, solo la parte meridionale del paese è rimasta sotto il controllo del governo di Cipro riconosciuto a livello internazionale,  mente la parte settentrionale è finita sotto il controllo di un governo autonomo filo-turco, con le truppe dell’ONU ad occupare una “zona cuscinetto” tra le tue aree che taglia quasi orizzontalmente il paese in due. Nel 1983, l’area controllata dai turco-ciprioti si sarebbe dichiarata Repubblica turca di Cipro del Nord , riconosciuta solo dalla Turchia.

Le elezioni politiche del 1976 videro la netta vittoria dell’alleanza dei partiti di sinistra, guidati dall’AKEL, che ottenne 34 dei 35 seggi destinati alla maggioranza greco-cipriota (i 15 seggi destinati alla minoranza turca vennero lasciati vacanti). L’anno successivo Makarios morì e il suo posto fu preso dall’allora vicepresidente, il socialdemocratico Spyros Kyprianou del Partito Democratico (DIKO), il quale fu confermato l’anno successivo e rieletto nel 1983.  I partiti di centrosinistra ottennero la maggioranza dei seggi anche nelle elezioni del 1981,  dove tuttavia AKEL ottenne solo 12 seggi, tanti quanti quelli del partito conservatore Raggruppamento Democratico (DISY).  Nel 1983  il numero di seggi fu portato a 56 ( 80 in totale inclusi quelli della minoranza turca). Nel 1985 i conservatori del DISY ottennero la maggioranza relativa con 19 seggi su 56, mentre la maggioranza rimase ai partiti di sinistra.  Nel 1988 fu eletto presidente George Vassiliou, un indipendente sostenuti dai comunisti di AKEL. Le elezioni politiche del 1991 diedero nuovamente la maggioranza relativa al DISY con 20 seggi, seguito dall’AKEL con 18.

Le elezioni presidenziali del 1993 furono una svolta per Cipro, dato che videro l’elezione per la prima volta dai tempi di Makarios di un leader conservatore, il leader del DISY Glafcos Clerides, che sconfisse per una manciata di voti il presidente uscente Vassiliou e fu poi riconfermato nelle elezioni del 1998.  Le elezioni politiche del 1996 confermarono gli equilibri di quelle del 1993, con 20 seggi al DISY E 19 all’AKEL. Nelle elezioni del 2001 fu invece l’AKEL ad andare in testa, con 20 seggi contro i  19 del DISY.

Sotto la presidenza di Clerides ripresero i colloqui per portare alla riunificazione dell’isola. A tale proposito le Nazioni Unite presentarono il Piano Annan, che avrebbe consentito la riunificazione, dopo che fosse stato approvato in un referendum popolare da entrambe le parti dell’isola. Nel 2003  la zona cuscinetto controllata dalle Nazioni Unite è stata parzialmente aperta, consentendo il passaggio della popolazione tra le due zone dell’isola. Clerides portò avanti anche i negoziati per l’ingresso di Cipro nell’Unione Europea, che avvenne nel 2004 e l’ingresso nella zona Euro, che avvenne nel 2008.  Nel 2003 tuttavia fu eletto presidente il socialdemocratico Tassos Papadopoulos, contrario all’accordo dell’ONU.  Il risultato fu che nel referendum del 2004 l’accordo fu approvato dalla parte turca dell’isola ma respinto da quella greca, il che riportò le trattative al punto di partenza.

Nelle elezioni parlamentari del 2006 DISY e AKEL finirono alla pari con 18 seggi ciascuno. Nelle elezioni del 2008 fu eletto presidente il comunista Demetris Christofias, prima volta che in un paese occidentale gli elettori sceglievano direttamente un comunista come proprio capo di stato. Le elezioni parlamentari del 2011  videro i conservatori del DISY passare in testa con 20 seggi contro i 19 all’AKEL.  Nel 2013 fu eletto presidente il leader del DISY Nicos Anastasiades, che fu  poi rieletto nel 2018.   Nelle elezioni parlamentari del 2016 sia DISY che AKEL persero terreno scendendo rispettivamente a 18 e 16 seggi.

Nel 2017 i negoziati per la riunificazione di Cipro fallirono a causa di disaccordi su questioni chiave come la sicurezza, la governance, e il ritiro delle truppe turche. La Turchia  mantenne una posizione rigida, ostacolando qualsiasi soluzione federale. Tra il 2016 e il 2020 emerse uno scandalo legato alla vendita di passaporti ciprioti a investitori stranieri (soprattutto russi e cinesi) in cambio di investimenti immobiliari. Lo scandalo mise in crisi la credibilità del governo Anastasiades, alimentando il malcontento verso la classe politica tradizionale, favorendo la crescita di partiti di opposizione in particolare l’estrema destra del Fronte Nazionale Popolare (ELAM) diventato il quarto partiti del paese dopo DISY, AKEL e DIKO, mentre altri nuovi partiti  centristi ed ecologisti entravano in parlamento.

 

Nelle prossime pagine gli sviluppo politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

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