Ziaur Rahman fu assassinato nel 1981 in un attentato organizzato da un gruppo di militari vicini alla Lega Awami. Il vicepresidente Abdus Sattar divenne quindi presidente e fu confermato nelle successive elezioni presidenziali. Sattar era un giudice ostile alla presenza dei militari all’interno del paese. Si mise ben presto in conflitto con l’esercito, i cui vertici organizzarono un nuovo colpo di stato. Sattar fu deposto nel Marzo 1982 e il governo fu preso in mano da una giunta militare guidata dal generale Hussain Muhammad Ershad, che si fece eleggere presidente l’anno successivo. Ershad, continuò la politica conservatrice di Ziaur Rahman e in politica estera si avvicinò agli USA di Ronald Reagan. L’opposizione al regime di Ershad si coagulò intorno ai due maggior partiti del paese: la Lega Awami, guidata da Sheikh Hasina, figlia di Mujibur Rahman, e il BNP, guidato da Khaleda Zia, la vedova di Ziaur Rahman. Ershad cercò di dare una parvenza di democraticità al suo regime, organizzando elezioni parlamentari parzialmente libere nel 1986, nel quale il partito da lui fondato, il Jatiya Party (JP) conquistò il 42% dei voti e 153 seggi su 300. Nelle elezioni successive del 1988, boicottate da entrambi i maggiori partiti di opposizione, il JP prese il 68% dei voti e 253 seggi.
Dagli anni ’90 ad oggi: le sfide elettorali dell’Orfana e della Vedova
Dopo la fine della Guerra Fredda Ershad perse il supporto degli USA. Una rivolta popolare nel 1990 lo costrinse alle dimissioni e nel 1991 vennero organizzate libere elezioni dove la Lega Awami di Sheikh Hasina (l’Orfana) e il BNP di Khaleda Zia (la Vedova) si sfidano direttamente. Il risultato vide entrambi i partiti prendere il 30% dei voti, ma a causa del sistema elettorale, il BNP prese 140 seggi contro gli 88 della Lega Awami e Khaleda Zia diventò Primo Ministro.
Il governo del BNP attuò una politica economicamente liberista che portò ad un netto miglioramento dell’economia del paese. Tuttavia lo scontro sociale restava altissimo. Le elezioni del Febbraio 1996 furono boicottate dall’opposizione. Si procedette a nuove elezioni nel Giugno dello stesso anno, che videro la vittoria della Lega Awami con 146 seggi e la nomina di Sheikh Hasina come primo ministro. Sheikh Hasina proseguì la politica di liberalizzazione economica del precedente governo e rafforzò le relazioni con l’India. Nelle elezioni del 2001 BNP e Lega Awami presero entrambi poco più del 40% dei voti ma il BNP ottenne la maggioranza assoluta dei seggi grazie ad una alleanza elettorale con il Jayita Party e alcuni partiti della destra islamica. Khaleda Zia divenne nuovamente primo ministro.
Gli anni successivi videro nuova crescita economica ma una grossa tensione sociale, alimentata anche dall’irruzione sulla scena politica dei movimenti integralisti mussulmani e da attentati organizzati da gruppi terroristi islamici. Imponenti scioperi organizzata dalla Lega Awami portano il paese sull’orlo del caos. Alla vigilia delle elezioni del 2006 Khaleda Zia si dimise e i militari presero il potere, instaurando un governo di tecnici che annullò lo svoglimento delle elezioni. Dopo due anni di negoziati, Lega Awami e BNP si accordarono per nuove elezioni. Stavolta fu la Lega Awami ad accordarsi con il Jayita Party di Ershad e alle elezioni del 2008, la “Grande Alleanza”, composta da Lega Awami, JP e vari partiti di sinistra, conquistò la maggioranza assoluta dei seggi. Sheikh Hasina era di nuovo primo ministro. L’opposizione di Khaleda Zia non si fece attendere. Enormi scioperi e manifestazioni di piazza bloccarono il paese per settimane. Inoltre cominciò a farsi sentire sempre più pesantemente l’influsso delle idee radicali islamiche nella società. Sheikh Hasina rispose in maniera autoritaria, sciogliendo i partiti islamici alleati di Zia, facendo arrestare vari capi dell’opposizione e mettendo la stessa Khaleda Zia agli arresti domiciliari. Il BNP e i suoi alleati decisero allora di boicottare le elezioni del 2014, alle quali parteciparono solo la “Grande Alleanza” guidata da Sheikh Hasina e alcuni partiti minori
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