In queste elezioni sono 9 i partiti politici giapponesi che si presentano per la parte proporzionale, mentre vari partiti minori e candidati indipendenti si presentano nei collegi uninominali maggioritari.
Partito Liberal Democratico (LDP)
Leader
Ideologia
Nazionalismo
Conservatorismo
Sanae Takaichi
Collocazione politica
Destra
Affiliazione internazionale
Unione Democratica Internazionale
Risultati ultime elezioni
Percentuale
26.7%
Seggi
191
Il Partito Liberale Democratico (Jiyu-Minshuto) , è un partito conservatore, nazionalista ed economicamente liberale. Fondato nel 1955, il Partito Liberaldemocratico è il più grande partito del paese ed è stato al governo per buona parte della sua esistenza.
Il Partito Liberal Democratico nacque nel 1955 come frutto dell’unione di due partiti di centrodestra, il Partito Liberale ( Jiyutō) e il vecchio Partito Democratico Giapponese (Nihon Minshutō). Entrambi ideologicamente conservatori, i due partiti si unirono per fronteggiare l’allora Partito Socialista Giapponese. La nuova coalizione formò il primo governo a maggioranza conservatrice della storia del Giappone e continuò a governare il paese ininterrottamente fino al 1993. Tra il 1993 e il 1994 il Partito Liberaldemocratico, pur essendo ancora il primo partito del paese, fu mandato all’opposizione da una coalizione di 7 partiti dell’opposizione. Nel 1994 l’ LDP riuscì a tornare al potere grazie ad un inedita alleanza con il Partito Socialista. Dopo le elezioni del 1996 il LDP riuscì di nuovo ad avere la guida del governo. Dal 1999 in poi governò in coalizione con il partito Komeito di ispirazione buddista. Nelle elezioni del 2009 il partito ha perso per la prima volta la maggioranza relativa dei seggi, che è andata al Partito Democratico, il quale ha formato il nuovo governo, relegando l’LDP all’opposizione per i successivi 3 anni. Dopo la vittoria alle elezioni del 2012 l’LDP ha ripreso il controllo del governo, ancora una volta in coalizione con il Komeito, sotto la guida di Shinzo Abe. Quest’ ultimo è rimasto primo ministro fino al 2020, quando si è dovuto ritirare per motivi di salute. Negli anni ssuccessivi con i primi ministri Yoshihide Suga, Fumio Kishida, e Shigeru Ishiba, il partito ha subito un sensibile declino elettorale pur restando la principale forza politica del paese. A seguito del pessimo risultato delle elezioni per il senato del 2025, è stata eletta leader del partito e successivamente capo del governo Sanae Takaichi, rappresentante dell’ala conservatrice del partito.
Il partito non ha un’ideologia ben definita,. Essendo un grande partito al potere da lungo tempo è diviso in molte correnti che vanno dalla destra nazionalista al centro liberale. L’ LDP tradizionalmente ha sempre avuto alcuni obbiettivi fondamentali: una rapida crescita economica basata sulle esportazioni e una stretta collaborazione con gli Stati Uniti nella politica estera. Negli anni recenti il partito ha abbandonato la filosofia pacifista del Giappone del dopoguerra a favore di una politica di rimilitarizzazione attraverso la revisione della costituzione. Il partito vuole anche aumentare il bilancio della difesa raggiungendo il 2% del PIL. Il partito non ha mai riconosciuto la legittimità del governo comunista della Corea del Nord ed è favore a sanzioni più severe contro il regime di Pyongyang per ottenerne la denuclearizzazione, tuttavia il partito ha sempre cercato di mantenere ottimi rapporti con la Cina comunista nonostante gli scontri diplomatici degli ultimi anni. Il partito è favorevole alla continuazione dell’uso dell’energia nucleare e intende offrire sussidi statali alle piccole e medie imprese colpite dagli effetti economici della pandemia di Covid-19. Nonostante la sua ideologia liberista, il partito è infatti a favore del supporto dello stato per le aziende giapponesi. Un importante punto del programma del partito per queste elezioni è la riforma della pubblica amministrazione, in particolare lo snellimento della burocrazia governativa e la privatizzazione delle imprese statali.
Da notare che l’attuale primo ministro Sanae Takaiki, gli ex primi ministri Fumio Kishida ,Yoshihide Suga e Shinzo Abe e molti ministri presenti e passati dell’ LDP sono anche membri noti di Nippon Kaigi , un’organizzazione monarchica ultranazionalista.
Alleanza per la Riforma Centrista (CRA)
Co-leaders
Ideologia
Centristi
Yoshihiko Noda
Tetsuo Saito
Collocazione politica
Centro
Affiliazione internazionale
Nessuna
Risultati ultime elezioni (somma di CDP e Komeito)
Percentuale
32.1%
Seggi
172
L’Alleanza per la Riforma Centrista (in giapponese : Chūdō Kaikaku Rengō ) , abbreviata in Chūdō o CRA , è un partito politico centrista, formatosi nel gennaio 2026 dalla fusione del Partito Democratico Costituzionale del Giappone e del Komeito .L’alleanza è avvenuto dopo che il Komeito ha concluso l’accordo di coalizione con il Partito Liberal Democratico (LDP) che durava da 26 anni, citando questioni come scandali sui finanziamenti politici e disagio per lo spostamento a destra del LDP sotto il primo ministro Sanae Takaichi .
Il Partito Costituzionale Democratico del Giappone (Rikken Minshutō, CDP) è una forza politica di centro-sinistra, fondata nel 2017 da Edano Yukio. La sua nascita avvenne in un contesto di forte frammentazione dell’opposizione, dopo lo scioglimento del Partito Democratico e la decisione di parte dei suoi membri di confluire in formazioni più centriste. Il CDP si presentò fin dall’inizio come un punto di riferimento per l’elettorato progressista contrario alle politiche del governo guidato dal Partito Liberal Democratico. Alle elezioni del 2017, il partito ottenne un risultato superiore alle aspettative, diventando rapidamente la principale forza di opposizione alla Camera bassa. Nel 2020 il CDP si è poi fuso con altre forze di opposizione, mantenendo il nome e rafforzando la propria struttura organizzativa, pur dovendo gestire al suo interno una certa eterogeneità ideologica.
Il Kōmeitō (公明党), traducibile come “Partito del Governo Pulito”, è un partito politico giapponese fondato nel 1964. La sua origine è strettamente legata al movimento buddhista laico Sōka Gakkai, una delle più grandi organizzazioni religiose del Giappone. Sebbene Kōmeitō affermi formalmente la separazione tra religione e politica, il legame storico e organizzativo con Sōka Gakkai ha profondamente influenzato la sua identità e la sua base elettorale. Negli anni Sessanta e Settanta il partito si affermò come forza riformista, puntando su temi come la moralizzazione della vita pubblica, il benessere sociale e la difesa delle classi urbane a reddito medio-basso. Dopo alcune crisi e riorganizzazioni negli anni Novanta, Kōmeitō assunse l’attuale configurazione e divenne un alleato stabile del Partito Liberal Democratico (LDP), entrando regolarmente nei governi di coalizione dal 1999 in poi.
Chūdō è la traduzione giapponese del termine buddista “via di mezzo” ed è associato al movimento religioso Soka Gakkai. Il Komeito ha proclamato il “mediocrismo”(中道主義, Chūdō Shugi ) nella sua piattaforma politica. L’ex leader del Komeito e co-leader del CRA Tetsuo Saito ha affermato che il significato di Chūdō non è quello di prendere il punto medio tra destra e sinistra, ma di mirare alla costruzione del consenso tra opinioni diverse, piuttosto che creare divisione o conflitto.
Il programma del nuovo partito include un rafforzamento della sicurezza sociale, una società inclusiva, il raddoppio del prodotto interno lordo pro capite, una politica diplomatica e di sicurezza realistica e una riforma politica ed elettorale-. Nello specifico, il partito ha indicato cinque pilastri politici: crescita economica sostenibile, un nuovo modello di sicurezza sociale, una società inclusiva perseguendo la parità di genere e riducendo i divari di opportunità nell’istruzione, politiche estere e di difesa realistiche incentrate sull’alleanza Giappone-Stati Uniti e sulla diplomazia di pace e riforme costanti (inclusa la trasparenza nei fondi politici e le riforme elettorali). Il partito perseguirà anche una riduzione dell’imposta sui consumi, riducendo permanentemente a zero l’imposta sui consumi per i prodotti alimentari. Per compensare il deficit di entrate, il partito propone la creazione di un fondo sovrano .
Il Partito Comunista Giapponese (Nihon Kyōsantō, JCP) è uno dei partiti comunisti più antichi ancora attivi al mondo. Fondato nel 1922, Il Partito Comunista Giapponese ha le sue origini nei movimenti anarco-sindacalisti e socialisti cristiani che si erano sviluppati in Giappone all’inizio del ‘900. Nel 1925 il partito fu messo fuorilegge dal governo di destra monarchico-nazionalista dell’epoca. I suoi membri furono imprigionati e sottoposti a corsi forzati di “riconversione” anticomunista. Alcuni di essi furono giustiziati con l’accusa di essere spie sovietiche.
Nel 1945, all’indomani della sconfitta nella seconda guerra mondiale, il Partito Comunista fu legalizzato e fu in grado di partecipare alle elezioni. Il partito aumentò rapidamente la sua forza e nel 1949 ottenne quasi il 10% dei voti, inviando 35 rappresentanti alla Dieta. In reazione al successo elettorale del JCP e a causa delle crescenti tensioni della Guerra Fredda , le autorità di occupazione degli Stati Uniti e il governo giapponese effettuarono una “epurazione” di massa dei simpatizzanti e iscritti al partito , licenziando decine di migliaia di comunisti e presunti tali dagli uffici governativi, dalle scuole, dalle università e spingendo le grandi aziende private a fare altrettanto. L’epurazione fu ulteriormente accelerata in risposta allo scoppio della guerra di Corea, Il risultato fu che nelle elezioni del 1952 il partito perse tutti i suoi rappresentanti in parlamento. Il Partito Comunista riuscì a tornare in parlamento nel 1953 ma rimase una forza minoritaria ai margini della vita politica del paese per quasi due decenni. Alla fine degli anni ’60 il partito prese le distanze sia dall’Unione Sovietica che dalla Cina Maoista e aumentò notevolmente il proprio consenso elettorale, tornando a superare il 10% alle elezioni del 1972, 1976 e 1979. Negli anni 80′ il suo consenso cominciò a declinare, tuttavia il Partito Comunista non risentì del crollo dell’URSS e mantenne il suo nome e la sua ideologia anche negli anni successivi.
Alle elezioni del 1996, in corrispondenza del crollo elettorale del Partito Socialista dopo la sua partecipazione al governo, il Partito Comunista ottenne il suo miglior risultato di sempre con l’11,6% dei voti e 26 deputati alla Camera dei Rappresentanti. Successivamente il partito tornò a declinare, scendendo fino al 6,2% nelle ultime elezioni.
Il Partito Comunista Giapponese sostiene l’istituzione di una società basata sul socialismo scientifico , il comunismo , la democrazia , la pace e l’ antimilitarismo . Si propone di raggiungere i suoi obiettivi lavorando in un quadro democratico mentre lotta contro ciò che descrive come “l’ imperialismo e il suo alleato subordinato, il capitale monopolistico”. Il partito non sostiene la rivoluzione violenta, propone invece una “rivoluzione democratica” per ottenere “un cambiamento democratico nella politica e nell’economia” e “il completo ripristino della sovranità nazionale del Giappone “, che vede come violata dall’alleanza di sicurezza del Giappone con gli Stati Uniti , sebbene difenda fermamente l’ articolo 9 della Costituzione giapponese e miri a sciogliere le Forze di autodifesa giapponesi , che considera incostituzionali e a causa della sua opposizione alla rimilitarizzazione del Giappone. Nonostante la sua opposizione agli USA, il Partito Comunista Giapponese critica la politica della Cina e quella della Corea del Nord.
Il Partito Comunista è stato tradizionalmente contrario all’esistenza della Casa Imperiale. Solo nel 2004, ha riconosciuto l’ imperatore come capo di stato del Giappone, tuttavia il partito vuole che in futuro i cittadini giapponesi possano scegliere in un referendum costituzionale se trasformare il paese in una repubblica. Il partito è anche contro l’uso da parte del Giappone della sua bandiera nazionale e dell’inno nazionale che vede come una reliquia del passato militarista del Giappone.
Il Partito Comunista è socialmente progressista, sostiene la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso e l’aumento della partecipazione femminile nella vita politica del paese. In ambito economico e sociale, il JCP critica il capitalismo neoliberale, le privatizzazioni e la crescente precarietà del lavoro. Promuove un forte stato sociale, la riduzione delle disuguaglianze, salari più alti, diritti sindacali rafforzati e politiche ambientali rigorose. È inoltre contrario all’energia nucleare, posizione rafforzata dopo il disastro di Fukushima del 2011.
Pur non avendo mai governato a livello nazionale, il Partito Comunista Giapponese mantiene una presenza stabile in parlamento e nelle amministrazioni locali, rappresentando una delle principali voci della sinistra giapponese e un raro esempio di comunismo radicato in un sistema democratico liberale.
Il Partito dell’Innovazione del Giappone (Nippon Ishin no Kai) è una forza politica riformista fondata a livello nazionale nel 2015, ma con origini più profonde nel movimento regionale Osaka Ishin no Kai, nato all’inizio degli anni 2010. Il partito è strettamente associato a figure come Hashimoto Tōru e Matsui Ichirō, ex governatori e sindaci di Osaka, che hanno costruito il proprio consenso proponendo una rottura con la politica tradizionale e con il centralismo di Tokyo.
La storia del partito è segnata da frequenti riorganizzazioni e scissioni, tipiche del panorama riformista giapponese. Nonostante ciò, Ishin ha consolidato una forte base elettorale nella regione del Kansai, in particolare a Osaka, dove ha ottenuto importanti successi nelle elezioni locali. A livello nazionale, il partito si è affermato come una delle principali forze di opposizione, alternativa sia al Partito Liberal Democratico sia al centrosinistra tradizionale.
Dal punto di vista ideologico, il Partito dell’Innovazione si colloca nel centro-destra, con un orientamento fortemente riformatore e pragmatico. Promuove la riduzione del potere della burocrazia centrale, una maggiore decentralizzazione amministrativa e una gestione più efficiente delle finanze pubbliche. Sul piano economico sostiene politiche di liberalizzazione, concorrenza e contenimento della spesa pubblica, pur mantenendo un approccio meno ideologico rispetto al neoliberismo classico.
In ambito costituzionale e di sicurezza, Ishin è favorevole alla revisione della Costituzione, in particolare a una definizione più chiara del ruolo delle Forze di Autodifesa, e adotta una linea più assertiva rispetto ai partiti pacifisti. L’insieme di riformismo istituzionale, populismo locale e orientamento pro-mercato definisce l’identità distintiva del partito nel sistema politico giapponese.
Partito Democratico per il Popolo (DPP)
Presidente
Ideologia
Conservatorismo, populismo
Yuichiro Tamaki
Collocazione politica
Da centro a centro-destra
Affiliazione internazionale
Nessuna
Risultati ultime elezioni
Percentuale
11.3%
Seggi
28
Il Partito Democratico per il Popolo (Kokumin Minshutō, DPP) è una formazione politica giapponese di centro fondata nel 2018. Nasce dalla fusione tra il Partito Democratico e il Partito della Speranza, in un periodo di forte riorganizzazione dell’opposizione dopo il ritorno al potere del Partito Liberal Democratico. L’obiettivo dichiarato era creare una forza riformista pragmatica, capace di superare le divisioni tra destra e sinistra e di proporre politiche concrete orientate alla classe media e ai lavoratori.
La storia del DPP è caratterizzata da instabilità e ulteriori scissioni. Nel 2020 una parte significativa dei suoi membri decise di confluire nel Partito Costituzionale Democratico, mentre il DPP continuò a esistere come partito autonomo, ridimensionato ma con una linea più chiaramente centrista e moderata.
Dal punto di vista ideologico, il Partito Democratico per il Popolo si colloca tra il centro e il centrodestra con un forte accento sul pragmatismo politico. In economia sostiene politiche favorevoli alla crescita, al sostegno dei redditi da lavoro e alla competitività delle imprese, cercando un equilibrio tra mercato e protezione sociale. È favorevole a riforme fiscali mirate, come la riduzione dell’imposta sui consumi in determinate circostanze, e a misure di sostegno alle famiglie e ai lavoratori non regolari.
In politica estera e di sicurezza, il DPP mantiene una posizione realista: sostiene l’alleanza con gli Stati Uniti e un ruolo credibile delle Forze di Autodifesa, pur mostrando cautela verso revisioni radicali della Costituzione. Nel complesso, il partito si propone come una forza riformista responsabile, orientata alla governance più che all’opposizione ideologica, rappresentando un’area centrista spesso decisiva ma elettoralmente fragile nel sistema politico giapponese.
Il Partito Socialdemocratico (Shakai Minshutō, SDP), talvolta indicato in italiano come Partito Socialdemocratico per il Popolo, è una forza politica giapponese di sinistra fondata nel 1996. Esso rappresenta l’erede diretto del Partito Socialista Giapponese, che per decenni fu la principale forza di opposizione al Partito Liberale Democratico nel dopoguerra. Negli anni precedenti, il Partito Socialista aveva svolto un ruolo centrale nella politica giapponese, difendendo il pacifismo costituzionale e opponendosi all’alleanza militare con gli Stati Uniti. Con il cambio di nome e di struttura nel 1996, il nuovo Partito Socialdemocratico cercò di adattarsi al mutato contesto politico, ma subì una drastica riduzione del peso parlamentare, diventando una forza minoritaria. Nelle elezioni dell’ottobre 1996 il partito ottenne solo il 6,4% dei voti e 15 seggi, passando all’opposizione. Nelle successive elezioni del 2000 i seggi salirono a 19. Negli anni successivi il suo supporto elettorale è andato lentamente decrescendo, fino ad arrivare all’1,7% delle ultime elezioni. Tra il 2009 e il 2010 il Partito Socialdemocratico ha fatto parte di un governo di centrosinistra guidato dal Partito Democratico.
Ideoogicamente, il SDP si colloca su posizioni socialdemocratiche e pacifiste. Sostiene politiche a favore dell’uguaglianza di genere, dei diritti civili e della protezione ambientale, ed è nettamente antinucleare. Il partito difende con forza la Costituzione del 1947, in particolare l’articolo 9, e si oppone a qualsiasi forma di riarmo o ampliamento del ruolo militare del Giappone e vuole addirittura lo scioglimento della “forza di autodifesa” nazionale. Dal punto di vista sociale il Partito Socialdemocratico vuole l’abolizione della pena di morte e la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso.
In economia il Partito Socialdemocratico vuole il rafforzamento dell’ assistenza sanitaria , della sicurezza sociale e dell’ assistenza alla disabilità. Il partito è anche favorevole ad un aumento delle pensioni. In politica estera il partito è contrario all’alleanza militare con gli USA e vuole smantellare le basi militari statunitensi nel paese. Per quanto riguarda l’ambiente il partito è favorevole all’introduzione di una “carbon tax”, all’aumento delle zone naturali protette, alla chiusura delle centrali nucleari e alla transizione energetica verso le forme di energia rinnovabili. Il partito vuole un aumento degli investimenti nel trasporto pubblico, incoraggiando il passaggio dalla strada alla ferrovia e dagli autoveicoli a benzina agli ibridi, ai veicoli elettrici e al trasporto su rotaia leggera .
Sanseito
Leader
Ideologia
Nazionalismo
Ultraconservatorismo
Populismo di destra
Anti-immigrazione
Sohei Kamiya
Collocazione politica
Estrema destra
Affiliazione internazionale
Nessuna
Risultati ultime elezioni
Percentuale
3.4%
Seggi
3
Il Sanseitō (参政党) è un partito di estrema destra relativamente nuovo, fondato nel 2020 da un gruppo di attivisti e imprenditori e guidato da Sōhei Kamiya. La sua nascita è strettamente legata all’uso dei social media, in particolare YouTube, come strumento di mobilitazione politica. Il partito si è sviluppato al di fuori dei canali tradizionali, intercettando il malcontento di settori dell’opinione pubblica diffidenti verso i media, l’establishment politico e le istituzioni scientifiche.
Sanseitō ha ottenuto visibilità nazionale durante la pandemia di COVID-19, distinguendosi per posizioni critiche nei confronti delle restrizioni sanitarie, delle vaccinazioni di massa e dell’influenza degli esperti. Questo approccio ha attirato sostenitori sensibili a narrazioni alternative e a una visione fortemente sospettosa della globalizzazione e delle élite. l partito promuove la disinformazione sul COVID-19 . Il presidente del partito, Manabu Matsuda , ha definito i vaccini COVID-19 un'”arma del delitto”.
Dal punto di vista ideologico, il partito si colloca nella destra populista. Promuove un’idea di sovranità nazionale centrata su valori tradizionali, identità culturale giapponese e autosufficienza economica. Sanseitō critica il globalismo, le grandi organizzazioni internazionali e l’influenza straniera, sostenendo la necessità di “proteggere il Giappone” sotto il profilo culturale, economico e alimentare. Sul piano social Il partito è contrario al matrimonio tra persone dello stesso sesso e ai diritti LGBT . Il partito si oppone fermamente all’immigrazione , sostenendo che gli stranieri portano criminalità e ricevono un trattamento migliore rispetto ai cittadini nativi. Propone la creazione di una nuova costituzione per sostituire quella esistente e ha pubblicato una bozza che contiene tutele minime per i diritti umani .
In ambito economico, il partito combina elementi di nazionalismo economico e retorica anti-corporativa, sostenendo le piccole imprese, l’agricoltura locale e la produzione interna. Sul piano sociale, assume posizioni conservatrici, opponendosi a politiche progressiste su genere e famiglia, e valorizzando un’educazione morale tradizionale. In politica estera, Sanseitō è generalmente scettico verso una dipendenza eccessiva dagli Stati Uniti, ma sostiene un rafforzamento dell’autonomia strategica del Giappone. Nel luglio 2025, il partito è stato accusato di avere legami con la Russia dopo che un candidato alle elezioni della camera alta di nome Saya è apparso in un’intervista a Sputnik News. Il segretario generale del partito Kamiya ha tra l’altro affermato che Mosca non dovrebbe essere ritenuta interamente responsabile della guerra in Ucraina.
Reiwa Shinsengumi
Leader
Ideologia
Progressismo
Populismo di sinistra
Tarō Yamamoto
Collocazione politica
Sinistra
Affiliazione internazionale
Nessuna
Risultati ultime elezioni
Percentuale
7.0%
Seggi
9
Il partito Reiwa Shinsengumi, spesso abbreviato in Reiwa, è una formazione politica giapponese fondata nel 2019 dall’attore e attivista Yamamoto Tarō. La sua nascita è strettamente legata al crescente malcontento verso il sistema politico tradizionale giapponese, considerato elitario e poco attento alle difficoltà concrete di ampi settori della popolazione, in particolare dopo anni di stagnazione economica, aumento delle disuguaglianze e diffusione del lavoro precario.Il nome del partito ha un forte valore simbolico. “Reiwa” è il nome dell’attuale era imperiale, mentre “Shinsengumi” richiama un famoso gruppo di samurai del periodo Edo, noto per il suo spirito ribelle e anticonformista. L’accostamento suggerisce l’idea di una forza politica che sfida l’ordine costituito pur operando all’interno delle istituzioni.
Sul piano ideologico, Reiwa Shinsengumi si colloca a sinistra, con caratteristiche di populismo progressista. Il partito critica apertamente il neoliberismo, l’austerità fiscale e l’aumento dell’imposta sui consumi, ritenuti responsabili dell’impoverimento della classe media e delle fasce più vulnerabili. Tra le sue proposte figurano una significativa espansione della spesa pubblica, il rafforzamento del sistema di welfare, l’introduzione di un reddito minimo garantito e maggiori tutele per i lavoratori non regolari.
Un aspetto particolarmente innovativo è l’attenzione ai diritti delle persone con disabilità. Reiwa Shinsengumi ha candidato e fatto eleggere parlamentari con gravi disabilità fisiche, costringendo il Parlamento giapponese ad adattare le proprie strutture e procedure. In politica estera e costituzionale, il partito mantiene una posizione pacifista, opponendosi alla revisione dell’articolo 9 della Costituzione e all’espansione del ruolo militare del Giappone. È inoltre fermamente antinucleare, anche alla luce delle conseguenze sociali e ambientali del disastro di Fukushima.
Partito Conservatore del Giappone (PCJ)
Leader
Ideologia
Conservatorismo
Ultranazionalismo
Populismo di destra
Naoki Hyakuta
Collocazione politica
Estrema destra
Affiliazione internazionale
Nessuna
Risultati ultime elezioni
Percentuale
2.1%
Seggi
3
Il Partito Conservatore del Giappone (Nihon Hoshutō) è una formazione politica nazional-conservatrice fondata nel 2023. Nasce attorno a figure mediatiche e intellettuali di orientamento conservatore, tra cui lo scrittore Hyakuta Naoki e il giornalista Kawamura Takashi, con l’obiettivo dichiarato di rappresentare un conservatorismo “autentico” che, secondo i fondatori, non troverebbe più spazio adeguato nel Partito Liberale Democratico.
La creazione del partito si inserisce in un contesto di crescente polarizzazione del dibattito politico giapponese, soprattutto su temi identitari, storici e costituzionali. Il Partito Conservatore si propone come reazione sia al progressismo liberale sia al pragmatismo del LDP, ritenuto troppo compromissorio e poco deciso nella difesa dei valori nazionali.
Dal punto di vista ideologico, il partito si colloca chiaramente a destra, con forti elementi di nazionalismo culturale. Sostiene una visione positiva della storia giapponese, opponendosi a quella che definisce una narrazione “masochistica” del passato, in particolare riguardo alla Seconda guerra mondiale. Promuove il rafforzamento dell’orgoglio nazionale e dell’educazione patriottica.
In ambito costituzionale e di sicurezza, il Partito Conservatore è favorevole a una revisione dell’articolo 9 della Costituzione, sostenendo la piena legittimazione delle Forze di Autodifesa e un ruolo militare più assertivo del Giappone. È inoltre critico verso un eccessivo allineamento a valori liberali occidentali.
Sul piano sociale, il partito adotta posizioni tradizionaliste, opponendosi alle politiche progressiste su genere e famiglia. In economia mostra un orientamento pragmatico, combinando libero mercato e difesa degli interessi nazionali. Pur essendo elettoralmente marginale, il Partito Conservatore rappresenta una nuova espressione della destra ideologica nel panorama politico giapponese.
TEAM MIRAI
Leader
Ideologia
E-democracy
Pluralismo
Tecnocrazia
Takahiro Anno
Collocazione politica
N/A
Affiliazione internazionale
Nessuna
Risultati ultime elezioni
Percentuale
N/A
Seggi
N/A
Team Mirai è un partito politico relativamente nuovo, fondato ufficialmente nel 2025 dall’ingegnere informatico e scrittrice di fantascienza Takahiro Anno. Quest’ultima dopo essersi candidata come governatrice di Tokyo nel 2024 ha poi fondato Team Mirai con l’obiettivo di trasformare il ruolo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale dentro istituzioni politiche tradizionali. Alle elezioni per la Camera dei Consiglieri del luglio 2025, il partito ha superato il 2 % dei voti proporzionali, ottenendo il suo primo seggio a livello nazionale.
L’ideologia di Team Mirai si concentra su e-democrazia e tecnocrazia: il partito vuole applicare strumenti digitali e algoritmi di intelligenza artificiale per rendere più trasparenti, partecipativi ed efficienti i processi politici e amministrativi. Piuttosto che allinearsi a posizioni tradizionali destra/sinistra, il partito mette l’innovazione tecnologica al centro del suo programma, promuovendo una forma di democrazia digitale dove dati, partecipazione civica online e automazione possono aiutare a risolvere problemi sociali.
Concludiamo nella prossima ed ultima pagina con i sondaggi elettorali.
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