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Il Giramondo – Elezioni parlamentari in Pakistan. Una fragile democrazia sull’orlo del baratro

I PARTITI POLITICI

Sono 44 i partiti politici autorizzati a partecipare a queste elezioni ai quali si aggiungono varie centinaia di candidati indipendenti, per un totale di oltre 7000 candidati  per i 350 seggi del parlamento nazionale. Alcuni partiti si presentano solo in un seggio e sono di fatto legati ad una candidatura indipendente.  Ci si aspetta che circa una decina di partiti sarà in grado di ottenere seggi nel prossimo parlamento, mentre dovrebbe essere molto alto il numero di candidati indipendenti eletti, dato che quasi la metà   di questi sono esponenti del PTI, il partito dell’ex primo ministro Imran Khan, che non è stato autorizzato dal Tribunale Elettorale a presentare le proprie liste.

Lega Musulmana del Pakistan (N)

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La Lega Musulmana del Pakistan (Pakistan Muslim League-Nawaz, PML-N) è un partito conservatore di centro-destra economicamente liberale. Nella legislatura uscente era il secondo partito dell’Assemblea Nazionale con 83 seggi.  Il partito è stato al potere negli ultimi anni fino alla nomina di un governo tecnico ad interim per la gestione imparziale delle elezioni di domenica prossima. La PML-N è stata guidato dal tre volte primo ministro Nawaz Sharif, finché non è stato fatto decadere dagli incarici politici dalla Suprema Corte di Giustizia nel 2017.  Attualmente è guidata da suo fratello minore  Shehbaz Sharif.

La piattaforma ideologica del partito è generalmente liberalconservatrice, il che implica  da una parte sostegno al capitalismo e al libero mercato, riduzione delle tasse  e opposizione ai sindacati e dall’altra richiamo ai valori nazionali e socialmente conservatori, anche se negli ultimi anni la PML-N è diventata più liberali sulle questioni sociali e culturali. Durante gli anni del suo governo, la PML-N ha privatizzato con successo le principali industrie pesanti nell’ambito del programma di sviluppo industriale.

La roccaforte del partito è la provincia del Punjab, dove la PML-N ha formato il governo provinciale per ben sette volte dal 1985 ad oggi, tre volte con a capo Shehbaz Sharif e una volta con sui figlio Hamza Sharif.

La PML-N nasce come una delle numerose fazioni della Lega Musulmana Pakistana (PML) che era stata fondata dall’ex primo ministro Muhammad Khan Junejo dopo le elezioni del 1985 in appoggio al regime di Zia-ul-Haq.  Dopo la morte di quest’ultimo nel 1988, una fazione della PML guidata da Fida Mohammad Khan, si separò dal partito e formò un’alleanza conservatrice con vari partiti politici di destra e islamici, denominata Alleanza Democratica Islamica (IDA). L’alleanza divenne il principale partito di opposizione al governo del PPP dopo le elezioni del 1988 e riuscì ad andare al governo nel 1990 sotto la guida di Nawaz Sharif. Nel 1993, l’alleanza si sciolse e il partito assunse la sua forma attuale, aggiungendo al nome la “N” in riferimento al leader Nawaz in contrapposizione all’altra fazione della PML che aveva aggiunto la “J” al nome in riferimento all’ex primo ministro Junejo.

Nel 1997 la PML-N torna al governo ancora con Sharif come primo ministro. Dopo il colpo di stato del generale Musharaf del 1999, Nawaz Sharif è costretto all’ esilio e il partito subisce una scissione da cui nasce la PML-Q (Quaid) formata da simpatizzanti di Musharaf, che arriva in testa nelle elezioni del 2002, dove la PML-N scende sotto il 10% dei voti. Il PML-N tuttavia con la fine della dittatura militare e il ritorno dall’esilio di Sharif, riacquista popolarità e prende quasi il 20% dei voti nelle elezioni del 2008, diventando la maggiore forza di opposizione al governo guidato dal PPP.  Alle elezioni del 2013 la PML-N prende il 33% dei voti e la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento. Nawaz Sharif viene quindi eletto per la terza volta primo ministro.

Il terzo governo Sharif ha avuto una impostazione più pragmatica e meno conservatrice di quelli precedenti tuttavia lo scontro con il potere dei militari lo ha politicamente indebolito fino alla messa in stato di accusa da parte della magistratura e alla successiva decadenza da primo ministro. A capo del governo è qundi andato il compagno di partito Shahid Khaqan Abbasi e il fratello Shehbaz è stato nominato presidente del partito.

Nelle elezioni generali  del 2018 la PML-N è scesa al 24,3% dei voti diventando il maggior partito di opposizione al governo di Imran Khan. Nel 2022 La PML-N ha presentato con successo una mozione di sfiducia contro Imran Khan e lo ha rimosso dall’incarico, permettendo a  Shehbaz Sharif di  diventare Primo Ministro, carica che ha mantenuto fino a pochi mesi fa quando si è dimesso per consentire ad un governo “tecnico” di gestire il periodo pre-elettorale.

 

 

Partito Popolare Pachistano (PPP)

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Il Partito Popolare Pachistano (Pakistan Popular Party – PPP) è un partito politico di sinistra, progressista e socialdemocratico e progressista. Il PPP è attualmente il terzo partito del paese, presente nell’Assemblea Nazionale uscente con 54 seggi.

Affiliato all’Internazionale socialista, la sua filosofia politica e la sua posizione, all’interno spettro politico del paese, sono  considerate di centro sinistra. Il partito è a favore dell’intervento dello stato nell’economia per ridurre le disuguaglianze sociali ed è per una forte difesa dell’interessi nazionale. Fondato nel 1967 dalla fusione di vari partiti di sinistra ed estrema sinistra da parte di Zulfikar Ali Bhutto il PPP è stato una delle principali forze politiche nel paese e la leadership del partito è stata dominata dai membri della famiglia Bhutto. Il suo centro di potere si trova nella provincia meridionale del Sindh dove è stato per molti anni al potere a livello provinciale.

Gli slogan storici del PPP sono “La nostra religione è l’Islam, il nostro sistema politico è la democrazia, il nostro sistema economico si chiama socialismo” e “Roti, Kapra, Makan” (cibo, vestiario, alloggio). Il presidente del partito è dalla fine del 2007, Bilawal Bhutto, figlio di Benazr Bhutto e dell’ex presidente Ali Zardari

Il partito va al potere per la prima volta nel 1971, dopo la sconfitta del Pakistan nella guerra civile contro il Bangladesh (ex Pakistan orientale). Zulfikar Ali Bhutto diventa presidente del Pakistan per poi dimettersi nel 1973 e prendere il posto di Primo Ministro.  Nel 1977 il PPP vince le elezioni ma il governo Bhutto viene rovesciato pochi mesi dopo dal generale Mohammed Zia ul-Haq. Ali Bhutto viene incarcerato e successivamente giustiziato. Dopo la morte di Zia ul-Haq nel 1988, si svolgono libere elezioni dove il PPP arriva in testa con il 38,5% e la figlia di Ali Bhutto, Benazir diventa primo ministro. Nel 1990 il partito scende al 36,8% e passa all’opposizione del governo di Nawar Sharif. Nel 1993 il PPP con il 37.9% dei voti arriva di nuovo in testa e Benazir Bhutto diviene nuovamente Primo Ministro. Nel 1997 il PPP crolla al 21,8% dei voti e va  all’opposizione del secondo governo di Nawar Sharif.

Dopo il colpo di stato del generale Musharraf del 1999, Benazir Bhutto è costretta ad andare in esilio a Londra. Il PPP partecipa alle elezioni del 2002 prendendo il 25,7% e diventando la principale forza di opposizione al governo di Musharraf. Nel 2006, il PPP forma con il PML-N una alleanza per il ripristino della democrazia nel paese.  Benazir Bhutto torna in Pakistan ma viene assassinata in circostanze non chiare durante un comizio alla vigilia delle elezioni del 2008. Le elezioni vedono la relativa vittoria del PPP con il 30,6% dei voti. PPP e PML-N formano un governo di grande coalizione, che però cade dopo poche settimane. Il PML-N va all’opposizione e il PPP forma un governo con altri partiti minori guidato da Yousaf Raza Gilani. Il vedovo della Bhutto, Asif Ali Zardari viene quindi eletto Presidente del paese in sostituzione di Musharraf.

Gli anni del governo del PPP vedono un aumento dei casi di corruzione ed uno scontro politico tra Zardari e la magistratura. Il partito nel esce notevolmente indebolito e alle elezioni del 2013 crolla al 15,3% diventando la terza forza del paese come numero di voti dopo la PML-N e il PTI, andando all’opposizione delterzo  governo di Nawar Sharif.  Alle elezioni del 2018 il partito scende al suo minimo storico del 13%.  Nel 2022 è entrato a far parte del governo di coalizione guidato da  Shehbaz Sharif.

Attualmente la leadership del partito è ufficialmente nelle mani del giovane figlio della Bhutto, Bilawal, ma Ali Zardari continua ad avere un notevole peso politico nelle decisioni del partito.

 

 

Movimento per la Giustizia del Pakistan (PTI)

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Il Movimento per la Giustizia del Pakistan (Pakistan Tehreek-e-Insaf, PTI) è un partito politico populista e personalista fondata nel 1996 dall’ex-capitano della nazionale di cricket Imran Khan. Il PTI era il primo partito della legislatura uscente, presente nell’Assemblea Nazionale con 150 seggi su 342.

Nei primi anni dopo la sua fondazione il partito ebbe uno scarso successo elettorale. Nel 2002 vinse solo un seggio al parlamento e nel 2008 boicottò le elezioni. Tuttavia nel 2013, a seguito del successo di grandi manifestazioni pubbliche contro la corruzione nel paese e probabilmente anche con il supporto dell’esercito, ebbe un ottimo successo elettorale, diventando la terza forza in parlamento come numeri di seggi e la seconda nel paese come numero di voti.  Nello stesso anno andò al governo nella provincia di Khyber Pakhtunkhwa, grazie anche al supporto  dalla popolazione locale di etnia Pashtun.

Le elezioni del 2018 elezioni videro  il PTI assicurarsi una netta maggioranza nell’Assemblea nazionale con 150 seggi e il 31,8% dei voti.  Imran Khan divenne così primo ministro  a capo di un governo di coalizione con vari partiti minori. Inoltre, il PTI andò  al governo regionale del Khyber Pakhtunkhwa, del Punjab  del Belucistan.

Nell’aprile 2022 Khan fu sfiduciato dal parlamento e il PTI passò all’opposizione del successivo governo di Shehbaz Sharif. In seguito all’arresto di Imran Khan nel maggio 2023, i sostenitori del PTI  hanno organizzato grandi manifestazioni di protesta che sono sfociate in vari atti di violenza.  A seguito degli incidenti migliaia di simpatizzanti del PTI sono stati arrestati. Khan ha accusato l’esercito di aver provocato le violenze per  sopprimere il partito.  Nei mesi successivi molti esponenti del partito hanno abbandonato il PTI,  formando il Partito Istehkam-e-Pakistan (IPP) e il  pakistani Tehreek-e-Insaf – P  (PTI-P), entrambi vicino ai militari.  Il Tribunale Elettorale ha poi vietato al PTI di essere presente in queste elezioni, per cui i suoi candidati correranno come indipendenti.

Il PTI non ha una ideologia ben definita. Si definisce un “movimento anti-status quo” ed è a favore di una democrazia egualitaria di ispirazione islamica. Il PTI negli anni passati si è focalizzato soprattutto contro la lotta alla corruzione e i previlegi della “casta” dei politici. Il partito non ha una struttura interna consolidata e il suo successo è legato principalmente al carisma personale del suo leader. Economicamente è un partito centrista, favorevole a quella che chiama una “terza via” tra socialdemocrazia e liberismo economico, in cui lo stato sia responsabile per l’istruzione, la salute dei cittadini e aumenti le opportunità di lavoro. Dal punto di vista sociale ufficialmente il PTI promuove la libertà di pensiero, l’abolizione dell’imposta sul reddito personale e lo smantellamento della discriminazione religiosa in Pakistan.

 

 

 

Tehreek-e-Labbaik Pakistan (TLP)

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Tehreek-e-Labbaik Pakistan  è un partito  populista islamico di estrema destra, attualmente senza rappresentanti nell’Assemblea Nazionale. Il partito è stato fondato nel 2015 ed ha partecipato alle elezioni del 2018 ottenendo il 4,2% dei voti.

Tehreek-e-Labbaik è noto per le sue violente proteste contro qualsiasi modifica alla legge sulla blasfemia.  Richiede che la Sharia sia stabilita come legge fondamentale islamica in Pakistan. Il TLP ha fatto ripetutamente ricorso a manifestazioni di piazza, spesso violente per ricattare e costringere il governo ad accettare le loro richieste.  La maggioranza dei membri del partito appartiene al movimento integralista sunnita Barelvi, fortemente anti-occidentale e intollerante verso le minoranze religione del Pakistan.

Il TLP, sia attraverso la sua leadership che attraverso i suoi membri o simpatizzanti, ha un’ampia presenza sui social media, in particolare X (ex Twitter),  Facebook e YouTube . Nel 2018 in seguito all’assoluzione di Asia Bibi , una cristiana pakistana accusata di blasfemia e tenuta in isolamento per otto anni fino a quando non è stata dichiarata innocente, i membri del TLP hanno organizzato proteste in tutto il Pakistan chiedendo la morte dei tre giudici della Corte Suprema coinvolti nell’udienza dell’appello di Bibi.  Successivamente il leader del partito Khadim Hussain Rizvi , suo figlio Saad e vari esponenti del suo partito sono stati arrestati con l’accusa di sedizione e terrorismo e nel 2021 il partito è stato messo fuorilegge. Pochi mesi dopo tuttavia a seguito di vaste manifestazioni di piazza il partito è stato riammesso alle elezioni e i suoi leader sono stati rilasciati.

 

 

Muttahida Majlis-e-Amal (MMA)

 

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Il Muttahida Majlis-e-Amal (MMA, Fronte per l’Azione Unita), è un’alleanza politica di partiti di ultra-conservatori, islamisti, religiosi e di estrema destra. L’alleanza era presente nell’Assemblea Nazionale uscente con 15 seggi.

L’alleanza si è presentata per la prima volta alle elezioni politiche del 2002, in opposizione al regime miliare di Musharraf, ottenendo l’11,3% dei voti. Il partito maggiore dell’alleanza è l’Associazione degli Ulema dell’Islam (JUI-F), partito fondamentalista islamico fondato nel 1988.

La JUI-F ha poi lasciato l’alleanza alla vigilia delle elezioni del 2008, decidendo di boicottarle. I partiti dell’alleanza hanno visto allora i loro voti ridursi al 2%. Nelle elezioni del 2013 la JUI-F si è presentata da sola ottenendo il 3,2%. Nelle elezioni del 2018 la destra islamica si è ripresenta unita sotta la sigla dell’MMA ottenendo il 4,8% dei voti.

L’alleanza ha come obiettivo la trasformazione del paese in un regime islamico, con l’introduzione integrale della legge islamica. Economicamente l’alleanza è a favore di un maggior intervento dello stato in economica e di un incremento delle spese a favore dello stato sociale.  La MMA è stata in passato al governo della provincia del Khyber-Pakhtunkhwa e del Belucistan.

 

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