Sondaggio Noto: 1 italiano su 2 lavora ancora da casa; giudizio positivo sullo Smart Working
Agosto 3, 2020
Sondaggio Ixè – Politiche: PD a meno di un punto dalla Lega, crescono M5S e FdI
Agosto 4, 2020

Il Giramondo – Elezioni parlamentari in Sri Lanka. Si rafforza il regime autoritario dei fratelli Rajapaksa.

Flag

Solo  cinque anni fa la famiglia Rajapaksa sembrava aver perso tutto. Mahinda Rajapaksa dopo 10 anni di potere era stato sconfitto nelle elezioni presidenziali del 2015.  Suo fratello minore, Gotabaya, aveva perso il posto di  Ministro della difesa. Basil, il più giovane del gruppo, aveva perso quello di ministro dello sviluppo economico e il loro fratello maggiore, Chamal sarebbe stato presto fatto dimettere da presidente del parlamento. Peggio ancora, il governo in arrivo stava minacciando di far partire varie inchieste contro i fratelli Rajapaksas e i loro alleati, per corruzione e per  violazione dei diritti umani.

Ma cinque anni sono un’era in politica. Sahodara Samagama (tradotto come “Fratelli S.p.A”) è tornato in affari. Lo scorso novembre Gotabaya è stato eletto presidente ed ha scelto Mahinda, l’ex presidente, come suo primo ministro. Chamal è ancora deputato e  Basil, sebbene fuori dal governo, gestisce il partito politico della famiglia, il Fronte popolare dello Sri Lanka (noto con le sue iniziali singalesi slpp). Mercoledì 5 agosto si vota per il rinnovo del parlamento, dove si prospetta una netta vittoria per il SLPP e i partiti alleati.

Tuttavia, per i Rajapaksa, la presa della presidenza, del governo e, con ogni probabilità, del parlamento (oltre a una notevole influenza nell’esercito, nella polizia, nei tribunali e in gran parte dei media) potrebbe non essere sufficiente. Quello che vorrebbero davvero non è solo una maggioranza parlamentare, ma una maggioranza dei due terzi. In questo modo potrebbero annullare i cambiamenti costituzionali introdotti dal precedente governo che ha ridotto i poteri del presidente. Potrebbero anche  abbandonare gli sforzi per riconciliare le diverse etnie e religioni del paese dopo la terrificante guerra civile del 1983-2009. Gli avversari politici  temono anche che tornerà l’assalto alle libertà civili che ebbe luogo quando Mahinda era presidente.

Ci sono già vari segnali inquietanti al riguarda. Dopo che Gotabaya è diventato presidente, ha posto la polizia civile e la registrazione delle ONG sotto il controllo del ministero della difesa. Il ministero stesso è gestito da un feroce generale, con un altro sostenitore della linea dura al comando dell’esercito; entrambi sono stati accusati di crimini di guerra. Attivisti per i diritti umani e giornalisti affermano che mentre non ci sono state sparizioni di oppositori, come era successo in passato, forme di intimidazione come la sorveglianza e gli interrogatori ripetuti stanno tornando a essere comuni. Preoccupante è sopratutto la situazione per la minoranza etnica tamil, a causa di varie leggi emanate di recente che ne riducono i diritti, tra i quali le limitazioni all’uso della lingua Tamil in circostanze ufficiali.

Lo scorso anno,  una serie di attentati contro chiese cattolica, organizzato da un gruppo jihadista locale, che ha causato 259 morti, ha permesso ai Rajapaksa di scatenare una battaglia propagandistica a favore di “legge e ordine” che in realtà tende a ridurre le libertà delle minoranze etniche e religiose del paese.

Grazie al sistema elettorale proporzionale, è quasi sicuro che il SLPP non sarà in grado di raggiungere la maggioranza dei due terzi dei seggi necessaria per fare le riforme costituzionali. Tuttavia il maggior partito di opposizione, il Partito Nazionale Unito (UNP) è al momento in piena crisi di leadership, diviso tra i sostenitori dell’ex primo ministro Ranil Wickremesinghe e quelli di  Sajith Premadasa, figlio di un ex presidente. Questo potrebbe consentire ai Rajapaksa di trovare comunque una maggioranza dei due terzi in parlamento grazie ai voti di piccoli partiti di opposizione.

Intanto l’economia del paese è in crisi.  Il debito del governo centrale ammonta attualmente all’82% circa del pil . I pagamenti di interessi assorbono il 42% delle entrate del governo. Per i prossimi cinque anni il Fondo monetario internazionale prevede che il governo dovrà prendere in prestito un ulteriore 2,7-5,2% del pil ogni anno. L’industria del turismo,  che era già in crisi, sta subendo un altro colpo a causa della  pandemia del coronavirus. Finora la risposta del Rajapaksa è stata una  riduzione delle tasse, che a sua volta ha generato scetticismo sulla affidabilità  fiscale del governo e sulla sua capacità di tenere i conti in regola.  Tempi difficili si presentano quindi per lo Sri Lanka.

 

 

IL SISTEMA POLITICO-ELETTORALE

Blason

Lo Sri Lanka è una repubblica democratica rappresentativa semi-presidenziale multipartitica, dove il Presidente dello Sri Lanka  è ufficialmente sia Capo di Stato che di Governo. Il potere esecutivo è esercitato dal Governo, guidato da un Primo Ministro nominato dal Presidente Il potere legislativo spetta sia al governo che al parlamento. La magistratura consiste della Corte Suprema, della Corte d’Appello, dell’Alta Corte e di varie corti subordinate. Il sistema giudiziario è ispirato a quello britannico. 

Il Presidente è eletto direttamente dal popolo per un mandato di cinque anni rinnovabile una volta.  L’elezione avviene con “ballottaggio istantaneo”. Gli elettori possono indicate fino a 3 candidati in ordine di precedenza. Se nessun candidato ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi con la prima preferenze vengono contate le seconde ed eventualmente le terze dei voti per i candidati che sono stati esclusi dal ballottaggio. Un presidente in carica può essere deposto da una maggioranza dei due terzi del parlamento.

Il Primo Ministro generalmente è il leader del partito di maggioranza al governo e può essere sfiduciato dal parlamento.  

Il Parlamento ha 225 membri, eletti per un mandato di cinque anni, 196 membri eletti con sistema proporzionale in 22 collegi elettorali, senza recupero dei resti, e 29  con rappresentanza proporzionale su base nazionale.

 

Secondo il “Democratic Index” del settimanale The Economist, la Sri Lanka è una cosiddetta “Democrazia imperfetta”, al livello di paesi tipo Thailandia, Ecuador, El Salvador e Paraguay.

 

Nelle prossime pagine, la storia politica del paese, i gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.

Ti piace questo articolo? Contribuisci alla sopravvivenza di Bidimedia, donando anche solo pochi euro. Grazie!

Fai i tuoi acquisti su Amazon tramite i banner presenti sul sito.

Se acquisti su Amazon (frequentemente o sporadicamente), puoi aiutare Sondaggi Bidimedia accedendo al popolare sito di e-commerce cliccando sul banner o sul link riportato di seguito (o su uno qualsiasi dei banners Amazon presenti sul sito).

Acquista su Amazon da questo link