I SONDAGGI E I POSSIBILI SVILUPPI POLITICI POST-ELETTORALI
In Venezuela, in vista delle elezioni presidenziali, si sta verificando una proliferazione di sondaggi condotti spesso da case sondaggistiche di scarsa affidabilità, alcune delle quali sembrano essere state create solo poche settimane fa. Molti sondaggi sono totalmente inattendibili e vengono utilizzati come strumenti di propaganda dal regime di Maduro. Anche molti di quelli che danno nettamente in testa il candidato dell’opposizione non sembrano essere affidabili. Quello che appare al momento è che se le elezioni fossero libere e senza brogli, Nicolas Maduro sarebbe nettamente sconfitto da Edmundo González Urrutia. Il regime chavista è ben consapevole della scarsa popolarità di cui gode il presidente uscente e potrebbe prendere misure drastiche per non perdere il potere.
Sono circolate voci insistenti nelle scorse settimane che il governo avrebbe potuto far squalificare González Urrutia poco prima del voto, come aveva fatto con María Corina Machado. L’ autorità elettorale nazionale, i tribunali o il congresso, dove gli alleati di Maduro hanno una supermaggioranza, potrebbero infatti squalificare González Urrutia per un cavillo. Alcuni attivisti filogovernativi hanno già presentato denunce legali contro l’opposizione, cercando di eliminare uno dei principali partiti che appoggiano González Urrutia. Le autorità potrebbero altrimenti squalificare González Urrutia citando il suo recente rifiuto di riconoscere i risultati di una delle ultime elezioni, o accusarlo di una qualche discutibile violazione legale. I giudici potrebbero squalificare González Urrutia anche dopo una sua possibile vittoria, creando una crisi politica che potrebbe portare a drammatiche conseguenze.
Se i giudici decino di non intervenire Maduro potrebbe “giocare sporco” per ottenere un risultato elettorale a lui favorevole. Una bassa affluenza potrebbe danneggiare l’opposizione e il controllo dell’amministrazione pubblica da parte del governo potrebbe fare il resto. Molti di coloro che sostengono l’opposizione o semplicemente non amano Maduro potrebbero trovare il voto inutile o pericoloso, tenendo presente che il regime controlla l’esercito, la magistratura, il parlamento, la polizia e le violente bande paramilitari. Se l’affluenza alle urne scende ben al di sotto del previsto 60-70 percento, il vantaggio previsto dalla maggior parte dei sondaggi per González Urrutia potrebbe sparire
A questo si aggiunga il controllo di Maduro sui mass-media e sui finanziamenti governativi alle amministrazione e alle comunità locali. Molti elettori potrebbero temere che le comunità, le città e i villaggi che votano per l’opposizione potrebbero essere “puniti” dal regime in caso di riconferma di Maduro. A questo si aggiungano alcune costose misure di spesa pubblica adottate dal governo in vista delle elezioni, tipo l’aumento dei salari minimi, il sostegno alla valuta nazionale e altre provvedimenti demagogici tesi a rafforzare l’immagine del presidente.
È anche probabile che il regime di Maduro organizzi veri e propri brogli su larga scala. Il suo governo potrebbe falsificare i conteggi finali o alterare milioni di voti, come le opposizioni lo accusano di aver fatto nelle elezioni regionali del 2017. Se il divario è troppo grande per essere falsificato, Maduro ha sei mesi per fare ricorso al tribunale elettorale (da lui controllato) chiedendo l’annullamento delle elezioni per “irregolarità”, prima che il presidente eletto possa ufficialmente insediarsi al governo.
Supponiamo che alla fine le elezioni siano relativamente libere ed eque e non ci siano brogli. In tal caso, Maduro probabilmente perderebbe, dinanzi ad un’opposizione compatta sul nome di González Urrutia. In caso di vittoria, il nuovo presidente dovrebbe tuttavia attendere fino a Gennaio 2025 per entrare ufficialmente in carica . Durante questo periodo di “interregno”, Maduro potrebbe negoziare una transizione pacifica del potere con l’opposizione. Ma probabilmente accetterebbe di passare la mano solo se l’opposizione gli presentasse una strategia di uscita per lui accettabile. Maduro è accusato dai tribunali USA di traffico di droga e corruzione e a questo presto si potrebbe aggiungere un mandato della Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità. Secondo vari gruppi per i diritti umani sono circa quarantatremila le persone vittime di violazioni dei diritti umani da quando Maduro è salito al potere. Se vince, González Urrutia ha in programma di negoziare alcune protezioni legali per l’amministrazione uscente, tra cui una potenziale amnistia. I presidenti dei paesi limitrofi, in particolare il brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e il colombiano Gustavo Petro, hanno tutto l’interesse che Maduro lasci il potere pacificamente in caso di sconfitta e sarebbero disponibili a fare da mediatori con il nuovo presidente.
Insomma anche nel migliore dei casi è estremamente difficile che in Venezuela ci possano essere elezioni libere e democratiche a cui segua un pacifico passaggio di consegne del potere da parte di Maduro al candidato dell’opposizione. E’ molto più facile che alla fine il regime di Maduro trovi il sistema di restare ancora una volta al potere con tutti i mezzi possibili, anche a costo di far sprofondare ancora di più il Venezuela nella crisi politica, economica e sociale che ormai va avanti da un ventennio.
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