La democrazia sanmarinese è una delle più antiche del mondo. Fin dalla fine dell’Impero Romano San Marino era governata dall’assemblea dei capifamiglia, chiamata Arengo. Nel tredicesimo secolo furono istituiti i Capitani Reggenti, allora detti Consoli, che concentravano su di loro sia il potere esecutivo che quello giudiziario. Fu anche creato il Consiglio Grande e Generale che lentamente soppiantò l’Arengo, fino a quando nel 1600 furono redatti gli Statuti di San Marino che definivano il Consiglio come l’organo politico supremo dello stato. Il Consiglio Grande e Generale era formato da membri nominati dall’Arengo. Nel 1906 l’Arengo fu disciolto e si tennero le prime elezioni democratiche a suffragio universale.
Dal 1906 al 1918 i membri del Consiglio erano eletti come indipendenti. Nel 1920 ci furono le prime elezioni con la partecipazione di veri e propri partiti politici, che videro la vittoria del Partito Popolare Sanmarinese con 29 seggi contro i 18 del Partito Socialista Sanmarinese (PSS) e i 13 dell’Unione Democratica Sanmarinese (liberalconservatori). Nel 1923 con l’arrivo del fascismo in Italia, furono messi fuorilegge i partiti di sinistra e fu presentata una sola lista, il Blocco Patriottico, dominato dal Partito Fascista Sanmarinese. Dal 1926 al 1938 in tutte le elezioni fu presente solo la lista del PFSM. Nelle elezioni del 1943, subito dopo la caduta del fascismo, fu presentata una lista unica formata da tutti i partiti politici. Nel Marzo 1945, subito dopo la liberazione del paese da parte delle truppe alleate, le elezioni furono vinte dal “Comitato per la Libertà” formato dal Partito Socialista e dal Partito Comunista Sanmarinese (PCS), mentre all’opposizione andò la lista di “Alleanza Popolare”, formata dal Partito Democratico Cristiano Sanmarinese (PDCS) e dal Partito Socialdemocratico Sanmarinese (PSDS). Nelle elezioni del 1949 la coalizione di sinistra mantenne la maggioranza assoluta dei seggi. Nel 1951 e nel 1955 i 3 partiti principali (PDCS, PSS e PCS) si presentarono con i propri simboli, e la coalizione di sinistra tra comunisti e socialisti mantenne la maggioranza con 35 seggi su 60.
Nel 1957 accadde l’episodio più oscuro nella storia della politica sanmarinese dell’ultimo secolo. A causa della Guerra Fredda e delle pressioni USA, il governo democristiano italiano di centrodestra guidato da Antonio Segni, non tollerava che i comunisti fossero al potere nel piccolo stato di San Marino e iniziò di fare pressioni per far cadere il locale governo di sinistra. Nell’aprile del 1957, cinque consiglieri del PSS lasciarono il partito per creare il Partito Socialista Democratico Indipendente (PSDIS) e andarono all’opposizione.assieme al PDCS e al PSDS. Il Consiglio rimase quindi bloccato con 30 membri di maggioranza e 30 di opposizione. Nel settembre dello stesso anno dovevano essere rinnovati i Capitani Reggenti. Il giorno prima delle elezioni, un consigliere comunista abbandonò il partito, diventando indipendente e unendosi all’opposizione, che a quel punto avrebbe avuto la maggioranza. Tuttavia, era prassi dei partiti socialista e comunista fare firmare ai propri consiglieri lettere di dimissioni dopo ogni elezione, con la data lasciata in bianco. I capi del PSS e del PCS presentarono alla reggenza tutte e 35 le lettere, comprese quelle dei 6 dissidenti, con la data del 19 settembre. Con la maggioranza dei seggi vacanti nel consiglio non vi era alcun quorum, così la reggenza sciolse il consiglio indicendo nuove elezioni generali il 3 novembre. Ma poiché il consiglio non aveva potuto eleggere una nuova reggenza, lo status dei due capitani reggenti, per i quali il 1 Ottobre scadevano i termini, era incerto e l’opposizione ritenne incostituzionale lo scioglimento del consiglio, causando una crisi costituzionale . La reggenza ordinò alla Gendarmeria di sigillare il Palazzo Pubblico , impedendo a qualsiasi consigliere di entrare. L’opposizione era in subbuglio poiché i sei disertori sostenevano che le loro dimissioni non erano valide e ciò che traspirava era un colpo di stato . Il 30 settembre, i consiglieri dell’opposizione occuparono una fabbrica abbandonata nel paese di Rovereta, situata esattamente sul confine con l’Italia. Allo scoccare della mezzanotte, quando la reggenza sarebbe dovuta scadere, i consiglieri dichiararono un governo provvisorio . Il governo Italiano di Adone Zoli riconobbe immediatamente il governo provvisorio e i Carabinieri italiani intervennero per proteggere i tre lati della fabbrica che si trovava sul territorio italiano. La reggenza allora organizzò una milizia armata per arrestare i membri del governo provvisorio, con il rischio di un conflitto armato con i carabinier. L’11 ottobre, su pressioni del governo italiano la reggenza alla fine cedette e riconobbe il governo provvisorio, ponendo fine alla crisi. Il nuovo governo elesse quindi due nuovi capitani reggenti. Uno dei primi atti del nuovo governo fu quello di introdurre il suffragio universale femminile (che in Italia esisteva dal 1945). Le elezioni del 1959 videro una netta vittoria del partito democristiano, dovuta anche all’apporto del voto femminile, che ottenne il 44,3% dei voti e governò insieme al PSDIS.
Negli anni successivi la situazione politica rimase quasi invariata, con il PDCS primo partito con oltre il 40% dei voti, seguito dal PCS , dal PSDIS e dal PSS. Nel 1978, a seguito di una scissione il PSDIS cambiò il suo nome in Partito Unitario Socialista e ottenne solo l11% dei voti, arrivando in quarta posizione dietro al PSS, tornando ad essere terzo partito nel 1988. Le elezioni del 1993, svoltesi dopo la fine dell’URSS e dopo che le inchiese di “Mani Pulite” avevano colpito i principali partit italiani videro un cambiamento nel panorama politico Sanmarinese. Il Partito Comunista fu rinominato Partito ProgressistaDemocratico (PPDS), mentre i due partiti socialisti si fusero insieme nel PSS, che divenne il secondo partito del paese dopo il PDCS mentre in quarta posizione si affermò l’Alleanza Popolare, un partito liberale di centrodestra. Le elezioni del 1998 e del 2001 confermarono i risultati precedenti. Nel 2001 il PPDS cambiò nome in Partito dei Democratici. Nel 2006 si ebbe una nuova svolta. Il Partito dei Democratici e il Partito Socialista si unirono nel Partito dei Socialisti e Democratici, che ottenne il 31 % dei voti, quasi raggiungendo il PDCS, sceso al 32% Quarto partito, con l’8% dei voti arrivò la Sinistra Unita, formata da esponenti della sinistra radicale ex comunista. Fu formata una coalizione di centrosinistra tra il PSD, AP e SU che mandò il PDCS all’opposizione. La coalizione tuttavia cadde dopo appena due anni. Nel frattempo era stata approvata una nuova legge elettorale che garantiva 35 seggi su 60 alla coalizione elettorale che avesse ottenuto il maggior numero dei voti. Si formarono quindi una coalizione di centrodestra, guidata dal PDCS e da AP, e una di centrosinistra, comprendente PSD e SU. La vittoria andò alla coalizione di centrodestra, nonostante per la prima volta dal 1959 il PDCS non fosse più il partito di maggioranza relativa, superato dal PSD.
Le elezioni del 2012 videro un panorama politico ancora più complesso. Vennero fondati nuovi partiti, tra i quali un nuovo Partito Socialista, e un nuovo partito democristiano (Unione per la Repubblica) che si presentarono insieme alle elezioni. La Sinistra Unita si alleò con un nuovo partito, il Civico 10, formazione di sinistra ambientalista. PSD, PDCS e AP infine si unirono un una “grande coalizione” che ottenne la maggioranza dei seggi al consiglio.
Le elezioni dei 2016 videro un nuovo capovolgimento di fronte. PDCS, PSD e partito socialista si presentarono in coalizione assieme. La Sinistra Unita, presente con la lista Sinistra Socialista Democratica (SSD) presentò una propria coalizione assieme a Civico 10, e AP e UR unite sotto il nome di “Repubblica Futura”, mentre infine una terza coalizione fu guidata dal partito di sinistra populista Movimento Civico RETE,. Non avendo nessuna coalizione raggiunto la maggioranza assoluta dei seggi, fu indetto un secondo turno che vide la vittoria della coalizione di sinistra-centro capeggiata dalla SSD.
Nelle prossime pagine, gli sviluppi politici recenti, i principali partiti politici e gli ultimi sondaggi.
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