Sondaggio Termometro Politico: Rutelli miglior sindaco di Roma, Raggi dietro anche a Veltroni
Luglio 12, 2020
Sondaggio Ixè: aumenta chi crede che il governo arrivi a fine legislatura, tra Salvini e Meloni è testa a testa
Luglio 13, 2020

IL MAPPAMONDO – Tutte le elezioni che ci siamo persi durante la quarantena (I parte)

ARTSAKH – Il primo Presidente “partitico” è vicino ai nazionalisti armeni

 

Nell’ex Nagorno-Karabakh, la piccola Repubblica de facto oggetto di contesa tra l’Armenia e l’Azerbaijan, le elezioni presidenziali hanno portato all’avvento al potere dei nazionalisti del partito Patria Libera, vicino all’Armenia.

Arayik Haratyunyan – Patria Libera – nazionalismo liberalconservatore filo-armeno – I t. 49,1% II t. 88%
Masis Mayliyan – Indipendente vicino ad Alleanza per una Nuova Artsakh – liberaldemocrazia- I t. 26,4% II t. 12%
Vitaly Balasanyan – Giustizia – liberalismo – 14,8%

Patria Libera è il primo partito che accede alla presidenza, che finora era stata conquistata solo da esponenti indipendenti, compreso l’uscente Bako Sahakyan. Segno di una volontà di normalizzazione della politica del Paese, che intende diventare una nazione indipendente “normale”; i vincitori sono comunque nazionalisti armeni, cosa che mostra come l’esigenza di ottenere uno status internazionalmente riconosciuto e difendersi dalle inquietanti ombre azere (e dagli attacchi subiti nella Guerra dei 4 Giorni del 2016) sia ancora prioritaria.

BURUNDI – Finisce la cruenta era Nkurunziza, ma il conflitto etnico è ancora acceso

Finisce in Burundi l’era di Pierre Nkurunziza, il dittatore che non si rifiutava di lasciare il potere dopo la scadenza del suo secondo mandato.
Membro del Consiglio Nazionale per la Difesa della Democrazia, l’organizzazione di estrema destra anti-tutsi e di orgogliosa etnia hutu, era salito al potere nel 2005. Nel 2015, una volta terminato il suo secondo mandato, aveva rifiutato di non ricandidarsi, e aveva ottenuto nuovamente il potere in elezioni giudicate non credibili dagli osservatori internazionali, oltre che macchiate dalla violenza. Grazie alle importanti pressioni dell’Unione Africana (molto più determinanti di quelle dell’ONU e dell’ex potenza coloniale, il Belgio) Nkurunziza è rimasto isolato all’esterno e all’interno del suo Paese. L’Uganda di Museveni ha cercato di aggraziarselo in funzione anti-ruandese, soprattutto negli ultimi anni in cui Nkurunziza, nel suo esercizio folle di repressione interna, e nel suo non molto indiretto istigare a nuove violenze contro i tutsi, non sembrava nemmeno più completamente in sé – in questi ultimi anni ha anche deciso di punto in bianco di cambiare la capitale, da Bujumbura a Gitega.

Le frizioni con il Ruanda si sono fatte sempre più intense, ma alla fine l’Unione Africana ha avuto la meglio e ha convinto Nkurunziza ad abbandonare le sue fantasie di ri-elezione a tempo indeterminato ad inizio di quest’anno. Il convincimento è stato determinato anche dalle sempre più forti incursioni di ribelli nelle campagne del Paese: il rischio di una nuova guerra civile era dietro l’angolo, con eventuale deposizione violenta dello stesso Nkurunziza. Egli ha quindi scelto di lasciare, pur intendendo mantenere un ruolo de facto primario nella politica del Paese, come fosse un padre della patria.

Evariste Ndayshimiye  – Consiglio Nazionale per la Difesa della Democrazia – estrema destra hutu – 71,5%
Agathor Rwasa – Congresso Nazionale per la Libertà – Nazionalismo hutu – 25,2%

La pandemia mondiale di coronavirus ha sconvolto i suoi piani. Dopo il contagio della moglie, lo stesso Presidente, secondo notizie non confermate, è rimasto infettato. La sua morte, tecnicamente per infarto, è con ogni probabilità stata determinata dalla malattia pandemica che ha già colpito altri Capi di Stato e Governo.

Evariste Ndayshimiye è il suo successore eletto, ovviamente del suo stesso partito che, nonostante i risultati ufficiali, sconta una grossa crisi di consensi a causa della situazione economica sempre più disastrosa che affligge il Paese, ormai alla fame – si dice che le classi popolari e contadine si siano praticamente ridotte a nutrirsi di radici. Per amor di verità, occorre sottolineare che il principale candidato di opposizione non aveva un passato molto più brillante, anch’egli accusato di essere coinvolto nelle violenze etniche e addirittura di avere impiegato bambini soldato. Ndayshimiye, ex generale, dovrà  quindi guidare la piccola nazione africana da solo, tra pandemia, fame, instabilità e tensioni etniche.

SURINAME – In un Paese sull’orlo del fallimento vince l’opposizione vicina alla minoranza indiana

Il Suriname è un Paese sudamericano piuttosto particolare.
Come molti Paesi sudamericani, è stato ed è tuttora governato dalla sinistra socialista. Come molti Paesi sudamericani, poi, sta scontando in questi ultimi anni una grave crisi economico-finanziaria che si riflette sulla sua stabilità. Più in dettaglio, il Paese è sull’orlo del fallimento, con un debito quasi raddoppiato in pochi anni, una recessione importante e una corruzione che ha fatto sparire, tra le altre cose, 100 milioni di dollari dalle casse della Banca Centrale.

Non si può certo dire che il Presidente uscente, Dési Bouterse, sia una specie di Maduro, atteso che comunque in Suriname la situazione non è altrettanto grave che in Venezuela e che comunque i principi democratici – almeno al giorno d’oggi – sono rispettati, ma certo il contesto non è felice.

A trarre beneficio è stato, alle ultime elezioni, il partito della minoranza indiana (piuttosto consistente nel Paese, gli strani effetti delle migrazioni di lavoratori nelle colonie gestite dagli Olandesi), denominato Partito Progressista delle Riforme, socialdemocratico, anch’esso con una lunga storia di potere. In Suriname vige un sistema parlamentare in cui il Presidente è eletto dal Parlamento, ed è capo dell’esecutivo (un po’ come a Vanuatu, V. sopra).

Partito Progressista delle Riforme – socialdemocrazia moderata, minoranze indiane – 39,5% (20 seggi, +11)
Partito Nazionaldemocratico – socialismo – 24% (16 seggi, -10) 
Partito Nazionale del Suriname – socialdemocrazia, minoranze africane – 11,8% (3 seggi, +1)

Partito dello Sviluppo e della Liberazione Generale – liberalismo, minoranze africane – 9% (8 seggi, +3)
Pertjajah Luhur – minoranze javanesi – 6,1% (2 seggi, -3)

Chan Santokhi, leader del partito filo-indiano, ex poliziotto a capo delle indagini, nel 2008, sugli omicidi politici nell’ex dittatura militare che vedeva quale principale accusato proprio il Presidente Bouterse, ed ex Ministro della Giustizia, diventerà quindi nuovo Capo dello Stato surinamese e dovrà risollevarne le sorti. Le promesse sulla sicurezza e l’anti-corruzione però, questa volta, non bastano.

Qui finisce la prima parte, a cui ne seguirà, a stretto giro, una seconda, per scoprire o rinfrescarsi la memoria in merito alle ulteriori e importanti novità elettorali che ci siamo persi in questo periodo di quarantena. 

A presto!
Skorpios

Ti è piaciuto questo articolo? Contribuisci alla sopravvivenza di Bidimedia, donando anche solo pochi euro. Grazie!

Sostieni Sondaggi Bidimedia!

Puoi farlo nei modi che ti descriviamo in seguito… E, se puoi, disattiva il tuo ad-blocker, grazie!

Modalità preferita: donazione tramite bonifico tramite al conto dell’Associazione Bidimedia
Conto di BIDIMEDIA
IBAN IT65F0623012782000036505055

Fai una donazione tramite PayPal

Sondaggi BiDiMedia è un sito nato nel 2010. Se vi piace e siete contenti del nostro servizio gratuito potete farci una piccola donazione. Anche di pochi euro. Grazie a chi ci permetterà di crescere sempre di più cliccando sul banner “Dona con PayPal”!

Offrici un caffé con
Ko-fi

Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie!

Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.

Fai i tuoi acquisti cliccando sui banner

In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.

In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.