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IL MAPPAMONDO -Elezioni e Islam parte due. In Iraq perdono gli USA ma l’Iran non vince

Ma quale sarà la probabile formazione del futuro governo? La situazione sembra più ingarbugliata di quella italiana, ma i politici iracheni si dimostrano molto più responsabili: Sadr, barricadero alle elezioni, si sta mostrando sempre più aperturista, non solo nei confronti dei partiti moderati, ma anche nei confronti dell’odiatissimo filo-americano (o almeno considerato tale) Al Maliki e del braccio armato iracheno di Teheran di Fatah.

Primo partito per governatorato. Stato di Legge decimato, vanno molto bene i partiti locali, e non solo in Kurdistan. Al confine con l’Iran, la popolazione è fortemente divisa: una metà marcia con Teheran e i Fatah, l’altra metà cerca il nazionalismo populista di Al Sadr. Baghad, in particolare, non si fida né degli USA né della Persia, e sceglie il chierico sciita con ampio margine.

 

Sadr sa bene che un governo non può nascere facendo la guerra – anche solo politica – ai due giganti che da tempo decidono le sorti della politica del Paese. Ma cerca un premier il più possibile indipendente, sebbene diplomatico: potrebbe essere lo stesso Haider Abadi, il premier uscente.

 

 

 

 

BARBADOS

Alle Barbados si è rivelata clamorosa la sconfitta del governo uscente guidato da ben otto anni dal premier Freundel Stuart.
L’opposizione vince tutti i seggi, mentre alla maggioranza uscente non resta nemmeno la possibilità di battersi in parlamento. 
Questo fatto non deve tuttavia essere considerato anomalo: nei Paesi caraibici, come si è visto in altri episodi di questa rubrica, capita spesso che, grazie a sistemi uninominali, l’opposizione non riesca nemmeno ad entrare nelle camere legislative.

L’artefice dell’ampissima vittoria è Mia Mottley, prossimo Primo Ministro, la prima donna, del Reame delle Barbados. Sarà quindi nominata da Elisabetta II, sebbene la Mottley, così come il suo partito, sono da sempre di fede molto più repubblicana che quello dell’uscente Stuart. La Mottley, avvocato, è figlia d’arte, discendente di una famiglia politica importante, ed è ella stessa politica di vecchio corso, già Ministro dell’Istruzione negli anni 90 ed in seguito Ministro della Giustizia.

Ma a cosa è dovuta l’amarissima sconfitta di Stuart? Probabilmente alla grave crisi finanziaria che ha colpito il Paese dal 2009 in poi, e non è mai finita. Il debito pubblico è cresciuto, e il Primo Ministro è stato costretto ad aggravare l’imposizione fiscale. Gli Stati Uniti si augurano che la vincentissima Mottley non abbia un piano segreto, ossia una diminuzione della trasparenza fiscale del Paese caraibico.