Insieme al ballottaggio francese, si sono svolte in questi giorni le elezioni presidenziali in Corea del Sud, regione calda in questi tempi di minacce e tragicomicità. Il 10 maggio si è poi votato per il rinnovo del Parlamento delle Bahamas.
COREA DEL SUD
La Corea del Sud è sempre più al centro dell’attenzione dei media mondiali per la costante minaccia (almeno a parole) a cui è sottoposta dalla rivale patria di Kim Jong-Un. Contemporaneamente, Seoul è sottoposta a una serie di pressioni da parte delle forze militari americane per avere basi ulteriori e più ampie nel Paese da cui far partire missili e armamenti in caso di improvvido conflitto militare. La Corea del Sud è quella più esposta alle intemperanze di Pyongyang, sia perché rivale storica sia perché la più vicina alleata degli Stati Uniti.
Queste elezioni si svolgono pertanto in un periodo critico per il Paese. La loro convocazione è però avvenuta per un altro motivo, e cioè lo scandalo di influenze illecite sul governo da parte di elementi extra-politici e non governativi che ha portato all’impeachement (e poi in prigione) l’ex Presidentessa Park Geun-hye. Gli scandali non sono mai stati bene accetti nei Paesi democratici dell’Estremo Oriente, e le proteste sono state molteplici e partecipate. Il Presidente ad interim è Hwang Kyo-ahn, procuratore, ex fedelissimo di Park e suo Primo Ministro.
Questi i risultati:
Il grande vincitore, senza rivali, è il liberaldemocratico Moo Jaen-In, che sarà il prossimo Presidente della Corea del Sud. E’ un personaggio in parte populista, in parte moderato e in parte enigmatico, che promette un grande cambiamento nel Paese. Il suo partito e il suo credo sono per lo più centristi e liberali. Tuttavia, vi sono talune posizioni che possono essere considerate più “di centro-sinistra”, rispetto all’ideologia classica dei Democratici coreani. Infatti, è per esempio a favore di una patrimoniale sui più ricchi e di un aumento della progressività impositiva, e vuole combattere fortemente la povertà. Ma la vera idea che lo contraddistingue è un’altra: per quanto alleato degli Stati Uniti, vuole opporsi agli eccessi trumpiani e alle influenze più o meno pesanti. In particolare, è contro la costruzione o l’ampliamento di nuovi basi missilistiche americane nel Paese, lasciate realizzare sia da Park sia in particolare dal suo successore Hwang. Tuttavia ci sono alcuni aspetti che riportano Moo più a destra: ad esempio, il suo conservatorismo su alcuni punti, e, in particolare, la sua posizione oscurantista nei confronti di diritti civili e omosessualità (sebbene più moderata rispetto a quella dei suoi rivali di Libertà Corea).
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