Il risultato di Libertà Corea, che ha cercato in tutti i modi di distanziarsi e dissociarsi dalla Presidente uscente, è stato naturalmente una forte sconfitta, e un ingente calo rispetto a quel 51% di cinque anni fa. Tuttavia, il partito, conservatore, nazionalista e battagliero, specialmente contro il Nord (oltre che filo-americano) non è sparito, anzi è ancora il secondo partito del Paese.
Nella cartina, a sinistra, si vedano in giallo le regioni dove ha primeggiato il Partito Democratico di Corea, e in blu quelle dove il primo candidato è stato Hong Jun-Pyo. A destra, i risultati nel 2012: da notare la perdita da parte della destra delle grandi regioni nel Settentrione (Gangwom, Gyeonggi), al confine con la Corea del Nord, dove un conflitto armato probabilmente fa più paura.
A rompere lo storico bipolarismo tra i due principali partiti hanno contribuito tre outsider. Il primo è Ahn Cheol-soo, del liberale Partito Popolare, nato da una scissione del Partito Democratico di Corea. Nonostante il coinvolgimento in passato in alcuni scandali di corruzione, il partito è più vivo che mai, e lo dimostra anche in queste elezioni, dopo un’ottima performance alle legislative del 2016. Segue Yoon Seung-min del Bareun Party, liberalconservatore, anch’esso nato da una scissione, ma questa volta dal partito Saenuri dell’uscente Park (ora de cuius di cui erede è Libertà Corea). Arriva ultimo l’unico partito autenticamente di sinistra del Paese, il Partito della Giustizia di Sim Sang-jun, candidata progressista, ambientalista, socialdemocratica e riformista. Il partito è rimasto stabile rispetto al suo esordio nel 2016, dove acquisì più del 7% dei suffragi. Nei Paesi democratici dell’estremo oriente la sinistra non ha mai avuto molta fortuna. Queste elezioni hanno comunque trasformato un sistema, almeno alle Presidenziali, normalmente bipartitico o al massimo tripartitico in multipartitico. Questo fa sì che forse il voto al candidato a turno unico, senza ballottaggio, sia oggi meno indicato di un tempo.
Moon Jaen-In era il rivale battuto da Park alle ultime elezioni del 2012. Avvocato e cattolico, si batté con forza contro la dittatura del padre di Park Geun-hye, Park Chung-hee, assassinato nel 1979. Ora ha tutta l’intenzione di promuovere un dialogo pacifico e diplomatico con il regime nord-coreano, con il fine (ad oggi, mission impossible) di riunire le due Coree.
Sostieni Sondaggi Bidimedia!
Puoi farlo nei modi che ti descriviamo in seguito… E, se puoi, disattiva il tuo ad-blocker, grazie!
Modalità preferita: donazione tramite bonifico tramite al conto dell’Associazione Bidimedia
Conto di BIDIMEDIA
IBAN IT65F0623012782000036505055
Fai una donazione tramite PayPal
Sondaggi BiDiMedia è un sito nato nel 2010. Se vi piace e siete contenti del nostro servizio gratuito potete farci una piccola donazione. Anche di pochi euro. Grazie a chi ci permetterà di crescere sempre di più cliccando sul banner “Dona con PayPal”!
Offrici un caffé con
Ko-fi
Ci leggi da tanto tempo? Ci hai appena scoperti? In entrambi i casi, se ti piace il nostro lavoro, puoi contribuire alla nostra sopravvivenza donandoci anche solo un piccolo caffè. Grazie!
Tramite Ko-fi puoi fare una micro-donazione ed essere sicuro che essa finanzierà interamente Sondaggi Bidimedia, senza percentuali di intermediazione.
Fai i tuoi acquisti cliccando sui banner
In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.
In qualità di Affiliato Amazon, Sondaggi Bidimedia riceve un guadagno dagli acquisti idonei.