Il piccolo Stato insulare ha visto rinnovare il proprio Parlamento quest’ultimo 10 maggio.
Nel 2012 era salito al potere, dopo anni di (mal)governo conservatore, il Partito Liberalprogressista di Perry Christie, attuale Primo Ministro uscente, partito socialdemocratico molto moderato. Durante il suo governo, Christie ha cercato di aumentare il livello di sicurezza del Paese, di migliorarne la sanità con la costruzione di nuovi ospedali, e di svilupparne le infrastrutture, specie nelle aree più periferiche, per evitare una possibile “giamacaizzazione”, potenzialmente tragica per una nazione che vive di turismo e finanza e di uno strettissimo rapporto con gli Stati Uniti, nonché con gli ex coloni britannici. Il suo Governo però è anche stato caratterizzato da promesse mancate, come una nuova legislazione sulla libertà di stampa, e da un aumento dell’IVA, che ha fatto arrabbiare non pochi elettori, che l’hanno contestato. Contestazioni a cui ha risposto in diretta con un verace dito medio alla folla inferocita nel mese di febbraio di quest’anno.
Christie, ex atleta di salto in lungo, si è ricandidato contro i Conservatori di Hubert Minnis, anch’essi coinvolti in varie problematiche dovute a dissidi interni e lotte intestine per il potere nel partito.
Il landslide elettorale a favore di Minnis, che giurerà l’11 maggio alle 17.00, dimostra che l’atteggiamento a tratti arrogante di Christie non gli ha portato fortuna. Minnis è uno stimato ginecologo e dovrà governare con una maggioranza fortissima ma molto litigiosa al suo interno.
FRANCIA
Marine Le Penè stata battuta con il 33,9% dal liberale Emmanuel Macron, che ha vinto con il 66,1% dei suffragi e quasi 21 milioni di voti.Macron ha anche primeggiato in tutti i dipartimenti, ad eccezione del dipartimento operaio del Pas-de-Calais (bruttissimo segnale per la sinistra) e dell‘Aisne, entrambi al Nord. Le Pen ha collezionato quasi 11 milioni di voti,solo 3 in più del primo turno (non considerando un milione e mezzo di Dupont-Aignan, solo un milione e mezzo di elettori si è recato a votare al secondo turno per la prima volta la destra nazionalista). I 21 milioni di Macron (+12 rispetto al primo turno), invece, stanno a significare che il candidato liberale ha ottenuto sia i voti di Fillon che quelli di Hamon, e una buona parte di quelli di Mélenchon.
Ma, probabilmente, tutto questo lo sapevate già.
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