Le ultime settimane hanno portato guadagni soprattutto per i partiti più piccoli, che incrementano tutti rispetto alla proiezione di giugno. Guardando al lato sinistro dell’arco politico il partito della sinistra europea GUE/NGL viene visto in crescita a 57 seggi (+2), il suo miglior risultato dalla crisi Greca nell’estate del 2015. Mentre i suoi principali partiti membri, la tedesca Linke e gli spagnoli di Podemos ed IU, perdono sensibilmente consensi, i belgi del PTB-PvdA vengono visti come vincenti ed hanno superato i socialdemocratici come prima forza in vallonia.
Una nuova aggiunta alla tabella è la lista Peter Pilz, che si è separato alla fine del luglio 2017 dai Verdi austriaci e si presenterà per la prima volta alle elezioni del Consiglio Nazionale del prossimo ottobre. La lista Pilz non dispone ancora di un programma elettorale e non fa parte ufficialmente della sinistra europea, tuttavia le posizioni ben note di Pilz hanno diverse somiglianze con i partiti di sinistra degli altri paesi europei, così da poterlo classificare nella proiezione all’interno di GUE/NGL.
Speranze per i Verdi
I Verdi austriaci soffrono nei sondaggi per la competizione della nuova lista Pilz, ma riuscirebbero ancora ad ottenere un seggio nel Parlamento europeo. In generale, per i Verdi europei dopo il netto calo in primavera questa estate vede una leggera ripresa: soprattutto i finlandesi del Vihreät registrano una vera e propria impennata grazie alla quale potrebbero addirittura passare, secondo alcune recenti rilevazioni, al secondo posto davanti a socialdemocratici e liberali dietro solo ai conservatori.
Inoltre, secondo gli ultimi sondaggi, il Partito Pirata ceco potrebbe per la prima volta superare lo sbarramento previsto al cinque per cento ed entrare così con un deputato al Parlamento europeo. Nella proiezione supponiamo che possa unirsi a Green/EFA come i precedenti delegati di Pirate Europe dalla Svezia e dalla Germania.
In totale, i Verdi europei ed i loro alleati potrebbero raggiungere così 24 seggi (+1). Sarebbe ancora troppo poco per ottenere l’importantissimo status di gruppo autonomo, per cui servono almeno 25 deputati provenienti da sette diversi Stati membri come previsto dal regolamento del Parlamento europeo, tuttavia, il lieve miglioramento è ragione di speranza anche per i partiti verdi che non hanno ancora avuto successo.
Come evidenziato dall’immagine, mentre nell’attuale P.E. la Grande Coalizione era una scelta obbligata (in alto), secondo la proiezione si aprono scenari più variegati, con possibile lieve maggioranza di cdx e csx a sua volta prossimo al 50%, mentre l’opzione S&D+PPE perde colpi.
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