Se comunque sulle domande su fiducia e validità del progetto l’Ue è promossa dalla maggioranza assoluta dei reggiani le percentuali cambiano quando si chiede se la fiducia nell’unione stia migliorando o peggiorando. Per il 34% di questi infatti la fiducia nell’Ue e nelle sue istituzioni è calata negli ultimi 10 anni, valore non troppo dissimile da quello dei rispondenti la cui fiducia è invece cresciuta in questo lasso di tempo (37%)
Le varie categorie ci offrono una visione più chiara delle caratteristiche dei primi e dei secondi. La fiducia nell’unione è calata per la maggioranza relativa dei residenti nei comuni dell’appennino, così come negli elettori che si definiscono di destra o sinistra, o che non si collocano politicamente, e principalmente nella fascia d’età 35-54. È invece cresciuta più che calata nei residenti del capoluogo di Reggio Emilia, negli elettori che si definiscono di centro (o centrodestra, o centrosinistra), negli under 35, e negli studenti.
La ricerca prosegue poi testando tutta una serie di temi inerenti l’unione europea, il primo tra questi è un sul quale i rispondenti di mostrano particolarmente critici, lo scandalo cosiddetto Qatargate. Il 40% ritiene infatti che ci saranno ripercussioni, non solo nell’immediato ma anche di lungo periodo, sulla fiducia nelle istituzioni europee a causa di quest’ultimo, valore simile a coloro i quali rispondono negativamente.
Particolare enfasi nel questionario è stata poi posta sull’opinione dei reggiani riguardo il piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).
La prima domanda verte sulla conoscenza in questo ambito e la maggioranza degli intervistati dichiara di conoscere il PNRR e di poterlo descrivere, ma c’è anche una frazione rilevante che ammette in qualche misura una mancata conoscenza del piano, si tratta di un 43% percento totale tra coloro che non saprebbero descriverlo (30%) e coloro che non hanno proprio conoscenza del PNR (13%)
Come ci mostra la domanda successiva comunque c’è un opinione largamente positiva sul piano: per il 13% si tratta di un’opportunità che si muova verso una reale integrazione europea e per il 63%, quasi due elettori su tre, è una buona iniziativa che va gestita con cura.
I positivi sommando queste due risposte sono quindi del 76%, più di tre elettori su quattro, contro solo un 16% che lo considera uno spreco di risorse e un 6% un progetto in cui non credere.
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