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Sondaggi d’America – Biden nettamente in testa su Trump. Focus sulle possibili scelte per la vicepresidenza democratica.

Salve amici. In un periodo turbolento per gli Stati Uniti, tra la pandemia di Covid-19 e l’ondata di proteste seguita all’omicidio di George Floyd, si comincia già a pensare a ciò che potrà accadere il prossimo novembre, quando i cittadini statunitensi saranno chiamati a scegliere tra altri quattro anni di presidenza Trump e Joe Biden, vincitore (a livello aritimentico solo da pochi giorni) della nomination democratica. Prima di addentrarci nel processo di scelta della candidata alla vicepresidenza da parte di Biden, un breve riepilogo sulla situazione nei sondaggi di approvazione del Presidente e sulle prospettive della sfida di novembre, sia a livello nazionale che nei singoli stati.

La popolarità di Trump

Il Presidente Trump, nelle ultime settimane, ha fatto segnare un netto calo nei giudizi positivi sulla sua presidenza: secondo la media di RealClearPolitics, il 54,2% degli americani esprime un giudizio negativo, mentre solo il 42,8% mostra un riscontro positivo nei confronti del lavoro del Presidente. Numeri abbastanza simili per la media di FiveThirtyEight, con il 54,7% di giudizi negativi e il 41,1% di giudizi positivi, anche qui tendenza in calo rispetto alle settimane passate.

Interessanti anche i sondaggi sulla risposta di Trump alle varie emergenze in atto. Cominciando dalla risposta al Coronavirus, secondo RCP il 54,6% esprime un giudizio negativo, mentre il 43,1% approva della risposta di Trump: numeri simili al tasso di approvazione generale della presidenza, così come mostrato anche da FiveThirtyEight (53,7% di giudizi negativi, 42,5% positivi), il quale ci permette di constatare – ancora una volta – la crescente polarizzazione tra gli elettorati dei due partiti: l’83,7% dei repubblicani esprime un giudizio favorevole sulla risposta di Trump al Covid-19, mentre tale percentuale scende fino al 37,2% tra gli indipendenti, per crollare all’11,3% tra gli elettori democratici. Giudizio invece ancora in territorio positivo per quanto riguarda l’economia (50,7% contro 44,5% di giudizi negativi), mentre la stragrande maggioranza degli americani boccia la risposta di Trump alle proteste seguite all’omicidio del cittadino afroamericano George Floyd e alle tensioni in atto: secondo un sondaggio Marist, condotto dopo la visita di Trump alla Chiesa di St. John a Washington preceduta dalla dispersione di manifestanti pacifici, il 67% degli americani ritiene che Trump ha incrementato le tensioni razziali (tale percentuale raggiunge il 92% tra i democratici, il 73% tra gli indipendenti, l’88% tra gli afroamericani), mentre solo per il 18% il Presidente ha fatto diminuire tali tensioni (per il 41% dei repubblicani). In generale, secondo la media di RealClearPolitics, il 66,3% ritiene che il paese sia sulla cattiva strada, contro il 28% che afferma il contrario (il margine è di 38,3 punti percentuali, in crescita rispetto alla scorsa settimana, quando si assestava al 27,1%).

Elezioni presidenziali: la sfida Trump-Biden

Passando ai sondaggi relativi alle elezioni presidenziali, a livello nazionale Biden è nettamente in testa nei confronti del Presidente, con un trend in crescita rispetto alle scorse settimane. Secondo la media RCP, Biden ottiene il 49,6% dei consensi, mentre Trump si ferma al 41,6%, per un vantaggio pari a 8 punti percentuali. Va comunque ricordato il precedente del 2016, con una vittoria di Trump nell’electoral college ma una prevalenza di Hillary Clinton nel voto popolare con un margine del 2,1%. Però, è significativo notare come il margine stimato dai sondaggi di questi giorni sia superiore di almeno 3 volte rispetto al margine di Clinton, quindi ciò potrebbe essere un buon indicatore di come le cose stiano andando nel verso giusto per i democratici nei singoli stati.

Tale impressione è infatti confermata anche dai sondaggi svolti a livello statale. Come possiamo notare dalla tabella che segue, Biden si conferma in testa negli stati vinti da Clinton nel 2016 ed è attualmente avanti in molti stati vinti da Trump quattro anni fa. Ad oggi, considerando i dati della tabella, Biden conquisterebbe 333 grandi elettori contro i 189 di Trump, con la Georgia (16) in perfetta parità. Nel 2016, finì 306 a 232 per Trump.

La strada per la vittoria di Biden non può limitarsi soltanto ai tre stati della Rust Belt andati a Trump nel 2016: Michigan (che sembra essere il più “facile” da riconquistare per Biden), Pennsylvania (luogo di origine dell’ex vicepresidente) e Wisconsin (il quale però sembra essersi spostato più a destra negli ultimi anni). Riconquistarli porterebbe Biden alla vittoria, ma la campagna del candidato democratico non può limitarsi a fare affidamento su questi tre stati, ma allargare il raggio a stati come Arizona, Florida, Georgia e – se le condizioni saranno particolarmente favorevoli per il partito dell’asinello – puntare anche a Iowa, Ohio e Texas.

Nella prossima pagina un approfondimento sulla scelta del VP di Biden
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