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Sondaggi d’America – Biden nettamente in testa su Trump. Focus sulle possibili scelte per la vicepresidenza democratica.

La scelta del vicepresidente di Biden

Lo scorso 15 marzo, Joe Biden ha annunciato che avrebbe scelto una donna come running mate, ossia come candidata per la vicepresidenza. Lo stesso Biden ha stabilito dei criteri: la persona scelta deve avere esperienza, deve essere pronta ad assumere il ruolo di Presidente in caso di necessità, deve avere una concordanza di idee con Biden, deve aggiungere qualcosa al ticket e deve essere simpatica all’ex vicepresidente. Per aggiungere diversità al ticket, si pensa alla scelta di una donna afroamericana o ispanica. In molti, visti anche i recenti sviluppi, spingono per la prima ipotesi, ma va comunque ricordato come Biden goda già di ampio consenso nella comunità nera, più rispetto alla comunità latina.

Ora andremo ad elencare i vari nomi suggeriti in queste settimane, indicando quelli che potrebbero essere i pro e i contro relativi ad ogni possibile scelta. L’ordine scelto è quello indicato dai bookmakers.

 

Kamala Harris

Candidata alla presidenza (2020), Senatrice della California (dal 2017), Procuratrice Generale della California (dal 2011 al 2017), Procuratrice del distretto di San Francisco (dal 2004 al 2011).

Harris è stata protagonista del più veemente attacco nei confronti di Biden nel corso delle primarie, nel famoso primo dibattito, al quale ha fatto seguito una crescita monstre nei sondaggi, ma ci sono comunque molte ragioni che potrebbero portare Biden a sceglierla per la vicepresidenza: posizioni ideologiche molto simili, il fatto di esser conosciuta a livello nazionale e aver affrontato le primarie con un ruolo importante (seppur con esito non positivo), la possibilità di avere un running mate all’attacco, in grado di generare entusiasmo nella base. Inoltre, cosa molto importante, è la diversità che apporterebbe al ticket: è l’unica donna afroamericana che ad oggi occupi la posizione di senatore o governatore negli Stati Uniti. Un ticket del genere potrebbe fare molto bene negli stati del Sud-est (come Georgia, Florida, North Carolina) e del Sud-ovest (Arizona in primis). Per molti Harris è la scelta più logica, per i bookmakers è la netta favorita per il ruolo (anzi le sue quotazioni sono addirittura in rialzo rispetto alle scorse settimane), di sicuro sarà considerata dal team di Biden fino alla fine.

 

Val Demings

Rappresentante del decimo distretto della Florida (dal 2017)

Val Demings, afroamericana proveniente da uno swing state come la Florida: ottime credenziali, ma rimane il problema della poca esperienza a livello federale e di essere poco conosciuta dal grande pubblico, anche se è comunque stata membro della commissione incaricata di occuparsi dell’impeachment di Trump. Le sue quotazioni sono in netta ascesa rispetto alle scorse settimane, ora è la seconda favorita (dopo Harris) per la nomina. Un’altra possibile spina nel fianco potrebbe essere il suo passato come capo della polizia locale di Orlando, con un record di accuse di un uso eccessivo della forza.

 

Keisha Lance Bottoms

Sindaco di Atlanta, Georgia (dal 2018), Membro del Consiglio della città di Atlanta (dal 2010 al 2018)

Le quotazioni di Bottoms sono in ascesa negli ultimi giorni. La sindaca afroamericana di Atlanta (città n° 34 per popolazione negli Stati Uniti) si distingue per molti pro: è stata tra i primi sostenitori di Biden, avendolo appoggiato ufficialmente già a partire da giugno dello scorso anno; proviene da uno stato – la Georgia – che potrebbe diventare ancora più competitivo nel 2020 e nei prossimi anni, candidandosi ad entrare per molto tempo nella categoria degli swing states; è stata molto attiva in polemica contro il governatore locale (il repubblicno Kemp) per le riaperture anticipate in seguito alla pandemia di Covid-19. Per quanto riguarda gli avvenimenti degli ultimi giorni, Bottoms è stata una voce molto critica nei confronti di Trump ma ha comunque condannato le proteste violente in atto nella sua città.

 

Elizabeth Warren

Candidata alla presidenza (2020), Senatrice del Massachusetts (dal 2013), Consulente speciale per l’Ufficio di protezione dei consumatori (dal 2010 al 2011)

Nonostante la dura polemica con alcuni dei sostenitori più agguerriti di Sanders dopo lo scambio di accuse con il senatore del Vermont di inizio anno, Warren potrebbe essere la miglior scelta per unire la base del partito, in quanto dal punto di vista ideologico e delle policies ha molti punti di contatto con Sanders e ciò potrebbe assicurare che molti degli elettori di Sanders non decidano di astenersi o di non votare per l’ex vicepresidente. Però, lo stesso Biden ha affermato di volere una candidata con una concordanza di idee e su molte policies, a partire dal Medicare for All, le posizioni dei due non sono proprio coincidenti. Le chances di Warren s hanno fatto registrare un netto calo negli ultimi giorni.

 

Stacey Abrams

Leader di minoranza della Camera dei rappresentanti della Georgia (dal 2011 al 2017)

Come Bottoms, anche Abrams proviene dallo stato della Georgia. Abrams ha condotto una grande campagna per le elezioni per il governatore nel 2018, ma non è riuscita a vincere, e dopo la sconfitta si è dedicata alle questioni relative ai voting rights. Ha pronunciato una delle risposte democratiche allo State of the Union di Trump, è conosciuta (e popolare) da parte della base, proviene da uno stato che potrebbe diventare contendibile. Però, c’è un grande contro: l’incarico più importante ricoperto nella sua carriera è quello di membro della Camera locale, pecca quindi di esperienza, e per Biden l’esperienza è importante. Inoltre, potrebbe essere facilmente attaccata dagli avversari per questa inesperienza. Inoltre, un aspetto molto inusuale per un potenziale candidato alla carica di vicepresidente, e che potrebbe aver fatto storcere il naso alla campagna di Biden, è l’auto-promozione svolta dalla stessa Abrams nei mesi passati per essere scelta dall’ex vice di Obama.

 

Susan Rice

Consigliera per la sicurezza nazionale (dal 2013 al 2017), Ambasciatrice alle Nazioni Unite (dal 2009 al 2013), Vice-segretario di stato per gli affari africani (dal 1997 al 2001)

Tra i pro vi è sicuramente la grande esperienza e il fatto che nessuno potrebbe mettere in dubbio ciò, ma tra i contro vi sono alcune polemiche legate all’attacco del 2012 al consolato statunitense di Benghazi, in Libia, costato la vita a due cittadini americani, con Rice che aveva affermato che l’attacco è cominciato come una reazione spontanea ad un video anti-islamico, provocando le dure reazioni dei Repubblicani. Le sue quotazioni sono in aumento nelle ultime settimane.

 

 

Tammy Duckworth

Senatrice dell’Illinois (dal 2017), Rappresentante dell’ottavo distretto dell’Illinois (dal 2013 al 2017), Assistent Secretary per il Dipartimento degli Affari dei Veterani (dal 2009 al 2011), Direttrice del Dipartimento degli Affari dei Veterani dell’Illinois (dal 2006 al 2009)

Tammy Duckworth, veterana di guerra con una storia personale importante, in Iraq ha perso entrambe le gambe e l’uso completo del braccio destro, è stata la prima donna con disabilità eletta al Congresso. La senatrice, proveniente da una zona elettoralmente importante come il Midwest, sarebbe anche la prima persona con discendenza asiatica ad apparire nel ticket di uno dei due principali partiti. Non è considerata da molti come una scelta probabile, ma ha sicuramente molti pro e pochi contro, tra cui uno scontro con Alexandria Ocasio-Cortez sulle prospettive future dei Democratici, il quale potrebbe renderla leggermente indigesta con la base più spostata a sinistra.

 

Amy Klobuchar

Candidata alla presidenza (2020), Senatrice del Minnesota (dal 2007), Procuratrice della contea di Hennepin (dal 1999 al 2007)

Già candidata alle primarie di quest’anno, ha affrontato una sfida elettorale a livello nazionale, andando oltre le attese, ed ha inoltre fatto un gran favore a Biden con il ritiro e l’endorsement alla vigilia del Super Tuesday. Klobuchar è stata protagonista di ottime performances nei dibattiti, proviene dal Minnesota (stato conquistato con un margine molto ristretto da Clinton nel 2016), e il suo Midwestern appeal potrebbe essere molto importante in stati come Michigan e Wisconsin. Non va dimenticata una storia elettorale importante, in quanto ha sempre vinto le sue elezioni con margini importanti ed è stata in grado di imporsi anche in distretti e contee che hanno votato per Trump nel 2016. Però, c’è un grande contro: la sua campagna si è incentrata sul ruolo del candidato pragmatico e sull’opposizione a cavalli di battaglia liberal come il Medicare for All. ciò potrebbe alienare molti elettori progressisti che ancora non sono convinti di votare per Biden. Secondo i bookmarkers, una scelta di Klobuchar appare sempre meno probabile.

 

Gretchen Whitmer

Governatrice del Michigan (dal 2019), Pubblico ministero della conte di Ingham (2016), Leader di minoranza del Senato del Michigan (dal 2011 al 2015), Membro del Senato del Michigan (dal 2006 al 2015), Deputata della Camera dei Rappresentanti del Michigan (dal 2001 al 2006)

Anche le sue quotazioni, molto alte nei mesi scorsi, hanno subito un calo importante. Un grande pro è sicuramente la provenienza da uno stato importante come il Michigan, vinto da Trump nel 2016 e necessario per Biden quest’anno. Whitmer è stata inoltre una delle voci più critiche verso il Presidente durante lo scoppio della pandemia di Covid-19. Tra i possibili contro, un posizionamento politico relativamente moderato, che potrebbe aggiungere poco sotto la voce “bilanciare il ticket”.

 

Michelle Lujan Grisham

Governatrice del New Mexico (dal 2019), Rappresentante del primo distretto del New Mexico (dal 2013 al 2019), Segretario della Salute del New Mexico (dal 2004 al 2007)

Già membro del congresso e presidente del caucus degli ispanici del congresso, è tra le poche donne ispaniche che attualmente ricoprono un ruolo importante. Potrebbe appunto aiutare Biden tra i latinos, proviene da uno stato che appare sicuro per Biden, ma comunque da un area geografica che vede la presenza di stati come Arizona, Texas e Nevada. Un grande contro potrebbe essere rappresentato dalla scarsa name recognition a livello nazionale.

 

Tammy Baldwin

Senatrice del Wisconsin (dal 2017), Rappresentante del secondo distretto del Wisconsin (dal 1999 al 2013), Deputata dell’assemblea statale del Wisconsin (dal 1993 al 1999)

Tammy Baldwin, la prima persona apertamente omosessuale eletta al Senato, proviene dal Wisconsin, un battleground state per eccellenza, dove è molto popolare e ha dato ottima prova di se, nonostante il trend verso destra degli ultimi anni, vincendo con un margine di ben 11 punti percentuali la sua sfida per la rielezione nel 2018, nonostante la vittoria di Trump del 2016. Baldwin ha molti anni di esperienza nel campo istituzionale e sarebbe in grado di entusiasmare non poco la base democratica. Sarebbe sicuramente una scelta molto coraggiosa, con molti vantaggi, per alcuni forse troppo. Un altro contro è il fatto che, in caso di vittoria, si terrebbero elezioni per il seggio della Baldwin, le quali sarebbero molto competitive, con un rischio concreto di perdere un seggio.

 

Altre possibili scelte, seppur alquanto improbabili, sono Maggie Hassan (senatrice del New Hampshire), Kirsten Gillibrand, senatrice di New York e candidata per la presidenza nel 2020, la senatrice dell’Arizona Kyrsten Sinema; le governatrici Gina Raimondo del Rhode Island e Laura Kelly del Kansas; Hilda Solis e Sally Yates (già esponenti dell’amministrazione Obama); le rappresentanti Karen Bass, Maxine Waters, Katie Porter (California), Veronica Escobar e Sylvia Garcia (Texas), Marcia Fudge (Ohio), Ayanna Pressley (Massachusetts), Kim Schrier (Washington state), Donna Shalala (Florida), Cheri Bustos (Illinois).

 

Per oggi è tutto. Appuntamento al prossimo post!

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