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Sondaggi d’America – Da stanotte nuovi dibattiti tra i democratici. Biden riguadagna terreno, bene Warren. Le nostre stime sui primi stati e sui delegati.

Salve amici. In questo post vi aggiorneremo sullo svolgimento delle primarie democratiche e introdurremo le nostre medie relative al voto nazionale e ai primi 4 stati chiamati al voto (Iowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina) e una stima sui delegati conquistati da ogni candidato.

Cominciamo dalla nostra media relativa al voto nazionale. Dopo il primo dibattito di fine giugno, Kamala Harris, in seguito al suo attacco nei confronti di Joe Biden per l’aver elogiato alcuni senatori segregazionisti con cui aveva lavorato in passato, ha guadagnato molto nei sondaggi, ma ora sembra aver perso quel momentum: sicuramente ora è in una situazione migliore rispetto al periodo precedente il primo dibattito, ma oltre a non essere più a ridosso di Joe Biden è scivolata in quarta posizione. L’ex vice presidente, dopo un drastico calo immediatamente dopo il dibattito, ha recuperato consensi e si è riportato ad oltre 20 punti di vantaggio su Bernie Sanders, il quale però continua a perdere qualcosa. Il senatore del Vermont, dopo aver ottenuto il 43% dei consensi nel 2016, è molto al di sotto di tale soglia, specialmente a causa della maggiore concorrenza che deve affrontare in queste primarie, specialmente da parte di Elizabeth Warren. La senatrice del Massachusetts è in continua crescita oramai da aprile e sono molti i sondaggi che la danno avanti al suo amico Sanders. In lieve calo anche il sindaco di South Bend Pete Buttigieg, il quale ha raggiunto i miglior risultati nei mesi scorsi, approfittando principalmente del continuo calo di Beto O’Rourke, uno dei primi favoriti che però ad oggi fa fatica ad andare oltre il 3% nei sondaggi. Riguardo gli altri candidati, da segnalare la continua crescita dell’outsider Andrew Yang, mentre non si registrano cambiamenti di rilievo tra gli altri candidati. Nonostante una buona performance nello scorso dibattito, Julian Castro rimane inchiodato intorno all’1-2%, mentre fanno leggermente meglio Cory Booker e Amy Klobuchar. Gli altri candidati raggiungono nel complesso il 6,5%, ma nessuno di loro sembra avere, ad oggi, il potenziale per emergere.

Questa notte e domani notte si terranno nuovamente i dibattiti democratici, stavolta trasmessi sulla CNN. Per qualificarsi era necessario ottenere l’1% in almeno 3 sondaggi pubblicati da inizio o, in alternativa, avere 65.000 donatori. Per questo dibattito si sono qualificati in 20, i quali sono stati divisi in 3 gruppi: i candidati che hanno una media superiore al 15%, ovvero la “top four” (Biden, Sanders, Warren e Harris), i candidati tra il 2% e il 15% (Buttigieg, O’Rourke, Booker, Klobuchar, Castro e Yan) e infine coloro che hanno fatto registrare una media compresa tra l’1% e il 2% (Bennet, Bullock, Gillibrand, Delaney, Gabbard, Hickenlooper, de Blasio, Inslee, Ryan e Williamson). Successivamente, i tre gruppi sono stati divisi a metà tramite sorteggio in diretta TV e, come risultato, il dibattito del 30 luglio vedrà come protagonisti Sanders, Warren, Buttigieg, O’Rourke, Klobuchar, Hickenlooper, Ryan, Delaney, Williamson e Bullock, mentre il dibattito del 31 luglio vedrà affrontarsi Biden, Harris, Booker, Castro, Yang, Gabbard, Gillibrand, Inslee, Bennet e de Blasio.

Ci sono molte considerazioni da fare. Cominciando dal primo dibattito, Sanders e Warren, i quali sono in competizione per lo stesso bacino elettorale, come si comporteranno? Ci saranno degli attacchi tra di loro oppure no? Inoltre, c’è da segnalare che, fatta eccezione per i progressisti Sanders e Warren, gli altri protagonisti del dibattito appartengono all’ala più centrista, quindi potrebbe nascere una discussione interessante sul futuro del partito. Infine, dobbiamo segnalare la presenza contemporanea di Buttigieg e O’Rourke, il quale ha perso consensi proprio verso il sindaco di South Bend. Proverà O’Rourke ad attaccare Buttigieg? Passando al secondo dibattito, va registrata la presenza contemporanea di Biden e Harris. Ci sarà un nuovo “duello” tra i due? E, in tal caso, anche Cory Booker, già critico nei confronti di Biden, potrebbe unirsi a Harris, così come Kirsten Gillibrand. La senatrice californiana però potrebbe subire attacchi da parte di Tulsi Gabbard, molto critica nei confronti di Harris nei giorni scorsi. Sicuramente, i candidati che si trovano nelle ultime posizioni hanno bisogno di una grande performance e di grandi momenti nel dibattito per poter dare nuova linfa alle proprie campagne e cercare di riuscire a far parte dei prossimi dibattiti.

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