Primo sondaggio BiDiMedia sulle comunali 2026 per la sfida più importante di questa tornata elettorale, quella di Venezia! Il Campo Largo riconquisterà la città lagunare o il Centrodestra prevarrà ancora dopo 10 anni di Brugnaro?
BiDiMedia e i suoi sondaggisti hanno presentato il sondaggio su Venezia durante una trasmissione live giovedì 30 aprile: Sondaggio BiDiMedia Venezia: Comunali 2026, sfida in Laguna!Potete rivedere in ogni momento la diretta per maggiori approfondimenti e spiegazioni dei nostri sondaggisti.
I candidati
Sono ben 8 i candidati sindaco per le elezioni comunali a Venezia. Dopo il doppio mandato il sindaco uscente Luigi Brugnaro non si può ricandidare, il Centrodestra ha così scelto di affidarsi all’assessore dell’attuale giunta Simone Venturini, sostenuto da 6 liste: FdI, Lega e FI, la civica Simone Venturini Sindaco, UDC e il Partito dei Veneti. Nella civica di Venturini troviamo anche esponenti di Azione, che però non ha presentato il simbolo.
Il Campo Largo prova a riconquistare Venezia con il senatore e segretario veneto del PD Andrea Martella. Il candidato dell’area progressista è sostenuto da 7 liste: PD, M5S, AVS, Venezia Riformista (che somma +EU, IV, PSI e Radicali), la sorica civica veneziana Terra&Acqua, l’altra civica Venezia è Tua e infine Rifondazione Comunista con il nome Rifondazione Pace Salute Lavoro.
Per la coalizione di Sinistra-Civica “Tutta la città che vogliamo” si candida Giovanni Andrea Martini, ex presidente della Municipalità di Venezia-Murano-Burano e consigliere comunale uscente. La coalizione che lo sostiene è formata dalle liste civiche Tutta la città insieme e Abc-Ambiente Bene Comune.
Ora!, il partito d’ispirazione liberale nato nel 2025 dal movimento DrinDrin di Boldrin e Forchielli, si presenta per la prima volta alle elezioni comunali candidando proprio il fondatore, Michele Boldrin, con la lista Venezia Ora!. Economista e docente negli Stati Uniti, nato a Padova, Boldrin a Venezia ha studiato e vissuto a lungo.
Pierangelo Del Zotto, ex assessore al bilancio della provincia di Venezia uscito dalla Lega da un decennio si candida per la lista Prima il Veneto, mentre per Città Vive, lista civica che si proclama del tutto autonoma dai partiti, si candida Claudio Vernier, titolare del caffè Todaro di piazza San Marco e già presidente dell’associazione piazza San Marco. Resistere Veneto, il partito nato nel 2025 intorno alla figura del medico “free vax” Riccardo Szumski, candida Roberto Agirmo. Infine Luigi Corò, ex consigliere comunale a Mirano, si candida a sindaco con la lista Futuro per Venezia Mestre. Corò è un esponente di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, ma la lista formalmente non è legata al partito.
Lo scenario di partenza: voto politico, fiducia giunta uscente, chi vincerà per i veneziani
BiDiMedia, oltre alle comunali, ha rilevato anche come voterebbero oggi i veneziani alle elezioni politiche. Con questa domanda si può vedere la collocazione politica dei veneziani. Alcuni dati spiccano in maniera particolare: come primo partito, PD e FDI sono pressochè appaiati, mentre al terzo posto troviamo AVS quasi al 10%. Il M5S è al 7,4%, molto sotto la media nazionale ma con un consenso superiore ad altre città del Nord Italia. Decisamente sotto al dato nazionale Forza Italia che ottiene solo il 4,5%. Nel complesso possiamo dire che Venezia è più spostata a sinistra rispetto alla media: il Centrodestra senza Vannacci si ferma sotto al 40% mentre il Campo Largo sfiora il 47%.
Venezia viene da 10 anni di amministrazione di Cdx, con il sindaco Luigi Brugnaro di Coraggio Italia, una delle componenti fondative di Noi Moderati di cui il primo cittadino veneziano è uno degli esponenti di maggior spicco. Dopo due sindacature, la fiducia nella giunta Brugnaro mostra una sensibile erosione. Esprime infatti gradimento per l’amministrazione uscente il 36% dei veneziani, contro il 60% che dà voto negativo. La fiducia per il sindaco è positiva solo tra gli elettori di Cdx, ma anche in questo caso si nota una approvazione non unanime. Esprime fiducia il 78% degli elettori della maggioranza, mostrando come quasi un quarto di essi non gradiscano Brugnaro nonostante l’appartenenza allo stesso schieramento.
Infine la nostra classica domanda su chi i veneziani pensano che vincerà a prescindere dalla propria preferenza. I risultati vedono una sfida a due molto aperta: per il 45% prevarrà Martella, per il 43% Venturini. Solo per il 2% vincerà un altro candidato, 10% di incerti. Entrambi gli schieramenti classici (cdx e csx) sono piuttosto convinti prevarrà il proprio candidato, più indecisi gli elettori di M5S e partiti di centro, comunque più propensi a vedere Martella sindaco.
La fiducia nei candidati sindaco
BiDiMedia ha misurato l’indice di fiducia per tutti gli 8 candidati sindaco. L’indice è dato dal rapporto tra la classica fiducia e la conoscenza dei candidati. In questo modo viene valutata non solo il gradimento, espresso solamente da chi conosce i candidati, ma anche quanto sono noti: una personalità con alta fiducia ma poco conosciuta vedrà calare l’indice complessivo, perché i più non possono esprimere un giudizio.
Ai primi due posti lotta serrata tra i candidati dei maggiori schieramenti. Martella e Venturini sono sia i più noti che i più apprezzati; nell’indice di fiducia Venturini prevale 40 a 37 per cento soprattutto grazie alla maggiore conoscenza dell’assessore uscente (85% dei veneziani lo conosce contro il 75% di Martella). Nettamente staccati Martini e Boldrin al 17 e 16%: il fondatore di Ora! è terzo nella fiducia (37%) ma è penalizzato da bassa conoscenza (44%); Martini al contrario è più noto essendo esponente politico locale di lungo corso (58% sa chi sia) ma gode di minor fiducia (30%). Molto basso l’indice degli altri candidati, tutti con fiducia sotto al 30% e conoscenza inferiore al 40%. Vernier si attesta al 10%, Corò al 6%, Agirmo e del Zotto chiudono appaiati al 5%.
Dall’indice di fiducia risultano nettamente avvantaggiati Martella e Venturini, segue il duo Boldrin-Martini, molto distanti gli altri candidati.
Intenzioni di voto a liste e candidati
Le intenzioni di voto a liste e candidati mostrano uno scenario coincidente con quanto ravvisato nell’indice di fiducia. A livello di coalizioni al primo turno prevale il Campo Largo, con in 47,5% dei voti contro il 41,4% del Centrodestra. Tra le liste, PD nettamente primo partito veneziano (24,6%), seguito nel proprio schieramento da AVS e M5S al 6,9 e 5,5 per cento. Buon dato per la civica Terra&Acqua al 4,9%, mentre Venezia riformista si attesta al 3,5%. Ultimi due posti nel Campo Largo per Venezia è Tua e Rifondazione al 1,5 e 0,6 per cento.
Nel centrodestra, FdI è seconda lista cittadina con il 16,2%. Il partito di Giorgia Meloni è sicuramente penalizzato dalla forza della civica di Venturini che arriva al 11%, addirittura terza lista assoluta. La Lega si attesta al 6,6%, Fi al 5%, UDC 1,6%, Partito dei Veneti un punto percentuale esatto.
La coalizione di Martini ottiene il 3% complessivo di cui il 2,2% a Tutta la Città Insieme. Un dato significativo, in quanto per coalizioni o liste che si presentano singolarmente la soglia di sbarramento è proprio del 3%. Appena sopra la soglia troviamo anche Venezia Ora al 3,1%. Per Ora!, che si presenta in un’elezione comunale per la prima volta in assoluto, sarebbe senza dubbio un risultato di rilievo riuscire ad eleggere al primo tentativo un consigliere in un capoluogo regionale. Ora! e Tutta la Città Insieme possono ambire ad entrare in consiglio comunale, mentre per le altre liste secondo il sondaggio BiDiMedia le speranze sono scarse: Resistere Veneto arriva infatti al 2%, si fermano al punto percentuale singolo Futuro per Venezia e Mestre, Città Vive e Prima il Veneto.
Risultati non dissimili per i candidati sindaco; non risultano infatti fenomeni di voto disgiunto o ai soli candidati di portata rilevante. Martella si attesta così al 47,3%, Venturini al 41,6%, Martini 3,2%, Boldrin 3%, Agirmo 2,2%, 1,2% per Corò e vVernier, chiude Del Zotto allo 0,5%. Affluenza stimata tra 52 e 56% degli aventi diritto, da notare il 16% di elettori ancora indecisi.
Secondo il sondaggio BiDiMedia Venezia potrebbe quindi non avere un sindaco al primo turno e sarebbe necessario il ballottaggio, non raggiungendo Martella il 50% dei voti. Tenendo conto dei 6 punti circa di vantaggio e della presenza della coalizione di Sinistra di Martini, oltre alla scarsa propensione per il Cdx manifestata da Boldrin, Martella partirebbe avvantaggiato al secondo turno. La partita non risulta però chiusa: tenendo contro del margine di errore, della campagna elettorale ancora da completare e dei numerosi candidati, le distanze reali alle urne potrebbero risultare anche sensibilmente diverse e inferiori a quanto rilevato oggi. Ricordiamo come sempre che i sondaggi non prevedono il futuro, ma fotografano il presente: la sfida in laguna, per quanto veda un favorito ai nastri di partenza, è assolutamente aperta.
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