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Speciale Europee Bidimedia – Tutti i sondaggi d’Europa: Polonia e Francia, le chiavi dell’ultradestra. Belgio, tutti eletti e contenti.

Mancano pochi giorni alle Elezioni Europee di domenica; mentre in Italia è periodo di buio elettorale, andiamo a vedere cosa dicono i sondaggi negli altri paesi dell’Unione Europea al voto questa settimana. Esaminiamo ora due grandi paesi, determinanti per gli equilibri del Parlamento Europeo: la Polonia e la Francia.

Polonia

La Polonia elegge 51 Europarlamentari, dunque uno dei paesi maggiori dell’Unione. Come sistema elettorale, vige un proporzionale metodo D’Hondt, con soglia di sbarramento nazionale al 5% e preferenze su liste aperte. Il paese è suddiviso in 13 circoscrizioni. Tuttavia, l’attribuzione dei seggi avviene a livello nazionale: le circoscrizioni pertanto servono ai partiti soltanto per presentare candidati diversi tra le varie aree del paese, sistema simile a quello italiano.

Scenario Politico

la vita politica polacca dal 2015 è stata sconvolta dalla vittoria alle politiche del Pis (ECR), partito nazionalista e conservatore di destra. Non nuovo in realtà alla presenza al governo, il Pis ha però, negli ultimi anni, portato il paese verso una deriva autoritaria che lo accomuna in molti tratti all’Ungheria di Orban.

Tentativi di riforme costituzionali antidemocratiche, controllo dei media e tendenze repressive hanno portato a numerosi scontri con l’UE. Ciò nonostante il Pis è in sé molto meno antieuropeista della media dei partiti di Destra Sovranista. Gli ultraconservatori polacchi non sono a favore dell’uscita del paese dall’Unione ed anzi vedono l’appartenenza all’UE come un fattore positivo in chiave anti-russa. I nazionalisti di Varsavia sono infatti storicamente feroci avversari della Russia; un’altra grande differenza con la più comune Ultradestra Populista europea, che non nasconde simpatie putiniane.

Anche grazie allo strapotere mediatico ed alla vicinanza con le frange più conservatrici della sempre potente Chiesa Cattolica Polacca, il Pis è nettamente cresciuto nei consensi dopo l’ascesa al potere; negli ultimi anni è stato rilevato costantemente sopra al 40%, con punte del 45%.

Principale partito di opposizione è il Centrodestra liberale della Piattaforma Civica (PPE), PO in polacco, quotata tra il 25 ed il 30 per cento. Molto più bassi tutti gli altri partiti, non al di sopra del 5%, con l’opposizione del Centrosinistra incapace di trovare la quadra per risalire, almeno fino ad inizio 2019.

Schieramenti e sondaggi per le Europee

Proprio le Europee hanno portato ad alcune novità: per contrastare il Pis, numerosi partiti di opposizione, sia di Centrosinistra che di Centrodestra, si sono coalizzati nella lista unica della Coalizione per l’Europa (KE), guidata dalla PO. Tale compagine eleggerà pertanto EP che andranno poi in diversi gruppi europei, con netta prevalenza per il PPE. Le formazioni riunite nella KE avevano ottenuto nel 2014, se sommate, il 48% dei consensi, ma ciò non deve far pensare che il risultato sia replicabile. Come detto, dal 2015, con l’ascesa del Pis, i partiti della KE hanno subito un disastroso crollo.

L’inizio del 2019 ha portato ad un’altra novità, questa volta nel campo del centrosinistra: è nata infatti Wiosna (Primavera), formazione liberalsocialista, ecologista e fortemente europeista. Wiosna è subito partita bene nei sondaggi, segnando circa l’8-10%, ottenuto soprattutto nell’elettorato urbano, colto e giovane, ostile al Pis.

In campagna elettorale, il Pis ha abbandonato lo scontro con l’UE (anche per evitare ulteriori guai con la commissione), e si è concentrato sulla difesa dei valori tradizionali; dalla religione al contrasto agli immigrati fino alla lotta contro omosessualità e pedofilia (spesso associate, con conseguenze accuse di omofobia e polemiche).

Le ultime settimane tuttavia hanno visto, nella media dei sondaggi, un andamento livemente calante per il Pis, che non sembra in un momento di grandissima forma. La KE ha invece un trend ondivago; alcune rilevazioni la vedono addiritura in testa sopra al 40%, mentre in altre risulta staccata anche di 5 e più punti dal Pis. Buona prestazione di Wiosna che mantiene circa l’8-10% dei consensi. Lottano invece per il raggiungimento della soglia del 5% altri due partiti di “ultradestra”: Kukiz’15, accusato di neonazismo ed alleatosi con i 5Stelle, rilevato poco sopra il 5%, e la Confederazione KORWiN (Conf, ex-EFDD/NI). Quest’ultima è una lista di estrema destra antieuropea. La Conf punta, a differenza del Pis, ritenuto troppo moderato, alla Polexit, ed è sondata in media sotto soglia. Nelle ultime rilevazioni però Conf è in netta ascesa proprio a scapito di K’15. Le formazioni di ultradestra potrebbero quindi invertirsi i ruoli o passare entrambe lo sbarramento.

Seggi e conclusioni

Come da proiezione di Politico.eu che riportiamo, il Pis è in testa con 22 seggi. La KE segue con 20, ma non tutti questi EP andranno nello stesso gruppo. Il PPE farà senza dubbio la parte del leone, ma almeno 3 seggi si prevede possano andare a candidati S&D (il principale partito socialdemocratico del paese

è membro della KE). L’esatta ripartizione di questi EP è però imprevedibile, dato che dipenderà dalle preferenze che gli eletori scriveranno sulle schede. Wiosna è accreditata di 6 EP. La giovane formazione polacca non è ancora tra i Non Iscrtti, ma è probabile possa aderire ad S&D; un’importante occasione per i Socialisti europei di rimpinguare il proprio bottino. 3 EP sono assegnati invece a Kukiz’15; viceversa nessuno per Conf.

Sondaggi polacchi: si nota la grandissima divergenza nei dati tra le diverse rilevazioni.

La presenza di coalizioni e formazioni nuove rende incerto l’andamento dei sondaggi come l’assegnazione dei seggi, il risultato potrebbe riservare sorprese, in entrambe le direzioni. Anche l’affluenza è un’incognita: in Polonia alle Europee è in genere molto bassa (appena il 24% nel 2014), ma alcune rilevazioni la prevedono addirittura al 50% e oltre (anche se tali valori estremi appaiono improbabili). Si tratta di un ulteriore motivo di incertezza: molto dipenderà da quali fasce sociali e quali regioni si recheranno maggiormente alle urne.

In conclusione, la Polonia è un paese in cui l’Estrema Destra è particolarmente forte, ma non sono impossibili sorprese. Il risultato del Pis è essenziale per la Famiglia di ECR, alla quale fornisce quasi la metà degli EP; allo stesso tempo risultati inattesi di KE e/o Wiosna, nonchè il passaggio o meno della soglia da parte di Kukiz’15 e della Conf, porterebbero a variazioni importanti per i gruppi del PPE, di S&D e del possibile nuovo gruppo populista dei 5Stelle.

La Polonia è quindi, senza alcun dubbio, uno degli stati chiave per le imminenti Europee.

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