Come detto all’inizio dell’articolo, la curva del contagio mostra finalmente una chiara flessione. Lo si nota già dai “nuovi positivi” (che ormai sappiamo bene non essere nuovi contagi, ma spesso casi vecchi di settimane) nelle 5 regioni più colpite dal covid in Italia. Se la Lombardia piega ancora con fatica, anche se costantemente, molto più netto è l’arretramento in Emilia, Veneto, Toscana e, finalmente, in Piemonte, regione più preoccupante fino a una settimana fa. Andamento non troppo dissimile per i decessi, che hanno iniziato a calare con costanza, ad eccezione della già citata anomalia lombarda degli ultimi giorni.
L’andamento del covid in tutta Italia
Non molto da aggiungere guardando alle curve di tutte le regioni divise per area (Nord, Centro, Sud): anche al settentrione si conferma un sostanziale rallentamento del covid; al centro e al sud l’epidemia si è pressoché fermata. Le curve delle regioni del centro Italia hanno ormai assunto una pendenza minima, non molto diversa da quelle meridionali, che tuttavia sono arrivate prima ad un sostanziale arresto del contagio. In diverse regioni, in particolare Umbria, Calabria, Basilicata, Molise e, al nord, Alto Adige, si sono verificati già più giorni con zero casi positivi. Proprio la Calabria risulta essere la regione con meno contagi/popolazione, un felice primato che, in questo stadio dell’epidemia, difficilmente le potrà più essere tolto.
In base alle curve che abbiamo esposto, si nota come ormai l’Italia sia divisa in 3 zone: a sud degli appennini + Alto Adige, epidemia regredita fino quasi alla scomparsa (attenzione: ciò non vuol dire che il contagio non possa ripartire, vista la presenza di casi residuali); nel Nord ad esclusione della Lombardia è presente un contagio ormai limitato e in rapida regressione. Fa eccezione appunto la Lombardia, dove, a fronte di una curva in effettivo e netto calo, si rileva ancora un numero troppo consistente di positivi e decessi per poter abbassare la guardia.
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