Nella Prima Repubblica le Marche era una regione incerta. Al suo interno convivevano territori in cui il Partito Comunista Italiano era nettamente maggioritario, soprattutto nel Nord della regione, e altre dove la Democrazia Cristiana andava fortissimo, in particolare il maceratese. Questo rendeva la situazione politica regionale molto equilibrata con la DC e il PCI che, a cavallo degli anni ’70 e ’80, si sfidavano all’ultimo voto. Facendo un confronto con la situazione nazionale, questo vuol dire che le Marche erano tra le regioni in cui la sinistra andava meglio e per questo veniva considerata comunque tra le Regioni Rosse, anche se, certamente, era la più rosa del gruppo.
Con l’avvento della Seconda Repubblica, il Centrosinistra si rafforzò molto e l’appartenenza delle Marche alle Regioni Rosse divenne decisamente meno dibattuta. Il Centrosinistra, infatti, vinse agevolmente le elezioni Regionali del 1995, e riuscì a confermarsi anche nel 2000, un anno molto favorevole al Centrodestra, che infatti arrivò a soli 5 punti dal Centrosinistra. Si tratta ancora oggi del distacco più piccolo mai registrato nelle elezioni marchigiane, come andremo a vedere focalizzandoci con più attenzione sulle ultime tre elezioni regionali.
2005: Ampia vittoria del Centrosinistra
Figura 1
La tornata di elezioni regionali del 2005 segna una netta vittoria del Centrosinistra che lascia alla coalizione guidata dall’allora Presidente del Consiglio Berlusconi, solamente Lombardia e Veneto. Nelle Marche, il Centrosinistra si impone con un larghissimo vantaggio portando alla vittoria di Gian Mario Spacca (DL) con quasi 20 punti di vantaggio.
Geograficamente Spacca fa il pieno nel Nord della regione e ottiene buoni risultati anche nei comuni costieri del Sud e nell’entroterra fermano. Il Centrodestra registra i suoi risultati migliori nel maceratese mentre la situazione è molto combattuta nell’entroterra piceno.
2010: Centrosinistra confermato
Figura 2
Il 2010 è, invece, un anno favorevole al Centrodestra che, però, nelle Marche ottiene un risultato molto sotto le aspettative. Il Presidente uscente Spacca (PD) ottiene una larga riconferma, mentre il candidato del Centrodestra non riesce a superare il 40% dei voti. Inoltre, la decisione del Centrosinistra di allearsi a livello locale con l’Unione di Centro, spinge la componente più a sinistra della coalizione a presentarsi autonomamente ottenendo circa il 7% dei voti. D’altronde, però, l’Unione di Centro, come i suoi predecessori, era sempre stata alleata del Centrodestra ed è quindi possibile che i suoi elettori abbiamo semplicemente seguito il partito compensando la dipartita della sinistra.
Questa ipotesi sembra essere avvalorata dalla Figura 2 dove possiamo osservare un’avanzata di Spacca nell’entroterra meridionale delle Marche, dove solitamente il Centrodestra è più forte. Altrove il Presidente uscente tende a ridurre il suo vantaggio di 5 anni prima pur vincendo nella grande maggioranza dei comuni.
2015: Il Centrosinistra vince ma si ridimensiona
Figura 3
Le successive elezioni regionali sono caratterizzate da un fatto più unico che raro. Il Presidente uscente Spacca (Marche2020), dopo aver abbandonato il PD e fondato un suo partito locale, decide di ricandidarsi ottenendo il supporto… di Forza Italia, che per 10 anni ne aveva rappresentato il principale oppositore. A questa bizzarra convergenza politica si aggiunge anche il Nuovo Centrodestra ma non l’Unione di Centro che rimane alleato del Centrosinistra, e del suo candidato presidente, l’ex sindaco di Pesaro, Luca Ceriscioli (PD). Ancora una volta la sinistra si presenta autonomamente. La candidatura di Spacca… spacca il Centrodestra, con Lega Nord e Fratelli d’Italia che candidano Francesco Acquaroli (FdI). Infine, il Movimento 5 Stelle si presenta per la prima volta completando un quadro frammentato e molto confuso.
Il risultato premia certamente il Centrosinistra che riesce a far eleggere l’attuale presidente Ceriscioli. La frammentazione nel Centrodestra permette al candidato pentastellato, Maggi (M5S), di arrivare secondo, seppur staccato di quasi 20 punti. Magro risultato per Spacca che finisce quarto, abbondantemente superato da Acquaroli. L’ampio margine di vittoria del Centrosinistra non deve far dimenticare il risultato assoluto di Ceriscioli, poco sopra il 40%, decisamente al di sotto dello storico elettorale di questa regione, soprattutto se si considera che il Centrosinistra nel 2015 godeva ancora di un clima nazionale favorevole.
Da un punto di vista geografico, un così ampio margine su altri 3 candidati non può che tradursi in una vittoria nella quasi totalità dei comuni marchigiani. I due candidati di Centrodestra riescono a prevalere solo in alcuni comuni nel Sud della regione con margini piuttosto ridotti. Possiamo infine notare che, nonostante i 20 punti di vantaggio, la performance di Ceriscioli nel nord della regione, in termini di distacco, è decisamente meno stentorea di quanto era stata la vittoria di Spacca nel 2005. Segno dell’inizio di un cambiamento nel comportamento di voto dei marchigiani? Lo scopriremo nella prossima pagina.
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